Paolo Lanfranco. presidente della Provincia “E’ ora di superare le logiche di potere. Cambiamo strada”

Paolo Lanfranco. presidente della Provincia “E’ ora di superare le logiche di potere. Cambiamo strada”

14/06/2020 10.20.00

Paolo Lanfranco. presidente della Provincia “E’ ora di superare le logiche di potere. Cambiamo strada”

ASTI Paolo Lanfranco, 38 anni, sindaco di Valfenera dal 2007 e dal 2019 presidente della Provincia (si definisce «un elettore della Lega») farà domani gli onori di casa al summit convocato in Provincia su Douja d’Or e Settembre astigiano con gli amministratori locali e i vertici della Regione. Presidente Lanfranco qual è la sua posizone su Douja e Settembre? «Considero la Douja d’or, accanto a Palio e Sagre, la manifestazione più importante dell’Astigiano e non solo del capoluogo. Dovendo garantire spazi più ampi si potrebbe organizzare con nuove forme, con eventi diffusi nei comuni che legano il proprio nome ai nostri vini, rinforzando così la sinergia tra i paesi. Sarebbe grave rinunciare a tutto ciò per l’indisponibilità di pochi a volersi mettere in gioco e ringrazio la Regione per aver portato la questione al centro dell’attenzione. Le Sagre sono un valore da tutelare: e i volontari delle Pro Loco rappresentano appieno la voglia degli astigiani di contribuire ad animare e promuovere la vita dei paesi». Turismo e manifestazioni? «La necessità, imposta dalla pandemia, di ripensare l’organizzazione delle manifestazioni deve rappresentare l’occasione per ragionare insieme su come promuovere davvero il territorio, concentrando le energie su ciò che qualifica e caratterizza le nostre colline e la nostra gente. Sarebbe grave non cogliere quest’opportunità e provo un senso di frustrazione nel constatare che la Provincia è stata estromessa da questo compito, nonostante nessun’altra istituzione abbia titolo a condurre un’operazione così strategica». Senta Presidente: domani sarà una giornata un po’ particolare per le istituzioni astigiane. Al mattino il summit sul Settembre al quale parteciperà anche il presidente della Fondazione Cr Asti, Mario Sacco. E al pomeriggio l’elezione del nuovo presidente della Fondazione, con Sacco che si ricandida e avrà come avversario l’ex parlamentare Maria Teresa Armosino. Lei che posizione ha al riguardo? «Le mie considerazioni non atte

Paolo Lanfranco, 38 anni, sindaco di Valfeneradal 2007 e dal 2019 presidente della Provincia (si definisce «un elettore della Lega») farà domani gli onori di casa al summit convocato in Provincia su Douja d’Or e Settembre astigiano con gli amministratori locali e i vertici della Regione.

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Presidente Lanfranco qual è la sua posizone su Douja e Settembre?«Considero la Douja d’or, accanto a Palio e Sagre, la manifestazione più importante dell’Astigiano e non solo del capoluogo. Dovendo garantire spazi più ampi si potrebbe organizzare con nuove forme, con eventi diffusi nei comuni che legano il proprio nome ai nostri vini, rinforzando così la sinergia tra i paesi. Sarebbe grave rinunciare a tutto ciò per l’indisponibilità di pochi a volersi mettere in gioco e ringrazio la Regione per aver portato la questione al centro dell’attenzione. Le Sagre sono un valore da tutelare: e i volontari delle Pro Loco rappresentano appieno la voglia degli astigiani di contribuire ad animare e promuovere la vita dei paesi».

