Morto l’artigiano mantovano in coma alle Barbados, vana la colletta degli amici per pagargli il trasporto - La Stampa

Quella appena trascorsa per i familiari è stata la notte del dolore e dei dubbi all'ospedale Queen Elizabeth di Bridgtown, Barbados, dove ieri è deceduto Cristian Di Marco,.

29/12/2019 21.36.00

Quella appena trascorsa per i familiari è stata la notte del dolore e dei dubbi all'ospedale Queen Elizabeth di Bridgtown, Barbados, dove ieri è deceduto Cristian Di Marco,.

Quella appena trascorsa per i familiari è stata la notte del dolore e dei dubbi all'ospedale Queen Elizabeth di Bridgtown, Barbados, dove ieri è deceduto Cristian Di Marco, il 43enne artigiano di San Giorgio vittima di un malore, di cui ancora si ignora l'origine, che lo aveva colpito subito dopo l'arrivo con la famiglia, il 18 dicembre scorso, sull'isola caraibica per una vacanza. Al suo capezzale sono stati fino all'ultimo i genitori Tiziano e Graziella, arrivati a Bridgetown prima di Natale appena saputo delle gravi condizioni del figlio, e ora molto provati. La moglie Federica e i due figli di 16 e 19 anni sono invece in Italia da ieri, rientrati dopo giorni estenuanti trascorsi accanto al marito e padre. Ad assistere la famiglia Di Marco sin dal primo momento il console onorario Paola Baldi, inviata dalla Farnesina per qualsiasi necessità. Dopo la speranza dei giorni scorsi alternata a momenti di sconforto, la tragedia consumata impone di organizzare il rientro della salma che dovrebbe avvenire, tra molte difficoltà di carattere burocratico, nel giro di un paio di giorni. Ieri era già pronta l'aeroambulanza di Europ assistance, pagata da amici e parenti con una colletta al termine di una commovente gara di solidarietà (Cristian non era assicurato per i rischi durante il viaggio), per trasportarlo in Martinica dove si sarebbe tentato un disperato intervento al cervello. Secondo i familiari, al loro congiunto nel paese caraibico non è stata assicurata tutta l'assistenza medica necessaria; per questo chiedono di vederci chiaro su quanto è successo. Per questo hanno chiesto l'autopsia, ma per un caso di morte naturale come è stata archiviata dai medici locali quella di Cristian, per le autorità del posto non è necessaria. «La faremo in Italia» ribattono. Cristian, secondo le testimonianze degli amici, era partito dall'Italia già con male alla testa, alla schiena e ad un orecchio. Una volta arrivato a Barbados le sue condizioni si sarebbero aggravate nonostante aves

19:12Quella appena trascorsa per i familiari è stata la notte del dolore e dei dubbi all'ospedale Queen Elizabeth di Bridgtown,  Barbados, dove ieri è deceduto Cristian Di Marco, il 43enne artigiano di San Giorgio vittima di un malore, di cui ancora si ignora l'origine, che lo aveva colpito subito dopo l'arrivo con la famiglia, il 18 dicembre scorso, sull'isola caraibica per una vacanza.

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Al suo capezzale sono stati fino all'ultimo i genitori Tiziano e Graziella, arrivati a Bridgetown prima di Natale appena saputo delle gravi condizioni del figlio, e ora molto provati. La moglie Federica e i due figli di 16 e 19 anni sono invece in Italia da ieri, rientrati dopo giorni estenuanti trascorsi accanto al marito e padre. Ad assistere la famiglia Di Marco sin dal primo momento il console onorario Paola Baldi, inviata dalla Farnesina per qualsiasi necessità.

Dopo la speranza dei giorni scorsi alternata a momenti di sconforto, la tragedia consumata impone  di organizzare il rientro della salma che dovrebbe avvenire, tra molte difficoltà di carattere burocratico, nel giro di un paio di giorni. Ieri era già pronta l'aeroambulanza di Europ assistance, pagata da amici e parenti con una colletta al termine di una commovente gara di solidarietà (Cristian non era assicurato per i rischi durante il viaggio), per trasportarlo in Martinica dove si sarebbe tentato un disperato intervento al cervello. Secondo i familiari, al loro congiunto nel paese caraibico non è stata assicurata tutta l'assistenza medica necessaria; per questo chiedono di vederci chiaro su quanto è successo. Per questo hanno chiesto l'autopsia, ma per un caso di morte naturale come è stata archiviata dai medici locali quella di Cristian, per le autorità del posto non è necessaria. «La faremo in Italia» ribattono. headtopics.com

Cristian, secondo le testimonianze degli amici, era partito dall'Italia già con male alla testa, alla schiena e ad un orecchio. Una volta arrivato a Barbados le sue condizioni si sarebbero aggravate nonostante avesse tentato di curarsi assumendo antinfiammatori. Tra il 22 e il 23 dicembre scorso si era rivolto al locale pronto soccorso dove, secondo i familiari, appena ricevuta una dose di cortisone, è entrato in coma. Due giorni dopo i medici decretavano la morte cerebrale, «ma senza effettuare una tac - accusano i familiari - e solamente in base ad una visita neurologica e agli esami del sangue». Nella cartella clinica, ottenuta dopo varie peripezie e grazie all'intervento di un medico mantovano, si avanzano due ipotesi all'origine del malore dell'artigiano: meningite o cocktail di farmaci. Ritenuto trasportabile, per Cristian scattava la gara di solidarietà per superare anche l'altro problema che, nel frattempo, si era sovrapposto, quello delle ingenti spese per il trasferimento sanitario in Italia a bordo di una aeroambulanza, non coperte da alcuna polizza assicurativa. In un giorno gli amici sono riusciti a raccogliere 125mila euro, la somma sufficiente per organizzare il rientro, poi trasformato nella tappa intermedia in Martinica. Ma il cuore di Cristian si è fermato ieri alle 15.20 ora locale (le 20.20 in Italia). Il viaggio della speranza avrebbe dovuto decollare alle 20.

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