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Pari senza reti tra Samp-Atalanta e Udinese-Spal - La Stampa

Pari senza reti tra Samp-Atalanta e Udinese-Spal

10/11/2019 20.35.00
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Pari senza reti tra Samp-Atalanta e Udinese-Spal

Al Ferraris poche emozioni e reti inviolate, i bergamaschi finiscono in dieci per l’espulsione di Malinovsky. Alla Dacia Arena Musso para un rigore e salva i friulani al 98'

Pari senza reti tra Samp-Atalanta e Udinese-SpalAl Ferraris poche emozioni e reti inviolate, i bergamaschi finiscono in dieci per l’espulsione di Malinovsky. Alla Dacia Arena Musso para un rigore e salva i friulani al 98'Il fallo che è costato l'espulsione a Malinovsky per somma di ammonizioni durante Sampdoria-Atalanta

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Pubblicato il10 Novembre 2019Sampdoria-Atalanta 0-0Un punto prezioso per la Sampdoria, meno per l'Atalanta, il miglior attacco della Serie A sembra essersi inceppato e per la seconda sfida consecutiva non va in gol. Ma dopo pochi minuti sono proprio i bergamaschi a mostrarsi padroni del campo, la Sampdoria tuttavia si chiude cercando soprattutto di innescare le punte in contropiede. La prima occasione del match è di stampo atalantino con Pasalic che tenta la conclusione a giro, il tiro viene però deviato in angolo da Ferrari con Audero che si limita a guardare sfilare la sfera sul fondo. Poco prima del decimo minuto arriva la risposta blucerchiata con Bonazzoli abile a recuperare palla ed a trovare Jankto all'interno dell'area di rigore, la conclusione dell'ex Udinese però non inquadra lo specchio della porta. Nella stessa azione il giovane attaccante blucerchiato accusa un problema muscolare ed è costretto a lasciare il terreno di gioco, al suo posto Caprari. Alla mezz'ora è ancora la Samp a provarci, cross di Caprari a cercare Quagliarella, il capitano blucerchiato tenta la conclusione acrobatica, ma sul suo tiro interviene Palomino che mette facilmente in angolo. Al 37' altro rischio per la Sampdoria, su un lancio lungo Audero tentenna in uscita e rischia di essere anticipato da Muriel, sulla carambola il pallone resta in possesso dell'estremo difensore che successivamente non ci pensa due volte ad allontanare il più lontano possibile. Al 47'' arriva il primo tiro nello specchio della porta della partita, a scagliarlo è Malinovsky su calcio di punizione, Audero è attento e respinge.

La ripresa si apre con una bella occasione per la Sampdoria, con Caprari che si inventa un gran passaggio filtrante per Jankto, il numero 14 blucerchiato entra in area ma l'uscita di Gollini è perfetta e disinnesca il pericolo. Svegliata dal pericolo corso l'Atalanta fa salire immediatamente i giri del motore, la retroguardia della Samp è compatta con Murru e Ferrari particolarmente attenti a coprire ogni buco. Per quanto gli uomini di Gasperini facciano bene in fase di possesso, stavolta non si può dire altrettanto quando si tratta di difendere i propri sedici metri. La partita prosegue però senza grandi sussulti con l'Atalanta che prova ad innescare la velocità del neo-entrato Barrow alle spalle dei difensori centrali della Sampdoria. Proprio questo schema porta ad una punizione pericolosa intorno al 73' ma il tiro di Malinovsky è bloccato da Audero. Il fallo è di Ferrari, che viene ammonito con Gasperini che chiede però il rosso a gran voce per presunta chiara occasione da gol. Un minuto più tardi è invece l'Atalanta a restare in dieci per l'espulsione proprio dell'ucraino: già ammonito si allunga palla e si butta in scivolata per tentare il recupero, Irrati non ha dubbi e mostra il secondo cartellino giallo al numero 18 mandandolo anzitempo sotto la doccia. La partita prosegue senza grossi sussulti e dopo quattro minuti di recupero le squadre vanno negli spogliatoi dividendosi il bottino.  headtopics.com

Udinese-Spal 0-0Un punto per parte che serve a poco, soprattutto alla Spal, nella corsa verso la salvezza, ma che serve per evitare di sprofondare prima della sosta. Alla Dacia Arena finisce 0-0 e l'eroe di giornata non può che essere Musso, il portiere dell'Udinese protagonista assoluto con un rigore parato a Petagna in pieno recupero. Nella prima frazione di gioco, entrambe le squadre non riescono a sfondare nei minuti iniziali, almeno fino al 15', quando Kurtic, con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d'angolo, prova i riflessi di Musso. 2' dopo invece primo squillo offensivo per i bianconeri: Mandragora entra in area e conclude due volte, dapprima para Berisha poi spedisce la palla sopra la traversa. Al 22' Okaka avrebbe sui suoi piedi il pallone del vantaggio, ma perde l'attimo e non riesce a concludere nel migliore dei modi. Al 30' Strefezza va vicino al gol con un bel diagonale ma non trova la porta per pochi metri. Al 35' De Paul a un unghia dall'1-0 quando tira di controbalzo ma trova una deviazione che risparmia Berisha. Per il resto, i minuti passano senza sussulti degni di nota, l'arbitro manda così le squadre negli spogliatoi sul risultato di 0-0.

