Cronaca%2Cmilano

Cronaca%2Cmilano

Nei luoghi pubblici della Lombardia il burqa resta vietato - La Stampa

Nei luoghi pubblici della Lombardia il burqa resta vietato

01/11/2019 09.05.00

Nei luoghi pubblici della Lombardia il burqa resta vietato

La Corte d’Appello dà ragione alla legge della giunta regionale del 2015

Pubblicato il01 Novembre 2019MILANO. Con una sentenza di secondo grado che conferma una decisione già espressa dal tribunale e ribalta un orientamento sin qui seguito dalla giurisprudenza nazionale, la sezione famiglia della Corte d’Appello di Milano ieri ha confermato una delibera della giunta regionale lombarda del 2015 (giunta Maroni) che vietava alle donne di religione musulmana di indossare il burqua e il niqab (i veli che coprono interamente il viso) nei luoghi pubblici della Lombardia, ovvero uffici amministrativi, ospedali e Asl. Ufficialmente per questioni di sicurezza, ovviamente, non certo religiose. Canta vittoria il centrodestra che si vede riconosciuta quella che in realtà fin dall’inizio era da considerarsi una battaglia di principio; affilano le armi per l’ultima battaglia in Cassazione le associazioni umanitarie che si erano costituite contro la decisione del Pirellone ritenendola discriminatoria.

In Edicola sul Fatto Quotidiano del 12 Giugno: Figliuolo s’arrende. Ora fuori i numeri. Az solo over 60 - Il Fatto Quotidiano Astrazeneca, Crisanti a La7: 'La verità è che hanno vaccinato i giovani per smaltire dosi inutilizzate e per immunità di gregge' - Il Fatto Quotidiano Basket, la Virtus Bologna è campione d’Italia dopo 20 anni

In attesa che la Suprema Corte decida cosa fare, è chiaro che la sentenza di ieri fissa un precedente importante e soprattutto ribalta l’orientamento fin qui seguito ed espresso da una decisione del Consiglio di Stato che nel 2008, avverso un’ordinanza simile a quella della Lombardia del sindaco di un paesino, Azzano Decimo, aveva decretato come l’uso del velo, anche integrale, per motivi religiosi non fosse da riconsiderare tra i divieti previsti dall’articolo 5 di una legge “emergenziale” del 1975 (terrorismo/anni di piombo) meglio nota come “legge Reale”, per i travisamenti in pubblico.

Nella sentenza milanese invece, il principio sembra essere stato invertito. Tutto nasce dalla decisione della Giunta regionale di votare una delibera con la quale, in tutti i luoghi della regione e negli enti pubblici controllati dal Pirellone, venivano esposti cartelli che riportavano “per ragioni di sicurezza” il divieto d’ingresso “con il volto coperto”, seguiti da tre immagini di teste con casco, passamontagna e burqa. Decisione presa all’indomani dei gravi attentati in varie parti d’Europa. Ebbene, secondo i giudici milanesi di primo e secondo grado, in questa delibera non c’è nulla di discriminatorio «anzitutto per la sua genericità e per avere correttamente messo in relazione la impossibilità di identificare una persona, in quanto con il volto coperto, in determinati luoghi pubblici con problemi di ordine pubblico e sicurezza (che i gravissimi attentati avevano reso ancor più evidenti…) senza che vi sia stata violazione di riserva di legge, avendo richiamato la delibera espressamente la legge 152/1975 (c. d. legge Reale, dal nome del suo autore)». Unica concessione ai ricorrenti delle varie associazioni è sulla grafica dei cartelli definita dai giudici «una modalità comunicativa piuttosto grezza» e soprattutto dalle incerte conseguenze dal momento che, a differenza degli uffici regionali, «negli ospedali non vi sono tornelli né personale addetto all’identificazione e non è noto se vi siano o meno provvedimenti amministrativi che disciplinano l’ingresso nelle strutture sanitarie». Così l’identificazione, che dovrebbe essere istantanea per consentire headtopics.com

alle donne musulmane di mostrare il volto e poi coprirlo, non potrà essere completa. In questa incertezza, la Corte d’Appello ha così preferito liquidare le spese di causa compensandole tra le parti, senza cioè condannare le associazioni umanitarie per il ricorso.

Leggi di più: La Stampa »

Funivia Mottarone: incidente ripreso in video da telecamere sicurezza

Leggi su Sky TG24 l'articolo Funivia Mottarone: incidente ripreso in un video dalle telecamere di sicurezza

C'era bisogno della sentenza della Corte d'Appello? Il burqa è un'umiliazione per chi lo indossa e per chi lo vede. ma la logica era così complessa da far emergere? Come può essere in alternativa accettato,anche solo culturalmente,che dei fantasmi di Halloween circolino tutto l'anno per strada? Il minimo dovrebbe essere l'obbligo di strappare quel velo concesso a qualsiasi cittadino

Confermato in Lombardia il divieto di burqa nei luoghi pubblici | Sky TG24Leggi su Sky Tg24 l’articolo Confermato in Lombardia il divieto di burqa nei luoghi pubblici | Sky TG24 Ed anche casco integrale e passamontagna....ci son anche queste immagini sul divieto Ogni tanto una buona notizia E per fortuna tranne nel centro di Milano tollerati dal Imam Peppe Salam (ne ho viste molte in Burqua )

La Regione Piemonte è la nuova proprietaria del Forte di Exilles - La StampaStipulato l'atto notarile che lo trasferisce dal Demanio. Cirio: “Ora rilanceremo questa risorsa unica”. Lo stesso Cirio Assessore per quattro anni? Ora i piemontesi lo manterranno ...

