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Per chi tifava il San Paolo la notte magica di Italia-Argentina?

Per chi tifava il San Paolo la notte magica di Italia-Argentina?

10/11/2019 02.50.00
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Per chi tifava il San Paolo la notte magica di Italia-Argentina?

A chi scrivere il proprio punto di vista sulle cose? A chi affidare l’ indignazione e la speranza? Vi proponiamo di dirlo a Corriere

,sto leggendo Naploitation, il saggio di Marco Demarco. Mi ha molto incuriosito il capitolo su Sorrentino e la semifinale di Italia ’90 al San Paolo, Italia-Argentina. Ma è così impossibile stabilire per chi hanno tifato i napoletani quella sera?

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Fabio RussoCaro Fabio,Riassumo per i lettori la questione. I n un’intervista al Corriere, Paolo Sorrentino raccontò di aver tifato Napoli, «come tutto lo stadio», per amore di Maradona. Demarco cita però un nostro bravo giornalista, Gianluca Abate, che invece testimonia il contrario: il San Paolo tifava Italia; e a suo sostegno porta i video su Youtube in cui si vedono striscioni proazzurri e si sentono fischi quando Maradona sta per calciare il suo rigore (l’Argentina ci eliminò appunto ai rigori). Un altro che in quella notte magica c’era, il mio amico Mimmo Noè, figlio del maresciallo dei carabinieri di Soccavo dove si allenava il Napoli di Maradona, sostiene che le tribune tifassero Italia, e le curve Argentina.

Ovviamente la questione non è solo calcistica. Demarco la evoca per sostenere la sua tesi: ai napoletani piace recitare la parte dei napoletani; per cui tendono a raccontare che il San Paolo tifava Maradona pure contro gli azzurri, anche se non è vero. Ma se invece fosse vero, anche solo in parte? Sarei curioso di sapere quel che ne pensa il Napolista, uno dei migliori siti sportivi italiani. La mia idea, gentile Fabio, è che il cuore dei napoletani fosse diviso. headtopics.com

Come quello di capitan Bruscolotti, che un giorno negli spogliatoi con le lacrime agli occhi si tolse la fascia e disse a Maradona: «La vedi questa fascia? È la cosa a cui più tengo al mondo. Sono napoletano, e fare il capitano del Napoli è stato l’orgoglio della mia vita. Ma io questa fascia la voglio dare a te, Diego. In cambio però ci devi fare vincere lo scudetto». Il finale è noto. In ogni caso, Napoli è oggi — nel bene e nel male — la vera capitale d’Italia, il luogo dove le virtù e i vizi nazionali sono elevati a potenza, la Washington DC della nostra cultura materiale. Non solo pizza, spaghetti, Gomorra e ‘O sole mio; Totò, Eduardo, Elena Ferrante, Pino Daniele. All’estero pensano l’Italia come un’immensa Napoli. Quelli che accolgono i tifosi napoletani con striscioni tipo «Benvenuti in Italia» non hanno capito niente. Proprio come i neoborbonici quando parlano di «conquista piemontese».

LE ALTRE LETTERE DI OGGIStoria«Imparammo il pugliese dal teatro del vicolo»Nel 1940, per le vacanze, andavamo dai nonni a Mola di Bari. La casa aveva una finestra che si affacciava su un vicolo cieco. Nel vicolo le difficoltà della vita nella povertà, l’essere troppo vicini gli uni agli altri, facevano scoppiare tra le donne furibondi litigi. Allora si apriva per me e mia sorella il sipario del «Teatro Dialettale Pugliese». Parole grosse venivano scagliate dall’una all’altra donna come frecce velenose a difesa delle proprie ragioni. Frasi pittoresche dipingevano l’una e l’altra delle contendenti in un linguaggio che metteva al vivo le questioni come mai la lingua italiana sarebbe riuscita! Noi bambine correvamo alla finestra, scostavamo la tenda e, non viste, guardavamo lo spettacolo. Non bastava ascoltare, bisognava osservare, perché il linguaggio era anche gestuale. Lo spettacolo del litigio era per noi ancora più bello perché proibito. La mamma non voleva che parlassimo in dialetto. In sua assenza, scelto con mia sorella il tema di un litigio, imitavamo le «maestre» del vicolo e ci scatenavamo gridando in dialetto. «Coliiii! Coooliii!!». Era il grido delle madri per chiamare i figli, i monelli, che si erano allontanati dal vicolo. Molti si chiamavano Nicola come il Santo Patrono di Bari. Il diminutivo Nicolino, veniva semplificato in «Colì».

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Napoli, la crisi continua: 0-0 con il Genoa, il San Paolo fischiaNapoli&45;Genoa 0&45;0&44; i liguri e i fischi del San Paolo fermano gli azzurri&46; Nell&8217;ultimo anticipo della 12&170; giornata arriva solo un pari per la squadra... AncelottiOut giocatori svogliati e caproni, pandev sembrava maradona 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂è colpa della Juve !! 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂 Fischiano gli stupidi la squadra va supportata sempre nel bene e nel male anzi forse più nel male se vuoi che cambi rotta. Forza ragazzi

Il Napoli esce tra i fischi al San Paolo, solo pari col Genoa - La StampaNAPOLI. I tre punti avrebbero portato un po' di sereno nel mezzo della bufera, invece il Napoli non va oltre uno scialbo 0-0 contro il Genoa, tra gli assordanti fischi del San Paolo. Al termine di una settimana ad alta tensione, la squadra di Ancelotti aggrava la crisi allungando a quattro la striscia di partite senza vittorie. Prestazione deludente per gli azzurri, apparsi a tratti smarriti e incapaci di superare il fortino rossoblù guidato da un sempre attento Radu, decisivo su Mertens, Fabian Ruiz ed Elmas. Napoli che sale a 19 e resta fuori dalla zona Europa, punto prezioso per Thiago Motta che si porta a 9 punti. E forse con un po' più di coraggio il Grifone avrebbe potuto anche tentare il colpaccio. Visto il forfait in extremis di Milik, c'è Mertens dal primo minuto al fianco di Lozano. Callejon e Mertens si piazzano sulle fasce, a rilevare gli infortunati Manolas e Allan sono rispettivamente Maksimovic e Zielinski. Hysaj in fascia viene preferito a Rui, non al meglio. Tra i pali Ospina. Molte le assenze cui deve far fronte Thiago Motta che dà fiducia ad Agudelo nel tridente con Pandev e Pinamonti, Ankersen vince il ballottaggio con Ghiglione in difesa. Come ci si aspettava, l'accoglienza del San Paolo per gli azzurri non è di quelle che si possono definire calorose. Appena 20mila i presenti, molti i vuoti nelle curve. In Curva A uno striscione chiede 'Rispetto'. Al momento delle formazioni, bordate di fischi si levano per Insigne. E altri fischi arrivano quando i giocatori si abbracciano prima dell'inizio. Pronti, via e il Napoli si vede subito annullare un gol: Insigne insacca di tap-in, ma il gioco era fermo causa Lozano in offside. Ci prova poi Zielinski, il suo bel mancino da fuori è sventato da Radu. La squadra di Ancelotti tiene in mano il gioco, facendo però davvero il minimo sindacale e mostrando tanta confusione. Il Genoa prova a sfruttare le occasioni. In una di queste, Pandev, servito da Agudelo, spreca un rigore in movimento sparando alle stelle. Il Napoli è finito!

Paolo Conte per noi: Robinson sotto le stelle del jazzLa copertina di Robinson, da domani 9Novembre in edicola con la Repubblica per tutta la settimana e online su Rep:, è dedicata a PaoloConte. Robinson_Rep

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