Montagna, l’anno nero degli incidenti: nel 2020 record di interventi del Soccorso Alpino «Assalto dopo il lockdown»

Montagna, nel 2020 record di interventi del Soccorso Alpino «Assalto dopo il lockdown»

20/04/2021 18.25.00

Montagna, nel 2020 record di interventi del Soccorso Alpino «Assalto dopo il lockdown»

Nell’anno del Covid 10.279 missioni e 465 vittime, numeri mai così alti. «Molta gente si è riversata sulle cime per la prima volta e senza preparazione»

lockdownper l’emergenza Covid, il Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) ha effettuato il maggior numero di interventi nella sua storia: 10279 missioni, di cui 7658 in terreno impervio, ancora di più del 2019 che era stato un anno record, con purtroppo 465 vittime.

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Ma analizzando i dati, si scopre che la maggior parte (+45% su scala nazionale) è stata effettuata in estate. Segno che dopo le settimane di chiusura, la gente ha invaso le montagne e a volte senza la necessaria preparazione e cautela. «Durante il periodo estivo, valli e cime sono diventate una delle mete privilegiate per milioni di italiani, molti dei quali per la prima volta hanno scelto di trascorrere le ferie in quota — è l’analisi del Cnas —. Una parte di quest’utenza ha approcciato la montagna senza la necessaria abitudine ad un contesto ambientale molto diverso dalle zone più antropizzate, a volte anche senza una preparazione di base sulle norme di prudenza e prevenzione degli incidenti. Anche per questo si è registrato nel periodo estivo il balzo degli interventi».

I datiIl report del Soccorso alpino segnala l’impiego di 43247 soccorritori, pari a 29.459 giornate, sfiorando le 200.000 ore totali di impiego. Le persone soccorse sono state 9824 di cui 3635 illesi (37 %), 4093 feriti leggeri (41,7%), 1313 feriti gravi (13,4%), 228 feriti in imminente pericolo di vita (2,3%), 465 deceduti (4,7%) e 90 dispersi (0,9%). Rispetto alle attività il primo posto è occupato dall’escursionismo, con 4579 casi (46,6%), segue a distanza lo sci alpino (13,4%), la mountain bike (7,0%), l’alpinismo, che registra 494 infortunati (5%), seguito da altre voci numericamente meno importanti. headtopics.com

Quanto alle cause,al primo posto cadute o scivolate con 4604 casi (46,9%), seguite dalla voce «incapacità» (28,4%), che comprende fra l’altro perdita di orientamento, sfinimento, ritardo. Al terzo posto i malori, con 1158 infortunati e 356 chiamate di soccorso (3,6%) dovute alle pessime condizioni meteo. Fondamentale l’impiego del mezzo aereo, soprattutto con gli elicotteri operanti nelle basi operative del SUEM, protagonisti di 3123 missioni di soccorso alpino; in 1044 interventi è stato utilizzato l’elicottero della Protezione civile, principalmente per quanto riguarda la regione Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. Il 2,8% delle operazioni sono state concluse con l’apporto di mezzi dei Vigili del Fuoco, seguiti poi da altri aeromobili di Guardia di Finanza, Aeronautica Militare, Polizia di Stato, Esercito e Carabinieri.

Nel 2020 anche quattro incidenti speleologici, che hanno coinvolto quattro appassionati di esplorazione in grotta, fortunatamente senza vittime. Leggi di più: Corriere della Sera »

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