Rita Celi

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Morricone e Tarantino, un rapporto a distanza fino all'Oscar per 'The hateful eight'

Morricone e Tarantino, un rapporto a distanza fino all'Oscar per 'The hateful eight' [di RITA CELI] [aggiornamento delle 17:06]

06/07/2020 18.37.00

Morricone e Tarantino, un rapporto a distanza fino all'Oscar per 'The hateful eight' [di RITA CELI] [aggiornamento delle 17:06]

Il regista ha inseguito per anni il maestro e solo nel 2015 è riuscito a convincerlo a scrivere per lui. Una collaborazione che ha portato al

Oscar 2016, la vittoria di Ennio Morricone:"Dedicata a mia moglie" in riproduzione....Condividi  Un riconoscimento arrivato a sorpresa per il maestro, dopo oltre 500 musiche composte per il cinema e per la tv, con cinque nomination collezionate nel corso di decenni - per I giorni del cielo (1978) di Terrence Malick, Mission di Roland Joffé (1986), Gli intoccabili di Brian De Palma l'anno seguente, Bugsy di Barry Levinson (1991) e Malèna di Giuseppe Tornatore nel 2001-  e un Oscar alla carriera ricevuto nel 2007. Oltretutto l'Oscar è arrivato per la sua prima collaborazione con Quentin Tarantino, che era finalmente riuscito a convincerlo a scrivere per lui dopo aver "rubato" le sue musiche da altri film del passato. Un rapporto a distanza quello tra il compositore e il regista iniziato una decina di anni prima, quando nella colonna sonora di Kill Bill Vol. 1 aveva inserito un brano che il maestro aveva scritto per il western di Giulio Petroni del 1966 Da uomo a uomo fino all'exploit di Bastardi senza gloria nel quale aveva inserito ben otto brani da colonne sonore precedenti.

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Morricone trionfa agli Oscar. Dopo sei nomination la statuetta per"The Hateful Eight" in riproduzione....Condividi  Per l'uscita di The hateful eight nel dicembre 2015 i due si erano ritrovati a Londra nello studio 3 di Abbey Road. In quell'occasione Tarantino e Morricone avevano raccontato a Repubblica la loro collaborazione. "Il mio rapporto con la musica del maestro viene da molto lontano" aveva detto il regista. "Avevo otto anni quando, a causa della passione insana che mia madre nutriva per Clint Eastwood, mi vidi per la prima volta la Trilogia del Dollaro di Sergio Leone con le sue musiche. Solo qualche anno dopo però iniziai a collezionare vinili in maniera metodica e i suoi 33 giri erano sempre tra gli album che cercavo con maggiore attenzione".

Oscar 2016, il trionfo di Ennio MorriconeIl maestro aveva poi commentato i "furti" delle sue musiche. "Avevo visto i suoi film e ascoltato la mia musica utilizzata con molta disinvoltura e, devo dire, anche in modo appropriato. Ma erano linguaggi diversi e nell'arco del film non c'era coerenza, però posso dire che ho analizzato bene la lista dei brani che Quentin ha usato e devo dire che si vede che mi ha seguito molto. Sapeva da dove pescare". Poi finalmente era arrivato il momento in cui i due avevano finalmente collaborato insieme. "Credo che ogni regista meriti la propria musica" aveva sottolineato Morricone. "Per questo ho deciso di dare a Quentin quello che meritava, una colonna sonora pensata per il suo cinema, qualcosa di completamente diverso dai lavori realizzati in passato. E qui l'ascoltatore più attento noterà dei timbri mai usati prima da me in nessun altra partitura. Un esempio? Mai usato i controfagotti come per questo film". headtopics.com

Morricone, 60 anni di carriera da Leone a Tarantino (passando per Tornatore)In seguito Morricone è tornato a parlare di Tarantino in Ennio, un maestro. Conversazione (HarperCollins Italia), il libro scritto a quattro mani con Giuseppe Tornatore che raccoglie i lunghi colloqui tra il regista e il musicista, uscito in libreria per i 90 anni del maestro, di cui Repubblica ha anticipato alcune pagine. "Prima di The Hateful Eight, in realtà, con lui non avevo lavorato mai, è lui che aveva lavorato con le mie musiche. Per la verità, ho ammirato alcuni suoi film, e anche il modo in cui usa le mie musiche di repertorio. Lui ha scoperto che preferisce prendere musiche preesistenti, le ascolta, e se gli vanno bene le mette nel suo. È ovvio che se prendi un pezzo da un film, un pezzo da un altro, un pezzo da un altro ancora, una coerenza musicale non l'avrai mai. E forse avrei difficoltà a lavorarci insieme: nei film devo essere coerente, non posso fare uno zibaldone, una fantasia musicale, come se ogni musica che mettiamo va bene".