Turismo e manifestazioni?«La necessità, imposta dalla pandemia, di ripensare l’organizzazione delle manifestazioni deve rappresentare l’occasione per ragionare insieme su come promuovere davvero il territorio, concentrando le energie su ciò che qualifica e caratterizza le nostre colline e la nostra gente. Sarebbe grave non cogliere quest’opportunità e provo un senso di frustrazione nel constatare che la Provincia è stata estromessa da questo compito, nonostante nessun’altra istituzione abbia titolo a condurre un’operazione così strategica». headtopics.com

Senta Presidente: domani sarà una giornata un po’ particolare per le istituzioni astigiane. Al mattino il summit sul Settembre al quale parteciperà anche il presidente della Fondazione Cr Asti, Mario Sacco. E al pomeriggio l’elezione del nuovo presidente della Fondazione, con Sacco che si ricandida e avrà come avversario l’ex parlamentare Maria Teresa Armosino. Lei che posizione ha al riguardo?

«Le mie considerazioni non attengono in alcun modo alla qualità delle persone che da anni governano le realtà del territorio; provo gratitudine per il lavoro che hanno svolto finora. Constato però come molti amministratori, che rispondono direttamente ai cittadini, debbano cercare quotidianamente di fare le nozze con i fichi secchi, magari elemosinando un contributo a chi detiene i cordoni della borsa, che restano saldamente nelle mani di un sistema che rischia sempre più di diventare autoreferenziale. È giunto il momento di chiederci quali siano le scelte giuste nell’interesse dell’Astigiano e agire di conseguenza. Abbiamo tutti chiaro come si sia già perso troppo tempo, anche nel confronto con territori vicini. Non possiamo permetterci nuovi errori. È tempo di superare logiche di potere e inutili prove di forza per condividere, con il coraggio della trasparenza, nuovi percorsi, nell’interesse del territorio e dei nostri concittadini».

Lei prima faceva riferimento a ruolo e prospettive delle Province?«Il tentativo di privare i territori dell’istituzione Provincia ha prodotto risultati devastanti. La conferma arriva anche dal ministro (Pd) delle Regioni Francesco Boccia, il quale ha affermato, testualmente, che il processo di superamento delle Province è oggettivamente fallito. Posizioni politiche a parte è sotto gli occhi di tutti che cosa abbia significato tagliare risorse finanziarie e personale. Negli anni ’90 avevamo 145 cantonieri; a distanza di trent’anni ne abbiamo solo più 19, ma le strade a cui garantire la manutenzione sono le stesse, 1200 km e in condizioni peggiorate. Le narrazioni ideologiche e irresponsabili, slegate dalla realtà dei fatti, che portarono a individuare nelle Province la sede degli sprechi, hanno mostrato la loro inconsistenza. Oggi, ancor più che in passato, c’è bisogno di enti di area vasta che supportino e coordinino l’azione dei nostri comuni. E anche come coordinatore dei presidenti delle Province del Piemonte constato quotidianamente l’esigenza di tornare ad avere una regia, soprattutto nel momento in cui occorrono visioni condivise e strategiche di rilancio economico e di elaborazione di nuovi paradigmi».

Il problema delle emergenze sul territorio. Che fare quando accadono?«I Comuni non possono essere lasciati soli, senza gli strumenti per affrontare responsabilità enormi. I sindaci continuano a chiederci un supporto per comprendere situazioni amministrative che spesso, nel proliferare di decreti e ordinanze, si presentano giuridicamente confuse. Pur non avendo deleghe in materia sanitaria è stato unanime l’apprezzamento per la gestione delle cabine di regia da parte delle Province per monitorare le strutture socio-assistenziali; abbiamo proposto alla Regione di portare avanti questo tavolo per confrontarci sulla sicurezza, sulla qualità assistenziale, sull’occupazione e sulla natura stessa delle Rsa». headtopics.com

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E i sindaci?«I 118 sindaci astigiani ci mettono la faccia, sono il volto delle istituzioni e dello Stato. Non hanno però modo di incidere nelle decisioni strategiche che vengono invece demandate ad altri, a chi in molti casi non si è mai confrontato con i cittadini, con i loro problemi e le loro aspirazioni, a chi magari non è neppure espressione delle categorie economiche e non ne rappresenta esigenze e proposte. Succede a tutti i livelli, ma in ambito locale diventa davvero insopportabile».

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