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Nell’ex polo industriale il vegano è eccellente - La Stampa

Edit è pub, garden, bakery cafè, cocktail bar, restaurant con tocco anglofono e molto modaiolo

05/01/2020 12.36.00

Edit è pub, garden, bakery cafè, cocktail bar, restaurant con tocco anglofono e molto modaiolo.

Edit è pub, garden, bakery cafè, cocktail bar, restaurant con tocco anglofono e molto modaiolo

10:01Polo industriale riconvertito a polo gastronomico. Edit di piazza Teresa Noce 15A è pub, garden, bakery cafè, cocktail bar, restaurant con tocco anglofono e molto modaiolo, anzi fashion per fare pendant. Fra le tante proposte in aree diverse, sì lo spazio non manca, dal caffè del mattino alla chiusura ad ore piccole, abbiamo assaggiato un paio di proposte vegane di Antonio Chiodi Latini, a 10 euro l’una. L'insalata come una russa senza uova è molto delicata, forse troppo ma la pasta e fagioli in estate è ottima in autunno. I fagioli sono in crema gustosa con qualcuno intero e la pasta, da aggiungere al momento, è fritta, croccante e asciutta. Completa il piatto un eccellente olio extra vergine. Nell’attesa le zucchine in tempura (5 euro) sono generose, buone e servite in un mini cestello da friggitrice.

'La Chiesa dovrebbe abbracciare i gay, invece non li vuole liberi. E ora Francesco sembra un po' Pio IX' Il Fatto di Domani del 22 Giugno 2021 - Il Fatto Quotidiano Europei 2021, Juve e Barcellona per le differenze: loghi arcobaleno

©RIPRODUZIONE RISERVATAQui andrà inserito il messaggio del Direttore, esempio:"Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze...."

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Noi domani, la scuola che verrà. Le animazioni tratte dal concorso di scrittura Zanichelli -Scuola Holden | Sky TG24

Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

Speriamo non chiuda infatti ,ottimo esempio di riqualificazione di qualità .

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La scrittura come terapia per affrontare la malattia o un lutto - La StampaSu Rai3 l’esperienza di Matilde D’Errico, sceneggiatrice e autrice tv, che ha coinvolto donne operate di tumore in un laboratorio narrativo

Per i leader politici la difesa del clima è un test di modernità - La StampaCaro Direttore, i partiti ambientalisti, pur non avendo una connotazione ideologica strettamente univoca, si collocano storicamente in un alveo di sinistra. I verdi austriaci sono attualmente sulla cresta dell’onda, stanno mietendo significativi successi. Pur di entrare a far parte dell’esecutivo, hanno preso il posto dell’ultradestra al fianco dei popolari. I verdi d’Austria hanno ottenuto quattro ministeri: Ambiente, Giustizia, Pari opportunità e Affari sociali. Tuttavia, i difensori nostrani degli ecosistemi e degli equilibri ambientali, i padri e i nonni italici di Greta Tumberg, se la passano decisamente peggio. A livello istituzionale, il più ecologista di tutti, in questo governo «giallo-rosa», Lorenzo Fioramonti, s’è appena dimesso da ministro dell’Istruzione. Del partito dei Verdi storici italiani, che hanno guidato il ministero dell’Agricoltura nel governo Amato e quello dell’Ambiente nell’esecutivo Prodi, non c’è più traccia. Il ministro d’allora (l’ex radicale, poi passato ai Verdi) Alfonso Pecoraro Scanio oggi si batte addirittura strenuamente per campagne di portata «mondiale», come il riconoscimento della pizza patrimonio dell’Unesco. Non crede che sia giunta l’ora anche da noi di una vera svolta verde? Marcello Buttazzo - Lequile (Lecce) Caro Buttazzo, il bisogno di una «svolta verde» c’è in Italia come nelle altre democrazie avanzate. Il motivo è che la protezione dai cambiamenti climatici è oramai una priorità per gli abitanti dei nostri Paesi. L’interrogativo che lei pone sul ritardo della politica italiana su tale fronte credo abbia a che vedere con il ritardo dei partiti ad affrontare sfide che obbligano a ripensarci, ridefinire in maniera radicale il ruolo dello Stato. Viviamo una stagione di grandi trasformazioni - dalle tecnologie al clima fino alle diseguaglianze - ma i leader politici, non solo in Italia, restano prigionieri di una dinamica di ideologie e divisioni che li spinge soprattutto a guardarsi indietro. Sotto questo punto di vista,

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