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Moda couture e casting: l’ultima frontiera della diversità?

Dopo la sfilata PE 19 di Valentino - più della metà degli abiti erano stati indossati da modelle black - l'imminente stagione della #Couture farà passi avanti in tema di rappresentazione etnica?

26/06/2019 19.30.00

Dopo la sfilata PE 19 di Valentino - più della metà degli abiti erano stati indossati da modelle black - l'imminente stagione della Couture farà passi avanti in tema di rappresentazione etnica?

La sfilata couture PE 19 di Pierpaolo Piccioli per Valentino era stata una celebrazione della diversità, più della metà degli abiti erano indossati da modelle di colore. Eppure la Couture Week, incentrata su glamour e creatività tradizionali, non è sempre stata al passo rispetto alla rappresentazione etnica. Qualcosa sarà cambiato nella imminente stagione?

He Cong. Una sfilata che ha emozionato sia Campbell che Céline Dion seduta in front row - entrambe in lacrime per la gioia - ma che ha anche mostrato la cruda realtà dei casting della settimana dell’alta moda. In un calendario molto ricco, la sfilata di Valentino è stata infatti un’eccezione.

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Valentino Haute Couture PE 2019© Gorunway.comIl problema dell’inclusione riguarda l’intero settore,ma alle sfilate ready-to-wear le cose sembrano andare un po’ meglio. The Fashion Spot nel suo 2019 report autunnale riporta chele sfilate Autunno/Inverno 2019-20 sono state le più etnicamente inclusive di sempre

,con il 38% di modelle black(in aumento del 2,7 % rispetto alla PE 19).Non è andata così alle sfilate couture, con numeri decisamente inferiori.In 22 sfilate solo il 26 % dei capi era indossato da modelle black. Ancor più se si guarda alla prima e all'ultima uscita. Akech ha aperto la sfilata di Givenchy, Selena Forrest quella di Dior e Tami Williams quella di Balmain, ma le uscite finali, le spose, erano quasi tutte modelle bianche. Ricordiamo che Chanel aveva fatto gran scalpore mandando in passerella Adut Akech come sposa couture: era stata la seconda modella black a chiudere una sfilata couture di Chanel dopo Alek Wek nel 2004. headtopics.com

Valentino Haute Couture PE 2019© Getty Images«Sfilate come questa rappresentano un segnale di progresso nel nostro settore - dice Akech a Vogue - spero possano portare un cambiamento più duraturo». Campbell concorda: «la sfilata di Valentino è un esempio importantissimo

. Ci hanno messo 4 mesi per fare il casting, e si vede. Mi ha ricordato di quando ero sotto contratto con Yves Saint Laurent. Lui cercava solo la bellezza, cercava il giusto look per i suoi abiti e il casting era fatto con molta cura. Non è che sceglievano e via, capisci?».

Ma è proprio l’approccio della couture al casting - ovvero quello di trovare la soluzione più rapida - in parte responsabile della mancanza di inclusione. Da Valentino, la casting director Patrizia Pilotti, che lavora da molto tempo con Piccioli, ha scelto personalmente le modelle per la sfilata PE 19, ma

molte maison parigine si rivolgono ancora alle agenzie locali per le modelle., a loro volta,non sempre rappresentano modelle black o hanno un vantaggio economico a mandarle alle sfilate couture. «È una questione economica», spiega a Vogue James Scully, un veterano fra i casting director. «Chanel, Dior, Givenchy e Valentino ti pagano il volo, ma non ci sono più molte maison di couture che fanno campagne pubblicitarie. Non sono le sfilate più importanti per la carriera di una modella, non pagano bene, e nessuna di loro riesce a fare più di una o due sfilate per stagione, specialmente le modelle black». headtopics.com

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Valentino Haute Couture PE 2019© Jamie StokerMa anche al di là della questione dei casting, Scully crede che la Couture Week sia rimasta indietro per molti altri aspetti. «Sembra un po’ fuori tempo», aggiunge. «La moda dovrebbe essere democratica, e l’Alta Moda è del tutto inaccessibile alla gente comune».

Il sistema di valori della couture,che resta legata alla tradizione,alla creatività e al lavoro artigianale di un tempo,potrebbe aver scoraggiato alcuni brand a mettere in discussione il proprio status quo, ma ha spronato altre maison a rovesciare le aspettative.

Valentino Haute Couture PE 2019© Gorunway.comAl centro della vision di Piccioli per Valentino c’era il desiderio di portare la couture nel 21° secolo. «Quando si pensa alla couture, vengono in mente le immagini del passato», dice lo stilista a Vogue. «Quando è nata, la couture era pensata solo per le clienti bianche, non per le clienti black. Oggi la couture parla di bellezza e stravaganza, ma sa essere anche moderna. Non necessariamente per quanto riguarda gli abiti in sé, ma moderna per le donne che li indossano, moderna perché inclusiva».

Valentino Haute Couture PE 2019© Jamie StokerScully è certo che il cambiamento messo in atto da Valentino sia destinato a durare. «Il messaggio che mandava quella sfilata è molto potente», afferma. «Questa volta spero che alcune di quelle modelle saranno di nuovo in passerella. Se guardiamo i modelli delle sfilate uomo più recenti, credo che questa sarà la norma per la maison. Non è un messaggio che vale solo per una stagione». headtopics.com

Il successo di Piccioli spingerà anche altri stilisti a seguire il suo esempio?Forse per una maggiore diversità etnica, ma anche una maggiore inclusione in altri ambiti (modelle più anziane, plus size, transgender, non binarie e disabili) diventerà una priorità.

Valentino Haute Couture PE 2019© Jamie StokerLa PE 19 ha visto la 71enne Maye Musk sfilare da Dundas e la modella transgender e attivista Teddy Quinlivan rubare la scena da Alexandre Vauthier. Per il futuro, l’obbiettivo è che tutto questo diventi la norma, e non uno spunto di discussione che dura il tempo di una sfilata. Qualcosa che la clientela sempre più global dei millennial possa apprezzare. «Credo che l’Alta Moda sia la rappresentazione estrema della dualità e della diversità», aggiunge Piccioli, riferendosi al fatto che la couture crea su misura. «La couture è individualità».

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