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Pompeo: “Non lasceremo che l’Iran metta a rischio la vita dei cittadini Usa” - La Stampa

«Non lasceremo che la Repubblica islamica dell'Iran intraprenda azioni che mettano a repentaglio uomini e donne americani».

30/12/2019 15.04.00

«Non lasceremo che la Repubblica islamica dell'Iran intraprenda azioni che mettano a repentaglio uomini e donne americani».

«Non lasceremo che la Repubblica islamica dell'Iran intraprenda azioni che mettano a repentaglio uomini e donne americani»: così il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha commentato gli attacchi aerei americani contro il gruppo filo-iraniano Hezbollah in Iraq e Siria. Il segretario alla difesa, Mark Esper, ha aggiunto, che gli attacchi sono stati «un successo». I piloti e gli aerei sono tornati alla base sani e salvi, ha sottolineato il capo del Pentagono, parlando alla stampa, dopo che gli aerei F-15 avevano attaccato cinque obiettivi associati al movimento islamista Hezbollah nell'ovest dell'Iraq e nell'est della Siria. Il Pentagono in precedenza aveva spiegato che si è trattata di una ritorsione per gli oltre 30 missili sparati venerdì contro una base irachena che hanno provocato la morte di un contractor americano. Esper ha aggiunto che Pompeo si è recato in Florida, dove il presidente Donald Trump è in vacanza per Natale, per fargli una sintesi degli ultimi sviluppi in Medio Oriente. «Intraprenderemo ulteriori azioni se necessario per garantire che agiamo per autodifesa e scoraggiare altri comportamenti illeciti da parte di gruppi di miliziani o dell'Iran».

12:12«Non lasceremo che la Repubblica islamica dell'Iran intraprenda azioni che mettano a repentaglio uomini e donne americani»: così il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha commentato gli attacchi aerei americani contro il gruppo filo-iraniano Hezbollah in Iraq e Siria. Il segretario alla difesa, Mark Esper, ha aggiunto, che gli attacchi sono stati «un successo».

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I piloti e gli aerei sono tornati alla base sani e salvi, ha sottolineato il capo del Pentagono, parlando alla stampa, dopo che gli aerei F-15 avevano attaccato cinque obiettivi associati al movimento islamista Hezbollah nell'ovest dell'Iraq e nell'est della Siria.

Il Pentagono in precedenza aveva spiegato che si è trattata di una ritorsione per gli oltre 30 missili sparati venerdì contro una base irachena che hanno provocato la morte di un contractor americano. Esper ha aggiunto che Pompeo si è recato in Florida, dove il presidente Donald Trump è in vacanza per Natale, per fargli una sintesi degli ultimi sviluppi in Medio Oriente. «Intraprenderemo ulteriori azioni se necessario per garantire che agiamo per autodifesa e scoraggiare altri comportamenti illeciti da parte di gruppi di miliziani o dell'Iran». headtopics.com

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Noi domani, la scuola che verrà. Le animazioni tratte dal concorso di scrittura Zanichelli -Scuola Holden | Sky TG24

Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

Li riporti a casa, allora! È molto semplice. Iran iraq Avete costruito una generazione che possa prendere il vostro posto?

