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Morte Floyd. La rivolta dei generali contro Trump. Il presidente chiama 'terroristi' i manifestanti

05/06/2020 11.22.00

Negli Stati Uniti decima notte di proteste, in prevalenza pacifiche Floyd

Trump non si è limitato ad invocare l'Insurrection Act, una legge firmata nel 1807 da Thomas Jefferson che attribuisce al presidente degli Stati Uniti - in casi eccezionali - il potere di utilizzare l'esercito per compiti di polizia. Mentre il comandante in capo nel giardino delle Rose proclamava l'editto, la polizia sparava lacrimogeni e proiettili di gomma contro chi protestava davanti alla Casa Bianca, per disperdere la folla e consentire al presidente di sfilare indisturbato a piedi verso la vicina chiesa episcopale di St. John e mettersi in posa con la Bibbia in mano.

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Se il ministro della Difesa Usa Mark Esper, ex ufficiale dell'esercito, ha immediatamente preso le distanze, quella di Mattis è stata una scomunica. Trump"vuole dividere gli Usa", ha tuonato in un editoriale sull'Atlantic,"siamo testimoni delle conseguenze di questo sforzo deliberato, di tre anni senza una leadership matura. Possiamo essere uniti senza di lui, attingendo alla forza interna della nostra società civile"."Militarizzare la nostra risposta come abbiamo visto a Dc - ha attaccato Mattis - crea un conflitto, un falso conflitto, tra le forze armate e la società civile".

Contro Trump anche l'ex generale John Kelly, suo ex capo di gabinetto ed ex ministro per la Sicurezza nazionale, e John Allen, ex comandante delle forze Usa in Afghanistan."Non gli è bastato privare i manifestanti pacifici dei loro diritti sanciti dal primo emendamento - ha osservato Allen - con quella foto ha tentato di legittimare quel gesto con un alone religioso". Tra gli altri, pure Mike Mullen, ex capo dello stato maggiore congiunto, si è scagliato contro Trump, avvertendo che mina i valori dell'America. headtopics.com

Mattis, Kelly e il generale Herbert Raymond McMaster, nominato consigliere alla sicurezza nazionale dopo le dimissioni lampo di un altro generale, Michael Flynn (travolto dal Russiagate) erano considerati"gli uomini forti" del presidente."Alleniamo i nostri uomini per diventare macchine da guerra", dichiarava Trump via Twitter nell'ottobre del 2019. Sarebbe stata questa immagine del militare versione 'Rambo', sostiene Peter Bergen nel suo libro"Trump e i suoi generali: il prezzo del caos", a spingere il capo della Casa Bianca a circondarsi di generali al suo insediamento. Non aveva messo in conto le loro resistenze sul ricorso facile alla forza (tantomeno contro i manifestanti) o sul ritiro delle truppe Usa dalle zone ancora calde, per non parlare del sostegno alla Nato. Alla fine del 2018, McMaster, Kelly e Mattis erano già tutti casa. Quella che traballa ora èla poltrona di Esper.

Anche un altro ex alto ufficiale Usa - il generale Martin Dempsey - ha attaccato il presidente americano Donald Trump per aver minacciato di usare l'esercito per reprimere le proteste seguite all'uccisione a Minneapolis del cittadino nero George Floyd da parte della polizia. Lo riferisce la BBC. L'ex capo di stato maggiore ha detto alla Radio pubblica nazionale (NPR) che le dichiarazionidi Trump sono"assai preoccupanti" e"pericolose"."L'idea che il presidente possa prendere in carico la situazione usando le forze armate per me è preoccupante", ha detto Dempsey."L'idea - ha aggiunto - che le forze armate siano chiamate a dominare e sopprimere quelle che, per la gran parte, sono stata proteste pacifiche - bisogna ammettere che però alcune sono state strumentalmente in violente - e che le forze armate in qualche modo arrivino e calmino la situazione è molto pericolosa secondo me".

Trump ha condiviso su Twitter una lettera nella quale vengono definiti ''terroristi'' i manifestanti dispersi lunedì sera dalle forze della sicurezza dopo che si erano riuniti in un parco vicino alla Casa Bianca per protestare contro l'uccisione di George Floyd. La lettera, firmata dall'ex avvocato di Trump John Dowd, sembra essere indirizzata proprio all'ex segretario alla Difesa James Mattis."I falsi manifestanti vicino a Lafayette non erano pacifici e non sono reali", si legge nella lettera di Dowd."Sono terroristi che usano studenti pieni di odio per bruciare e distruggere. Stavano abusando e mancando di rispetto alla polizia", prosegue il testo.

Twitter ha disattivato un video postato dal team della campagna elettorale del presidente rende omaggio a George Floyd, affermando che la decisione è stata presa per una questione di copyright. Lo riporta il Guardian. Il video, che dura tre minuti e 45 secondi, era stato postato sul social il tre giugno ed era stato ritwittato circa 7.000 volte, anche dallo stesso Trump e da suo figlio Donald Jr. In risposta, i responsabili della campagna del presidente hanno accusato Twitter e il suo co-fondatore Jack Dorsey di censurare un"messaggio confortante e unificante del presidente Trump" ed hanno ha esortato i follower del tycoon a rendere virale un altro video su YouTube. Il video disattivato mostra le immagini delle proteste pacifiche mentre Trump parla di una"grave tragedia", per poi inquadrare il presidente che mette in guardia contro la violenza di"gruppi radicali di sinistra" sullo sfondo di scene di disordini e saccheggi. headtopics.com

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