New York in affanno tra crisi e abbandoni

New York in affanno tra crisi e abbandoni

15/02/2020 08.15.00

New York in affanno tra crisi e abbandoni

Dalla retail apocalypse che ha investito insegne blasonate come Barneys ai grandi assenti in passerella come Tom Ford. Cosa succede nella Grande Mela

Chiara Boni, che da anni ha scelto New York come passerella per la sua linea La Petit Robe -. Sono anche una garanzia per le aziende che vi collaborano in termini di capillarità della distribuzione, numero di ordini e affidabilità nei pagamenti. Io

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continuo a scegliere New Yorkperché gli Stati Uniti sono il mio primo mercato». E questo nonostante, specie nelle ultime settimane, la fashion week di New York sia stata tacciata di essere in piena crisi: «Personalmente non la avverto - prosegue -, ma certo è in fase di evoluzione. E scelte come quella di Tom Ford, presidente della Cfda, di sfilare a Los Angeles (

si veda l’articolo in pagina, ndr) certamente non sono utili al sistema».Da Tom Ford a Jeremy Scott: i grandi assentiCome i department store sono impegnati per sopravvivere alla “retail apocalypse”, l’edizione appena conclusa della New York Fashion Week non è mai sembrata così in affanno, soprattutto a causa headtopics.com

come quella di Tom Ford, appunto, ma anche di Ralph Lauren, che non mancava da 50 anni, o di Jeremy Scott, annunciata appena due settimane prima della sfilata. L’evento paga anche una certa complessità organizzativa, a partire daldoppio calendario

, quello dell’organizzatore Img e quello del Cfda. Entrambi, peraltro, da sei anni sono in causa contro un’oscura società di ticketing, Fashion Week Inc., proprio per l’utilizzo della stessa dicitura “New York Fashion Week”, che sarebbe stata depositata legalmente dalla società nel 2013 (il nome ufficiale dell’evento è, al momento, “NYFW: The Shows”).

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fashion hub di 19 ettaria Sunset Park, Brooklyn, dedicato al “made in New York”. Un piano che ha suscitato le proteste delle aziende del vecchio distretto, oggi circa 400 e calate del 95% rispetto agli anni d’oro 50 e 60: gli affitti sono sempre più alti (anche a causa della vicina Hudson Yards) ed è difficile mantenere la produzione dove la paga oraria media è la più elevata del Paese (circa 18 dollari secondo il Census Bureau). Il nuovo hub dovrebbe comunque aprire entro quest’anno e proverà a dimostrare come New York, nonostante tutto, consenta ancora alla sua moda di restare «in cima alla vetta», come cantava Frank Sinatra. headtopics.com

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