Penso dunque lincio - La Stampa

Penso dunque lincio

23/01/2020 02.23.00

Penso dunque lincio

Il Matteo Salvini che suona al citofono di un palazzo popolare della periferia di Bologna - non alla villa di un narcos - e chiede a un tunisino se per caso sia uno spacciatore, e quando il tunisino vuol sapere chi l’abbia detto gli risponde che a dirlo è la ...

Penso dunque lincioIl Matteo Salvini che suona al citofono di un palazzo popolare della periferia di Bologna - non alla villa di un narcos - e chiede a un tunisino se per caso sia uno spacciatore, e quando il tunisino vuol sapere chi l’abbia detto gli risponde che a dirlo è la gente, non è soltanto un leader con la caratura morale e politica del lapidatore mediorientale, ma è anche il figlio degno di un giornalismo, bisogna pur dirlo, di un giornalismo che si acclama da sé con la schiena diritta perché insegue la preda per strada, e a microfono e telecamera spianati gli chiede se sia un pedofilo o se non si senta un genocida a riscuotere il vitalizio.

Omicidio Desireé: tutti condannati, due all'ergastolo - Cronaca Scontro Orban-Ue: il premier ungherese vuole depotenziare la plenaria di Strasburgo 'Certi amori non finiscono', Zeman torna a Foggia - Calcio

Il senso di giustizia collettivo ormai si sazia soltanto nel linciaggio. Guardatevi attorno e ditemi se ce n’è uno che non abbia perso il cervello. Ora si scopre che «le donne del Pd», mamma mia, raccolgono le firme per ottenere la defenestrazione del noto rapper da Sanremo in ragione di testi violenti e sessisti di tre anni fa, cioè non avanzano un diritto di critica ma ne pretendono uno di censura.

Penso dunque lincioIeri l’Ansa ha ricordato il Festival del 2001, quando Eminem arrivò per cantare fotto mia madre e roba del genere, e alla sollevazione politica e popolare il presidente della Rai, Roberto Zaccaria, oppose l’ovvio: ogni artista è libero, ed è responsabile della sua libertà. Ci fosse oggi uno straccio di dirigente della Rai o del Pd o di qualsiasi altro partito che dica no, fermi tutti, stabilire quello che si può dire e quello che non si può è roba da Ovra o da Kgb, è roba da satrapi. Niente di niente. Tutti troppo impegnati a ricondurre il mondo al Bene, a manganellate. headtopics.com

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G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri

Leggi su Sky TG24 l'articolo G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri: la metà dagli Usa

La pastiglia non basta, conta chi sei tu - La StampaUna quotidianità di malattie multiple, scarsa attenzione alle dosi ed effetti collaterali imprevisti. Cambiano le cure con la logica “real world” “Adeguiamole alla vita di ogni paziente”.

Scoperta per caso la cellula “amica” nella cura dei tumori - La StampaUccide la maggior parte di metastasi, nuovo trattamento a “taglia unica” Ogni anno scoprono qualcosa contro il cancro ma mi sembra che il risultato sia sempre lo stesso

Davos, Trump rivendica la ripresa economica negli Usa e attacca: “Basta allarmi sul clima” - La StampaIl presidente americano ironizza sull’Europa e i tassi negativi e parla di «fine dello scetticismo verso il nostro Paese. Le aziende sono tornate a investire, fate come noi» Importante è che gli interventi su un problema così importante oggigiorno siano esenti da speculazione e manipolazione.

Esplode la canna del fucile, ferito un cacciatore a Lemie - La StampaLEMIE (TORINO). L'ennesimo incidente di caccia stavolta è capitato nei boschi di Lemie, in Valle di Viù, dove un 57enne del posto è rimasto ferito a causa dell'esplosione della canna del suo fucile. Per fortuna le sue condizioni non sono gravi. L'infortunio è avvenuto nel pomeriggio di lunedì 20 gennaio, in località Forno di Lemie dove l'uomo era impegnato in una battuta di caccia. Ad un certo punto il cacciatore ha puntato la sua doppietta contro una preda e ha premuto il grilletto. Durante l'esplosione, però, la canna del suo Beretta calibro 12 – regolarmente denunciato e detenuto – è andata in frantumi e alcune schegge hanno raggiunto al volto, al torace e alla mano sinistra il 57enne. Almeno questa sembra la dinamica anche se le indagini sono affidate ora ai carabinieri di Viù che hanno sequestrato la doppietta. Il pensionato è andato da solo al pronto soccorso ed è stato ricoverato in osservazione all'ospedale di Ciriè. Càpita :)

Dopo la Cina, Trump prepara a una guerra commerciale con l’Unione europea - La StampaDALL’INVIATO A DAVOS. «E’ più difficile fare business con l’Europa che con la Cina». Lo ha detto il presidente Trump, commentando la disputa sui commerci al termine della sua visita a Davos. Il capo della Casa Bianca ha aggiunto: «Alla fine la Ue farà un accordo con gli Stati Uniti. Dovrà farlo, altrimenti io sarò costretto a prendere iniziative. E le iniziative saranno forti tariffe sulle auto, e sugli altri prodotti che vengono dall’Europa nel nostro paese». Con queste parole Trump ha confermato i timori degli europei, che dopo l’accordo parziale raggiunto con la Cina, il prossimo passo sarà avviare un guerra commerciale contro Bruxelles. Già ieri il segretario al Tesoro Mnuchin aveva sollevato la questione della digital tax, minacciando sanzioni contro Italia e Gran Bretagna. La Francia ha raggiunto una tregua con gli Usa, sospendendo la propria tassa fino alla fine del 2020, e in cambio Washington ha congelato le sue ritorsioni. Roma e Londra però hanno varato provvedimenti simili, e ora rischiano la rappresaglia. Oggi Trump ha allargato il problema all’intero rapporto commerciale bilaterale, e dopo aver incontrato per la prima volta la nuova presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ha avvertito che senza un accordo capace di riequilibrare la bilancia commerciale, scatterano le tariffe. Trump ha detto anche di non considerare falso l’allarme per i cambiamenti climatici, e che avrebbe voluto sentire il discorso di Greta Thunberg ieri. Però ha ribadito che il suo approccio è diverso, e non intende prendere iniziative che compromettano la crescita economica. Il capo della Casa Bianca ha poi incontrato il collega iracheno, confermando che dopo l’uccisione del generale iraniano Soleimani sta considerando una riduzione delle truppe, ma non il ritiro completo dal paese.

Le imprese: “Basta ritardi, in sicurezza la frana sull’A5 a Quincinetto” - La StampaTORINO. Anche Confindustria chiede di «fare presto» nel mettere in sicurezza la frana di Quincinetto che minaccia l'autostrada Torino-Aosta. I rappresentanti delle imprese di Piemonte e Valle d’Aosta, l’assessore ai trasporti della Regione autonoma e il sindaco di Quincinetto hanno effettuato un sopralluogo nei pressi della frana che dal 2012 ...