"Al film successivo, The Hateful Eight, dissi di no subito, avevo tanto altro da fare" prosegue Morricone nell'anticipazione del libro pubblicato dall'Ansa. "Tarantino venne a Roma a prendere il David di Donatello e mi raggiunse a casa per convincermi a lavorare al suo film. In realtà non me lo chiese, mi diede il copione in italiano e allora dissi subito sì, e cancellai il precedente no telefonico. (...) Aveva letto il copione anche mia moglie e come me lo aveva giudicato benissimo. Anzi, usò la parola che io non uso mai: capolavoro. Perciò, anche con tanto senso di responsabilità, accettai il film. Ma cosa dovevo scrivere? Lui lo chiamava western, ma per me non era un western, era un film d'avventura collocato nella storia americana. (...)  Decisi allora di scrivere un pezzo più lungo dei sette minuti che mi aveva chiesto, e poi altri pezzi più dinamici, più interessanti anche per me, musica sinfonica che non avevo mai fatto, mai prima di allora. E sai perché? Mi pareva di vendicarmi sui film western di un tempo, così semplici, fatti solo per il pubblico. Questo aveva musica sinfonica, forse anche esagerata per un film, forse no, io comunque azzardai. Del resto Tarantino non mi aveva dato alcuna indicazione, quindi proseguii coraggiosamente, e ti confesso che preparai anche qualche pezzo di riserva".

Morricone vince il Golden Globe. Tarantino:"Meglio di Mozart e Beethoven" in riproduzione....Condividi  "Penso che sia stato generoso, e che probabilmente nemmeno lui credeva a ciò che diceva" ha aggiunto poi Morricone a proposito di Tarantino che, ritirando il Golden Globe per suo conto poche settimane prima dell'Oscar, lo aveva paragonato a Mozart e Schubert. "Però aggiungo che il giudizio su qualsiasi artista, e non parlo solo di compositori, puoi darlo davvero solo dopo la sua morte, dopo lo studio attento delle sue partiture, dei suoi quadri o delle sue sculture. Non puoi valutarlo subito. A volte qualcosa ci entusiasma, ma poi ci ripensiamo, ci correggiamo. Le sue parole un po' mi hanno fatto piacere, un po' mi hanno anche dato l'impressione che stesse prendendomi per i fondelli, forse con l'obiettivo di creare pubblicità attorno al film. Non credo a giudizi simili, sono adulazioni. Quando ero giovane e mi dicevano bravissimo, mi scocciava molto. Adesso sto zitto e mi dico: E se fosse sincero?".

Le considerazioni del maestro sono state in seguito mal riportate da una rivista tedesca, creando imbarazzo tra i due e costringendo il compositore a smentire di aver mai dato del "cretino" a Quentin Tarantino. In quell'occasione, nel novembre 2018, Morricone parlando con Repubblica ha dichiarato di non aver mai incontrato nessun giornalista dell'edizione tedesca di Playboy che ha pubblicato un'intervista definita dal musicista "completamente inventata" e di non aver mai espresso giudizi come "quell'uomo è un cretino" riferito a Tarantino per la collaborazione sul set di The Hateful Eight. Nell'intervista smentita viene fatto dire a Morricone: "Quell’uomo è un cretino, si limita a rubare agli altri e poi mette tutto insieme, non c’è niente di originale nel suo lavoro. Non può essere paragonato ai veri registi di Hollywood come John Huston, Alfred Hitchcock e Billy Wilder. Erano incredibili. Tarantino riscalda cose vecchie". E ancora: "È assolutamente caotico, parla senza pensare, fa tutto all’ultimo minuto. Non ha idee. Mi ha chiamato dal nulla dicendo che voleva una colonna sonora completa in pochi giorni. Non è una cosa possibile. Mi ha fatto andare su tutte le furie. Non lavorerò mai più con lui. Gli ho già detto che quella sarebbe stata l’ultima volta". headtopics.com

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"Non c'è una musica importante senza un grande film che la ispiri, ringrazio Quentin Tarantino per avermi scelto". Con queste parole Ennio Morricone con la voce rotta dall'emozione ringraziava il regista stringendo tra le mani l'Oscar ricevuto nel 2016 per le musiche di The hateful eight. Accolto da una standing ovation, il maestro è salito sul palco del Dolby Theatre accompagnato dal figlio Giovanni, ha prima abbracciato Quincy Jones che gli ha consegnato la prestigiosa statuetta insieme a Pharrell Williams,

e ha concluso dedicando il premio a sua moglie Maria.Un riconoscimento arrivato a sorpresa per il maestro, dopo oltre 500 musiche composte per il cinema e per la tv, con cinque nomination collezionate nel corso di decenni - pere un Oscar alla carriera ricevuto nel 2007. Oltretutto l'Oscar è arrivato per la sua prima collaborazione con Quentin Tarantino,

"Il mio rapporto con la musica del maestro viene da molto lontano" aveva detto il regista. "Avevo otto anni quando, a causa della passione insana che mia madre nutriva per Clint Eastwood, mi vidi per la prima volta la Trilogia del Dollaro di Sergio Leone con le sue musiche. Solo qualche anno dopo però iniziai a collezionare vinili in maniera metodica e i suoi 33 giri erano sempre tra gli album che cercavo con maggiore attenzione".

