Panicale e Orvieto: itinerario d'arte e buon cibo in Umbria

Fine settimana: è il momento migliore per programmare la prossima vacanza. Per esempio nei bellissimi borghi umbri

28/05/2021 21.01.00

Fine settimana: è il momento migliore per programmare la prossima vacanza. Per esempio nei bellissimi borghi umbri

Nel cuore verde d’Italia due piccoli borghi arroccati su ripide alture seducono gli occhi e il cuore. Soprattutto in estate quando alberi color smeraldo e fiori dalle nuances poetiche

PanicaleLe sfumature della campagna umbra con quel fascino autentico e rigenerante catturano lo sguardo in una frazione di secondo.La pace e la tranquillità di questi luoghiriportano a tempi lontani. Fuori dalla frenesia, dal tempo che scorre troppo velocemente.

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Panicale è, su tutto, un incanto per gli occhi.Arroccata sulla cima di un’altura che domina la valle del fiume Nestore e la pianura del Lago Trasimeno, il piccolo borgo umbro conserva tutto il fascino di un’atmosfera medioevale. Il paese di Boldrino, terribile capitano di ventura, un pugno di piazzette incorniciate da giri di ellissi concentriche, offre alcune meraviglie architettoniche che raccontano la bellezza di questo luogo. Come ad esempio, nel punto più alto del borgo, in piazza Masolino,

il Palazzo del Podestà, edificato tra il 13esimo e il 14esimo secolo, splendido esempio dello stile gotico-lombardo, oggi sede dell’archivio storico e notarile che conserva alcuni atti risalenti addirittura al Trecento. Superlativa laCollegiata di San Michele Arcangelo headtopics.com

, con la sua facciata in stile rinascimentale e gli splendidi interni barocchi che racchiudono alcune delle più belle opere della scuola del Perugino. Ed è proprio all’interno della Collegiata con il suo ricco patrimonio ecclesiastico, che trovò ispirazione Anita Belleschi Grifoni, una donna colta e raffinata ma anche molto intraprendente, che negli anni ’30 fondò una scuola di ricamo su tulle, la rinomata

Ars Panicalensis, che sopravvive ancora oggi grazie all’opera appassionata di Paola Matteucci, una maestra di ricamo che ha fondato il museo del tulle, dedicato proprio alla memoria di Anita.Panicale. Foto courtesy Valter CirilloEd è un altro nome tutto al femminile quello che guida oggi

l'osteria Lillo Tatini, nel pieno centro di Panicale. Patrizia con la figlia Bianca accoglie i propri ospiti in quello che sembra il salotto di casa, con le madie antiche, i fiori secchi, le zucche, portando in tavola una cucina che parla di tradizioni e che profuma di

zuppe calde di ceci e castagne, di cappelletti al tartufo Scorzone. Ed è alle pendici di Panicale che si respira tutto lo charme di un’antica residenza nobiliare settecentesca. IlRelais Villa Monte Solareè un’affascinante hotel diffuso, incastonato in 80 ettari di uliveti e vigneti, il cui interior gioca con eleganza tra grandi camini in marmo, decorazioni murali, pavimenti in cotto antico e arredi d'epoca. Un fascino ancora più visibile nella nuovissima Umbria Panorama SPA, un’oasi di pace all’interno dell’antica Limonaia della Villa, dalla quale si apre suggestivamente lo scenario naturale delle colline umbre. Un’esperienza unica per rigenerarsi e vivere ai ritmi lenti della natura. headtopics.com

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La campagna che circonda Panicale. Foto Courtesy Relais Villa Monte SolareIl panorama dal Relais Villa Monte Solare. Foto courtesy Elena BarassiOrvietol'arte del ricamo e del merlettoche crea un invisibilefil rougetra Panicale ed Orvieto, piccolo borgo a forma di cuore aggrappato ad una rupe di tufo che domina tutta la vallata sottostante. Una storia che affonda le proprie radici nel popolo etrusco, come si evince dalla

Necropoli del Crocifisso del Tufo,passa per l’Impero Romano e poi lo Stato Pontificio e che oggi, nel minuscolo villaggio medioevale arroccato su pareti a strapiombo, conta su unpatrimonio artistico e culturale tra i più ricchi dell'Umbria. Come non rimanere affascinati dall’imponenza e dall’eleganza del

Duomo di Santa Maria Assunta in Cieloche con la sua imponente facciata gotica, con i mosaici, i bassorilievi e le tre maestose porte bronzee svetta in tutta la sua austerità sulla vallata. Trecento anni ci sono voluti per l’opera iniziata da Lorenzo Maitani e conclusa da Ippolito Scalza. Sicuramente ben spesi, quando si ammirano gli interni dove spicca uno dei capolavori della pittura italiana,

il ciclo di affreschi raffigurante temi legati al Giudizio Universale dipinto dal pittore Leggi di più: Vogue Italia »

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