Beltrame ferma la Pro: contro la Juve U23 decide il gol dell’ex - La StampaForse la stanchezza, forse il turnover, forse la paura di vincere. La Pro contro la JuveU23 non riesce a fare la stessa grande partita che ha fatto a Siena. O contro l’Arezzo. E finisce sconfitta per 1-0, con Beltrame, ex di turno, che castiga i leoni. Gilardino cambia tanto nell’undici bianco che manda in campo contro la Juve U23. Un turnover spinto. Una necessità con i bianchi, che contro i bianconeri, giocano la quarta sfida in dieci giorni. Una scelta tattica che non premia la Pro, che in campo cerca punti di riferimento ma fatica a imporre il proprio gioco. In difesa le rivoluzioni sono poche rispetto alla mediana, con Bani e Mal al fianco di Schiavon e in attacco, completamente inedito con Cecconi al centro e Romairone e Della Morte sulla fasce. La Juve under 23 ha fisicità, possesso palla, ma sotto porta non sembra così titanica. La prima vera occasione è infatti dei leoni: un tiro a giro di Romairone si stampa sul palo. Chissà se quella palla fosse andata in rete: la gara avrebbe preso una piega diversa? Non ci sono controprove. La Juve, al primo allungo, al primo vero tiro in porta invece trova il vantaggio: ironia della sorte il gol porta la firma di Beltrame, giocatore che in carriera ha vestito la maglia bianca ma che a Vercelli non ha lasciato il segno ai tempi della serie B. Ma è proprio il gol dell’ex che sblocca la sfida, fino a quel momento equilibrata, con la Juve ben messa in campo e la Pro a cercare di coprire gli spazi per non lasciare metri agli avversari. Un gran destro che porta la Juve in vantaggio. E su quella rete la Pro tentenna: la manovra diventa più farraginosa. I bianchi tentennano. E neppure Cecconi, che tra i piedi ha una bella palla, riesce a mettere il suo nome nel tabellino marcatori. Gilardino a Siena aveva detto «abbiamo bisogno di uno schiaffo per reagire». Lo schiaffo bianconero c’è, ma manca la reazione della Pro. Anzi, è la Juve che sfiora il raddoppio: Pecchia inserisce Lanini al posto di Beltrame e proprio il nuovo entrat

Omicidio Luca Sacchi, la conferenza stampa della famiglia del ragazzo ucciso a Roma La direttaIl 24enne è stato freddato con un colpo di pistola alla testa all’esterno di un pub la sera del 23 ottobre

Danneggiata la porta della sede del Pd a Venaria - La StampaVENARIA (TORINO). Qualcuno nella nottata tra mercoledì e giovedì 31 ottobre ha danneggiato l’ingresso della sede del Pd di Venaria, dedicato alle «Madri Costituenti», in via Palestro all’angolo con viale Buridani. Probabilmente con un calcio è stato sfondato un pannello della porta d’entrata al circolo. Questo a poche ore dalla presentazione del candidato del partito alle prossime elezioni, l’ex assessore Rossana Schillaci. «Siete venuti di notte, di nuovo. Ci avete già provato e avete fallito.Questa notte dei vandali hanno fatto irruzione nel nostro Circolo, che porta il nome di Donne che hanno lottato per i loro diritti, nella nostra sede abbiamo le foto dei nostri Partigiani. La nostra storia racconta di Andrea Mensa. Pensate davvero che questi gesti possano fermarci?» c’è scritto sulla bacheca Facebook del Pd. In tanti hanno già espresso la loro solidarietà, a cominciare da Fabio Giulivi che sarà lo sfidante della Schillaci per il centro destra. «L’atto di vandalismo è allo stesso tempo triste e preoccupante e merita l’indignazione di tutti. Distruggere una vetrina è un gesto vile e se la vetrina in questione appartiene ad una sede politica poi, fa sprofondare la democrazia in abissi profondi e anacronistici che non dovrebbero più far parte del presente e del futuro». «A nome mio - e di tutto il gruppo di Venaria Riparte - esprimo solidarietà al segretario Stefano Mistroni, a Rossana Schillaci e ai dirigenti e militanti del Pd venariese». La campagna elettorale è iniziata. Allarme son fascisti 🤓🇮🇹E chi ci crede?sono loro stessi a danneggiare per fare compassione è incolpare l’avversario li inventano tutti nessuno li caga più

La generazione perduta del Donbass - La StampaViaggio tra le vittime del conflitto russo-ucraino