Nella ripresa, da evidenziare tre cartellini gialli, prova che la partita stia diventando sempre più cattiva, poi al 10' Mandragora, di testa, non trova la porta e sciupa una clamorosa chance. Quattro minuti dopo altro brivido per la Spal: l'estremo difensore ferrarese perde palla in presa alta, ma De Paul non è lesto ad approfittarne, non inquadrando la porta per pochi centimetri. Sono i padroni di casa che hanno più voglia di vincere questa partita, mentre i ragazzi di Semplici optano per una gara difensiva, per poi cercare di colpire in contropiede, come al 16': Musso è bravissimo a non farsi sorprendere dal tiro-cross di Sala dall'out di destra. Dopo i primi 20', entrambi gli allenatori cambiano gli attaccanti: per i friulani dentro Nestorovski al posto di Lasagna, mentre per i ferraresi entra Petagna, dato da molti titolare in questo match, per Floccari. Al 32' grandissima occasione per l'Udinese: De Paul vede Mandragora, che tira di prima intenzione ma la palla sfiora il palo più lontano. I padroni di casa, nonostante si siano resi più pericolosi, rischiano di essere beffati all'ultimo minuto, quando Sema tocca la palla con una mano in area e concede un rigore agli ospiti: sul dischetto si presenta Petagna ma la sua conclusione viene parata dall'ottimo Musso. Che salva così il risultato.

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Il Napoli esce tra i fischi al San Paolo, solo pari col Genoa - La StampaNAPOLI. I tre punti avrebbero portato un po' di sereno nel mezzo della bufera, invece il Napoli non va oltre uno scialbo 0-0 contro il Genoa, tra gli assordanti fischi del San Paolo. Al termine di una settimana ad alta tensione, la squadra di Ancelotti aggrava la crisi allungando a quattro la striscia di partite senza vittorie. Prestazione deludente per gli azzurri, apparsi a tratti smarriti e incapaci di superare il fortino rossoblù guidato da un sempre attento Radu, decisivo su Mertens, Fabian Ruiz ed Elmas. Napoli che sale a 19 e resta fuori dalla zona Europa, punto prezioso per Thiago Motta che si porta a 9 punti. E forse con un po' più di coraggio il Grifone avrebbe potuto anche tentare il colpaccio. Visto il forfait in extremis di Milik, c'è Mertens dal primo minuto al fianco di Lozano. Callejon e Mertens si piazzano sulle fasce, a rilevare gli infortunati Manolas e Allan sono rispettivamente Maksimovic e Zielinski. Hysaj in fascia viene preferito a Rui, non al meglio. Tra i pali Ospina. Molte le assenze cui deve far fronte Thiago Motta che dà fiducia ad Agudelo nel tridente con Pandev e Pinamonti, Ankersen vince il ballottaggio con Ghiglione in difesa. Come ci si aspettava, l'accoglienza del San Paolo per gli azzurri non è di quelle che si possono definire calorose. Appena 20mila i presenti, molti i vuoti nelle curve. In Curva A uno striscione chiede 'Rispetto'. Al momento delle formazioni, bordate di fischi si levano per Insigne. E altri fischi arrivano quando i giocatori si abbracciano prima dell'inizio. Pronti, via e il Napoli si vede subito annullare un gol: Insigne insacca di tap-in, ma il gioco era fermo causa Lozano in offside. Ci prova poi Zielinski, il suo bel mancino da fuori è sventato da Radu. La squadra di Ancelotti tiene in mano il gioco, facendo però davvero il minimo sindacale e mostrando tanta confusione. Il Genoa prova a sfruttare le occasioni. In una di queste, Pandev, servito da Agudelo, spreca un rigore in movimento sparando alle stelle. Il Napoli è finito!

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L’assicurazione sulla casa tra i nodi dell’inchiesta - La StampaALESSANDRIA. La casa di Quargnento era assicurata. E’ un dato certo, confermato dal procuratore Enrico Cieri il quale, anzi, ha anche precisato che «l’assicuratore è stato rintracciato e sentito»; di sicuro ha riferito quando la polizza è stata stipulata e quanto la compagnia avrebbe risarcito in caso di evento distruttivo. Quando? «No comment». Quanto? «No comment». Sul punto è tutto quel che dice il capo della procura che coordina le indagini svolte dai carabinieri col supporto dei vigili del fuoco. Il tema assicurativo è focale nell’«ampio spettro» degli approfondimenti che si stanno seguendo. Il padrone di casa Gianni Vincenti (formalmente l’intestataria è la moglie, Antonella Patrucco), più volte sentito in questi giorni, ha fornito spiegazioni, per ora riservate, e ha pure detto di avere problemi economici, di cui si parla anche in paese. Il lavoro investigativo, intanto, non ha tregua, ma c’è totale riserbo: difficile capire quanto la soluzione sia vicina. Ieri, dopo il funerale, Cieri si è intrattenuto a lungo, in Duomo, col premier Conte di certo per aggiornarlo sullo stato delle indagini. Magari anche sui tempi? Da quattro giorni, intanto, le ruspe lavorano, finché è chiaro, spostando le macerie della bella casa di cui resta memoria viva solo in foto. Le pale si muovono tra cumuli di mattoni e blocchi di cemento per cercare, sotto, i riscontri sui marchingegni rudimentali e micidiali che hanno provocato le esplosioni dolose («chi l’ha fatto voleva uccidere» ha detto Cieri), in cui sono morti tre vigili del fuoco, feriti altri due e un carabiniere (ieri, avrebbe dovuto testimoniare a un processo: il giudice ha messo a verbale il motivo della sua giustificata assenza). Davanti al cancello del caseggiato che non c’è più, «sottoposto a sequestro penale», è stato posato un mazzo di fiori. Quando cala la sera e le ruspe smettono di borbottare, restano accese le fiammelle di quattro ceri.

Berlino, 30 anni senza il muroBerlino, 30 anni senza il muro La caduta del simbolo degli eccessi ideologici del Novecento - Ansa Muro di Berlino Mah, con il senno di poi credo moltissimi tedeschi di quelle generazioni rimpiangano la vecchia, cara DDR😊