Una generazione di ragazzi perduti con i genitori che non sanno indicare una strada - La StampaCaro anno che verrà, ti scrivo fiduciosa che sarai clemente. Chi ti ha preceduto ha avuto poca cura della mia vita. Sono passati come uragani a fiaccare le mie difese, a spezzare il mio cuore. In questi giorni in cui i giornali sono pieni del dolore di due famiglie che hanno perso le loro figlie sedicenni e di un’altra famiglia in cui nella stessa tragedia il figlio, giovanissimo, si è perduto, la mia personale tragedia si fa più acuta. E il tempo che aveva se non lenito, almeno opacizzato la sofferenza, adesso sembra non avere più alcun effetto benefico. Dieci anni fa mio figlio volava in cielo dopo una notte di divertimento in discoteca. Il motorino che sbanda e un casco legato male, o probabilmente non legato, che salta. Una morte inutile, avallata da un’età in cui ti senti invincibile. Ho letto il suo commento sull’adolescenza, su come oggi sia resa ancora più complicata dalla distanza tra generazioni e da una follia collettiva e che avvolge i giovani per lunghi anni, esponendoli a ogni genere di rischi. Questo daltronde è accaduto anche a mio figlio. Hai ragione. Ho letto tante persone sui social che si sono scagliate contro Pietro, il ragazzo che ha travolto con la sua auto le due ragazze romane. In pochi hanno ammesso che poteva succedere anche ai loro figli. Perché a quell’età la gran parte sono sconsiderati. Come lo è stato mio figlio, che aveva solo due anni meno di Pietro e ha fatto male solo a se stesso ma avrebbe potuto farne anche ad altri. Non esiste un meglio e un peggio, esiste solo dolore di fronte al quale occorre stare in silenzio, ascoltare, ragionare. Pensare che ogni ragazzo è figlio di tutti, anche quello che sbaglia, anche quello che provoca negli altri ferite non rimarginabili. Io mi sento la mamma di Camilla e Gaia ma anche di Pietro. E forse per quanto è successo a me, a noi, non mi arrogo il diritto di giudicare, anzi di condannare, senza appello. Ho perso il mio ragazzo, per una sua imperdonabile leggerezza, Gaia e Camilla se ne sono an Parole utili e corrette. “I figli sono figli di tutti. Sono abituati a farla Franca sempre, incapacità di educare.” Questa la verità è una verità per tutti. Da parte mia una preghiera per tutti questi ragazzi. Nel resto d'Europa non ho trovato nessuno che pensasse che debbano essere i genitori a indicare la strada a giovani maggiorenni. A meno che abbiano problemi di salute. È distruttivo per tutti quando a un fannullone, ritardato nella crescita, regali SUV e soldi per lo sballo. Una generazione voluta dai soliti noti, per non avere grane in eventuali contraddittori e/o ostruzionismi, e che l'istruzione, la stampa, la 'politica' non hanno mai saputo, ma soprattutto voluto, difendere. Adesso ve ne accorgete? Ma nulla è un caso.

10 animali che hanno fatto storia - VanityFair.itLa cagnolina Laika, il primo astroscimpanzé, il cavallo di Napoleone, un piccione che ha preso la Croce d'onore e tanti altri ancora: gli animali eroi che non dimenticheremo mai

La tela di Penelope dei ministeri spacchettati - La StampaOggi il premier Giuseppe Conte ha diviso – con termine tecnico “spacchettato” - il Ministero dell’Istruzione da quello dell’Università. Può sembrare una scelta di buon senso politico, anche perché le politiche della Scuola sono diverse da quelle dell’Università. Ma burocraticamente è una follia. Perché? Dobbiamo ricordare che tradizionalmente le competenze su scuola e università sono state gestite dal Ministero della Pubblica istruzione, creato con questa denominazione dal Governo Badoglio nel 1944. Poi nel 1989, con il Governo De Mita, fu creato il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, assegnato al Ministro Antonio Ruberti. Due Ministeri due Ministri, per una decina di anni. Nel 2001 il Dicastero è tornato ad essere accorpato con il Governo Berlusconi II, che ha creato il Ministero della Pubblica Istruzione, Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica, cioè il MIUR, affidandolo al Ministro Letizia Moratti. Nel 2006 il Governo Prodi II ha di nuovo diviso le competenze dell’Istituzione da quelle dell’Università con i Ministri Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi. E Berlusconi nel 2008 ha nuovamente accorpato il MIUR con il Ministro Maria Stella Gelmini. Il Ministero è rimasto unito per questi ultimi 10 anni nei governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e Conte I. Stabilizzandosi nelle competenze e nel funzionamento. Fino ad oggi. Tenere unite o divise le due competenze ministeriali può sembrare una scelta soltanto politica, per capire se gestire le politiche dell’Università e della Ricerca insieme o separatamente da quelle della Scuola. Invece è anche un serio problema burocratico. Perché ogni volta che si accorpa o si spacchetta un ministero serve una legge per disporlo. E poi servono i regolamenti di organizzazione dei due nuovi ministeri. E la nomina di due capi di gabinetto, due segreterie, due portavoce, e cosi via. Poi i decreti di attuazione e ancora i trasferimenti del personale, delle infrastrutture e delle sedi. E le nomine dei nuovi Direttori gen Wingardium leviosa 🚴🏿‍♂️

