Quando la piccola impresa agroalimentare diventa una multinazionale di successo

Quando la piccola impresa agroalimentare diventa una multinazionale di successo

24/09/2020 00.21.00

Quando la piccola impresa agroalimentare diventa una multinazionale di successo

Dalla frutta secca alle macchine per l'olio, dai canditi all'healty food, negli ultimi mesi l'ingresso di fondi e investitori ha portato alla leadership internazionale

Pieralisi di Jesi(Ancona) vero prototipo della multinazionale tascabile made in Italy. Pieralisi è infatti il leader mondiale delle macchinari per il settore oleario, basti pensare che si calcola che il 75% dell’olio d’oliva prodotto al mondo dall’Europa all’America Latina fino all'Australia è realizzato con frantoi sui quali campeggia la scritta “Pieralisi – Jesi”.

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L’azienda marchigiana fondata e sviluppata dalla famiglia di Gennaro Pieralisi con un giro d’affari di 104 milioni di euro, a luglio scorso ha visto l’ingresso nella compagine sociale, con una quota del 51%di IDea CCR, il fondo gestito da Dea Capital Alternative Funds Sgr. La famiglia Pieralisi resta al 49% mentre come amministratore delegato è stato confermato Alessandro Leopardi. L’operazione di investimento di Idea CCR punta ad affiancare la famiglia Pieralisi nel rafforzamento patrimoniale e finanziario del Gruppo accelerando i piani di sviluppo dell’azienda e consolidando la leadership globale. In particolare il progetto di sviluppo di Idea CCR prevede investimenti per circa 15 milioni di euro.

«Ci siamo aperti a nuovi soci per continuare a crescere – ha commentato il cavaliere del lavoro, Gennaro Pieralisi -. In particolare in un frangente come questo nel quale in alcuni paesi per via del Covid non è possibile andare. E quindinell’immediato abbiamo bisogno di capitali per rimodulare una parte della produzione dal settore oleario ad altri segmenti headtopics.com

come quello delle centrifughe per gli impianti di depurazione. Ma non abbiamo certo in mente di abbandonare l’olio d’oliva. In giro per il mondo si stanno piantando nuovi uliveti e siamo convinti che la richiesta di macchine per la lavorazione delle olive riprenderà a correre».

Leggi ancheL’alimentare tiene (export +3%) di fronte al crollo del Pil. Ma per il fatturato persi 3 anniSe tre indizi fanno una prova il grande appeal degli investitori nei confronti delle Pmi specializzate dell’agroalimentare made in Italy è confermato anche da un’altra operazione che in realtà risale allo scorso anno ma che proprio in questi giorni ha cominciato a produrre i propri frutti.

Si tratta dell’ingresso, anche stavolta con una quota di maggioranza del fondo Investindustrial (attraverso la controllata VI LP.) nellaItalcanditi di Padrengo(Bergamo). La società fondata nel 1963 dalla famiglia Goffi vanta un ruolo di primo piano nella produzione di ingredienti a base di frutta e creme per l’industria alimentare (gelati, yogurt, frutta candita e marron glacé) con un giro d’affari di oltre 100 milioni di euro realizzato per il 35% all’estero.

L’ingresso del partner finanziario ha immediatamente consentito alla Italcanditi di perfezionare tre acquisizioni di aziende attive nei settori della produzione di semilavorati per pasticcerie e gelaterie. L’ultima proprio lo scorso mese di agosto quando Italcanditi ha rilevato il 100% dell’Ortofrutticola del Mugello azienda specializzata nella lavorazione e produzione di prodotti a base di castagne e marroni esportati in oltre 30 paesi. Sulla scorta di questa operazione alcuni osservatori stimano che Italcanditi detenga oggi nella nicchia europea dei marron glacé una quota di mercato di circa il 50%. headtopics.com

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