Muve, nessuno ha perso il lavoro e si riparte

Muve, nessuno ha perso il lavoro e si riparte

27/09/2020 14.53.00

Muve, nessuno ha perso il lavoro e si riparte

Il direttore Gabriella Belli ipotizza per la fine del 2020 circa 700.000 visitatori tra tutti i musei della Fondazione, persi circa altrettanti col lockdown. Grandi assenti gli stranieri

Mariano e Henriette Fortuny, ispirato dall'Auriga di Delfi. Al primo giorno di riapertura di Palazzo Ducale, abbiamo avuto 2.000 visite, che ci hanno mostrato il bisogno di autenticità dei cittadini. Il lavoro della Fondazione non poggia su strumenti virtuali, non distraiamo nessuno dal rapporto diretto coll'autentico. La comunicazione digitale ha, invece, la funzione di preparare la visita prima, e di aiutare la memoria dopo. A questo crediamo. Infatti, dopo averlo progettato per tanto tempo, durante il lockdown abbiamo preparato il modello 3D di Palazzo Ducale che necessitava di silenzio e vuoto. Un lavoro complesso che sarà online, sul nostro sito. Palazzo Fortuny ci ha dato grandi soddisfazioni, con mostre molto sofisticate. È, per sua natura, un luogo magico, forse perchè l'ha abitato un genio del suo tempo. Questo “genius loci” continua a caratterizzare le sue mura in modo molto forte. Grazie allo sponsor che ci sostiene, a fine anno dovremmo riaprirlo.

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Memoria, identità e autenticità si sono saldati nella sensibilità di molti cittadini alla riscoperta della loro arte, in Italia e nel mondo, prima e dopo il lockdown....Forse l' indigestione di virtuale ha un limite, le persone sono fatte di emozioni. Che sono vere quando sono dentro la realtà, come nella Sala del Maggior Consiglio o a Ca' Pesaro, davanti ai Borghesi di Calais di

Rodin. Le emozioni hanno bisogno di rapporti fisici, mentre col virtuale sei a distanza.Anche molte componenti dell'habitat culturale ed artistico vivono grandi difficoltà: dall'archeologia al contemporaneo. Le istituzioni comprano poca arte. Le collezioni invecchiano, lei disse una volta…La formazione non ne risente? Cosa lasceremo in eredità? headtopics.com

Si, i musei acquisiscono poco oggi. Esiste l'Italian Council, ma è una goccia nel mare. Dovremmo incrementare col segno del tempo presente. Credo che paghiamo l'immobilità dello Stato nell'acquisizione di patrimonio. Altro tema: sono pochi i musei d'arte contemporanea davvero decollati. Dovrebbero collezionare. In Italia sono nati tanti musei privati nel contemporaneo e, ciononostante, la situazione resta critica perché si è smesso di tesaurizzare la storia presente. Poi c'è il tema degli archivi, delle memorie, oggi annacquato. La digitalizzazione porta molto nel cloud, non perderemo nulla, ma non è a completa disposizione dei ricercatori e degli studiosi. Con le biblioteche ancora chiuse, è importante ricordare che la ricerca costruita in una biblioteca, invece, che davanti ad un computer è una cosa completamente diversa. Vorrei aggiungere che credo molto nel rapporto coi collezionisti. I musei devono aggiornare le proprie collezioni e possono farlo con prestiti e donazioni a lungo termine. Come col prestito della collezione

Chiara e Francesco Carraroa Ca' Pesaro che segue le storiche eredità della Serenissima, delle Biennali d'inizio del secolo e degli anni ’50. Anche all'estero lavorano molto coi depositi a lungo termine, che poi diventano donazioni.Col Dorsoduro Museum Mile fanno sistema Gallerie dell' Accademia, Guggenheim, Punta della Dogana-Palazzo Grassi e Palazzo Cini. Con sconti sulla bigliettazione. C'è più collaborazione?

Si, ha una connotazione geografica, favorisce la visita di quella sponda del Canal Grande, invogliando ad entrare in siti diversi. La semplificazione dovrebbe diventare strutturale (insieme alla prenotazione), agevolando le visite delle città storiche, come avviene in Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta. Noi abbiamo la

Muve Card(25-45 €). I musei sono cambiati rispetto al passato e le risorse non bastano a dare le risposte dovute. Per sviluppare collaborazione, tutti dovrebbero rinunciare a qualcosa, per migliorare e semplificare l'offerta generale. Questo darebbe un aumento dei visitatori, laddove non vada invece calmierato, come a Venezia. headtopics.com

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Quali priorità nazionali per tante città in difficoltà?Bisogna investire su infrastrutture di collegamento e reti informatiche. In edifici antichi, portare il WiFi in ogni angolo è importante. In un Piano di Rilancio del paese le nostre eccellenze andrebbero meglio disseminate sul territorio, a partire dalle scuole di restauro e conservazione con cui potremmo tornare leader mondiali. Bisogna proteggere le città d'arte e non lasciar deperire il patrimonio. L'economia culturale è un bene straordinario che può cambiare la vita dei giovani e del paese. Turismo e cultura dovrebbero viaggiare insieme, dovremmo costruire nuova architettura, nuovi musei, segni di modernità, con un sistema ampiamente supportato, verso un allineamento al resto del mondo.

In tempi di maggiore peso del pubblico nazionale e locale avete programmato a Ca’ Pesaro la(1886- 1919) aperta l’11 settembre e fino all’8 dicembre,Fece da collante della “Secessione” italiana, conGino Rossi, Tullio Garbaried altri durante quella fase di presa di coscienza dei giovani pittori lagunari delle prime Biennali e di Ca' Pesaro. Sensibili alle avanguardie, soprattutto francesi, dove poi arrivarono

BoccionieCasorati.Un omaggio dovuto ad un artista di assoluto rilievo, morto a soli 33 anni di spagnola, che ha rinnovato il panorama veneziano del primo Novecento. I suoi paesaggi dalla laguna più selvaggia, a Burano e nelle valli da pesca più remote, restano indimenticabili ben oltre il Triveneto, saldandosi agli esiti della migliore pittura mitteleuropea.

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Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

un tesoro da preservare

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Veleni e Cemento: il lato oscuro del Veneto - Il Fatto QuotidianoNel nord-est dell’Italia c’è una terra meravigliosa, con le montagne più belle al mondo e le colline ricoperte di vigne dai grappoli d’oro. In quelle lande beate i cittadini vivono felici, amano chi li governa, lavorano operosi, hanno la burocrazia più efficiente, una sanità d’eccellenza e a tavola bevono il vino migliore. Inoltre, pagano meno … Se andiamo male noi immagina gli altri. FOTTUTI VENDUTI. NON SAPETE COSA INVENTARVI! Certo certo. Pennivendoli

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