commentato i "furti" delle sue musiche. "Avevo visto i suoi film e ascoltato la mia musica utilizzata con molta disinvoltura e, devo dire, anche in modo appropriato. Ma erano linguaggi diversi e nell'arco del film non c'era coerenza, però posso dire che ho analizzato bene la lista dei brani che Quentin ha usato e devo dire che si vede che mi ha seguito molto. Sapeva da dove pescare". Poi finalmente era arrivato il momento in cui i due avevano finalmente collaborato insieme. "Credo che ogni regista meriti la propria musica" aveva sottolineato Morricone. "Per questo ho deciso di dare a Quentin quello che meritava, una colonna sonora pensata per il suo cinema, qualcosa di completamente diverso dai lavori realizzati in passato. E qui l'ascoltatore più attento noterà dei timbri mai usati prima da me in nessun altra partitura. Un esempio? Mai usato i controfagotti come per questo film". headtopics.com

In seguito Morricone è tornato a parlare di Tarantino in Ennio, un maestro. Conversazione (HarperCollins Italia), il libro scritto a quattro mani con Giuseppe Tornatore che raccoglie i lunghi colloqui tra il regista e il musicista, uscito in libreria per i 90 anni del maestro, di cui Repubblica ha anticipato alcune pagine. "Prima di The Hateful Eight, in realtà, con lui non avevo lavorato mai, è lui che aveva lavorato con le mie musiche. Per la verità, ho ammirato alcuni suoi film, e anche il modo in cui usa le mie musiche di repertorio. Lui ha scoperto che preferisce prendere musiche preesistenti, le ascolta, e se gli vanno bene le mette nel suo. È ovvio che se prendi un pezzo da un film, un pezzo da un altro, un pezzo da un altro ancora, una coerenza musicale non l'avrai mai. E forse avrei difficoltà a lavorarci insieme: nei film devo essere coerente, non posso fare uno zibaldone, una fantasia musicale, come se ogni musica che mettiamo va bene".

"Al film successivo, The Hateful Eight, dissi di no subito, avevo tanto altro da fare" prosegue Morricone nell'anticipazione del libro pubblicato dall'Ansa. "Tarantino venne a Roma a prendere il David di Donatello e mi raggiunse a casa per convincermi a lavorare al suo film. In realtà non me lo chiese, mi diede il copione in italiano e allora dissi subito sì, e cancellai il precedente no telefonico. (...) Aveva letto il copione anche mia moglie e come me lo aveva giudicato benissimo. Anzi, usò la parola che io non uso mai: capolavoro. Perciò, anche con tanto senso di responsabilità, accettai il film. Ma cosa dovevo scrivere? Lui lo chiamava western, ma per me non era un western, era un film d'avventura collocato nella storia americana. (...)

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Decisi allora di scrivere un pezzo più lungo dei sette minuti che mi aveva chiesto, e poi altri pezzi più dinamici, più interessanti anche per me, musica sinfonica che non avevo mai fatto, mai prima di allora. E sai perché? Mi pareva di vendicarmi sui film western di un tempo, così semplici, fatti solo per il pubblico. Questo aveva musica sinfonica, forse anche esagerata per un film, forse no, io comunque azzardai. Del resto Tarantino non mi aveva dato alcuna indicazione, quindi proseguii coraggiosamente, e ti confesso che preparai anche qualche pezzo di riserva".

"Penso che sia stato generoso, e che probabilmente nemmeno lui credeva a ciò che diceva" ha aggiunto poi Morricone a proposito di Tarantino che, ritirando il Golden Globe per suo conto poche settimane prima dell'Oscar, lo aveva paragonato a Mozart e Schubert. "Però aggiungo che il giudizio su qualsiasi artista, e non parlo solo di compositori, puoi darlo davvero solo dopo la sua morte, dopo lo studio attento delle sue partiture, dei suoi quadri o delle sue sculture. Non puoi valutarlo subito. A volte qualcosa ci entusiasma, ma poi ci ripensiamo, ci correggiamo. Le sue parole un po' mi hanno fatto piacere, un po' mi hanno anche dato l'impressione che stesse prendendomi per i fondelli, forse con l'obiettivo di creare pubblicità attorno al film. Non credo a giudizi simili, sono adulazioni. Quando ero giovane e mi dicevano bravissimo, mi scocciava molto. Adesso sto zitto e mi dico: E se fosse sincero?".

Le considerazioni del maestro sono state in seguito mal riportate da una rivista tedesca, creando imbarazzo tra i due e costringendo il compositore a smentire di aver mai dato del "cretino" a Quentin Tarantino. In quell'occasione, nel novembre 2018, Morricone parlando con Repubblica ha dichiarato di non aver mai incontrato nessun giornalista dell'edizione tedesca di Playboy che ha pubblicato un'intervista definita dal musicista "completamente inventata" e di non aver mai espresso giudizi come "quell'uomo è un cretino" riferito a Tarantino per la collaborazione sul set di The Hateful Eight.

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