Paolo Lanfranco, presidente della Provincia, sulle sfide per il 2021: “Aree e tempi certi per attrarre le aziende”

24/01/2021 10.21.00

Paolo Lanfranco, presidente della Provincia, sulle sfide per il 2021: “Aree e tempi certi per attrarre le aziende”

Fulvio Lavina Paolo Lanfranco, presidente della Provincia di AstiFulvio LavinaPubblicato il24 Gennaio 2021«Il 2021 è l’anno del cambiamento, delle opportunità. Le opportunità che si aprono all’indomani della pandemia, a partire dai 210 miliardi del Recovery Found, mettono tutti noi davanti ad una responsabilità inaspettata: o sappiamo interpretare il cambiamento e affrontare le sfide con il giusto metodo o condanneremo l’Astigiano ad altri decenni di mancato sviluppo».

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Paolo Lanfranco, 38 anni, sindaco di Valfenera e presidente della Provincia, esponente della Lega, interviene nel dibattito lanciato da La Stampa sulle sfide del 2021.«Non c’è niente da inventare, invece c’è molto da cogliere».Anno del cambiamento: da che cosa si parte, presidente?

«Non facciamoci imbrigliare dal contingente, dall’ordinaria amministrazione. La politica non rinunci alla propria missione nascondendosi dietro alle apprensioni della gestione sanitaria dell’emergenza. Mettiamo in campo le energie migliori, senza farci condizionare dalla paura che emergano nuove figure capaci e volenterose». headtopics.com

E’ una questione di metodo?«Serve un’attribuzione chiara di competenze e responsabilità, anche tra i livelli delle istituzioni locali. Non possiamo parlare tutti di tutto e non definire chi deve fare cosa. Bene l’apporto dei partiti, delle associazioni di categoria, del sindacato, della società civile e di singoli cittadini. Ma la cornice entro cui comporre il mosaico la devono fornire le istituzioni».

Può essere il Tavolo dello sviluppo?«A me è molto chiaro cosa potrebbe fare la Provincia e vivo con insofferenza l’impossibilità che l’Ente sia operativo come sarebbe invece necessario al territorio. Quando Quagliotti su La Stampa afferma che il Tavolo di sviluppo non può essere condotto da un singolo Comune, ha ragione: è questione di competenze, di sensibilità e di conoscenza del territorio. Nel luglio scorso è stato pubblicato il Piano di posizionamento strategico “Cuneo 2029”, realizzato da quella Provincia, con il contributo della Fondazione CRCuneo, per definire gli obiettivi cui lavorare con le risorse europee 2020-2027. Per attrarre le risorse del Recovery found i nostri vicini cuneesi erano pronti prima ancora che se ne parlasse. Ad inizio ottobre ho formalmente scritto al sindaco del capoluogo, al presidente della Banca e quello della Fondazione CRAsti, proponendo di attivarci velocemente per un’operazione analoga, con l’affiancamento di professionisti. Purtroppo non è stata colta quell’intuizione, che necessitava della condivisione di tutti, e abbiamo perso altri quattro mesi». Ricordo che il 70% delle risorse del Recovery Fund dovrà essere impegnato tra il 2021 ed il 2022».

Lei è presidente di una Provincia che da Nord a Sud presenta grandi differenze: quindi anche ricette diverse per lo sviluppo?«Nel Sud Astigiano bisogna assecondare la già vivace iniziativa privata rafforzando e innovando sistemi economici competitivi, consolidare le condizioni del buon vivere e favorire il turismo; il Nord, in recessione economica e demografica da molto tempo, necessita innanzitutto di ripristinare servizi imprescindibili per favorire la residenzialità (collegamenti, presidi sanitari, etc.) sfruttando gli spazi ampi e i tempi “a misura d’uomo”».

Da più parti si indica il turismo come una delle carte su cui scommettere.«Sono convinto che solo uno sviluppo del Monferrato, a nord di Asti, riporterebbe la città al centro dei flussi che oggi la vedono invece periferia delle Langhe, con pochissime ricadute economiche sulle attività ricettive locali. Da Alba i turisti vengono da noi, si stupiscono nel trovare una città bellissima, ma poi tornano a mangiare e sicuramente a dormire altrove». headtopics.com

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Riattivare le linee ferroviarie dismesse o farne piste ciclabili?«E’ uno scontro alimentato da ambo le parti con tanta ideologia e pochi dati oggettivi, Non penso possa essere valida una medesima soluzione per la Asti-Alba piuttosto che per la Asti-Chivasso o la Asti-Casale».

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