Sale la tensione in Iraq, scambi di colpi tra Usa e milizie sciite - La StampaIn Iraq sale la tensione, sullo sfondo del crescente attrito tra Stati Uniti in Iran. L'escalation è iniziata venerdì, quando un violento attacco missilistico condotto dalle milizie sciite irachene filo-Teheran ha colpito una base che ospita militari americani a Kirkuk, uccidendo un contractor statunitense e provocando anche feriti tra il personale Usa ed i servizi di sicurezza irachena. La risposta americana è stata dura. Il Pentagono ha autorizzato una serie di bombardamenti aerei che hanno colpito cinque basi delle milizie in Iraq e Siria. «In risposta ai ripetuti attacchi di Kata'ib Hezbollah alle basi irachene che ospitano le forze della coalizione Inherent Resolve le forze statunitensi hanno condotto attacchi difensivi di precisione contro cinque strutture KH in Iraq e Siria che indeboliranno la loro capacità di condurre in futuro attacchi contro le forze della coalizione» anti-Isis. In particolare sono stati colpiti tre obiettivi in Iraq e due Siria, che includevano basi di comando e depositi di armi. Nell'attacco, sarebbero rimasti uccisi 15 miliziani. Il Dipartimento della Difesa americano ha sottolineato che le cosiddette milizie Kh «hanno un forte legame con la Quds Force iraniana (i corpi speciali dei Pasdaran) ed hanno ricevuto ripetutamente aiuti letali e di altro tipo dall'Iran che hanno utilizzato per attaccare» le forze della coalizione anti-Isis. In serata, c'è stata una controreplica dei miliziani con un'altra pioggia di razzi, che stavolta ha lambito una grande base militare irachena a nord di Baghdad, dove alloggiano militari americani. A quanto risulta, non ci sono state vittime, ma la situazione rimane incandescente. Con l'Iraq che si trova nel bel mezzo del pantano delle relazioni tra Stati Uniti e Iran, che hanno subito una svolta in negativo da quando Washington ha abbandonato l'accordo internazionale sul nucleare ed ha imposto durissime sanzioni a Teheran. Gli iraniani, sul terreno, hanno reagito alimentando l'instabilità nella regione: in È ora che gli USA tornino a casa.

Mancano le offerte, il parroco non può pagare le bollette: “Chiudo la chiesa” - La StampaA Monteu da Po la parrocchia è in crisi per mancanza di fedeli. Il fornitore del metano gli ha sigillato il contatore per un debito di 6 mila euro. Ma questi fedeli, sono convertiti ad altra religione o è il parroco a non dare la giusta accoglienza? Un motivo deve esserci. Vaticano ? I rischi del franchising

Paura per un incendio in un’autofficina a Torino, evacuata una palazzina - La StampaTORINO. Paura per un incendio che stamane, 30 dicembre, ha avvolto una carrozzeria in via Revello 42 a Torino. Per precauzione è stata evacuata la palazzina accanto di via Luserna 11. Sono accorsi sul posto tre ambulanze del 118, la squadra 21 dei vigili del fuoco e anche il nucleo investigativo dei vigili del fuoco e dei carabinieri, che stanno indagando sull’accaduto. «Non ho idea di come sia potuto capitare - spiega Domenico La Ragione, proprietario della carrozzeria -, menomale che nessuno si è fatto male».