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Milano, Fashion Week Autunno Inverno 21/22, giorno 4: epoche epiche

Da Sportmax a Giorgio Armani, da Ferragamo a Francesca Liberatore: i riverberi di un decennio riflesso su un altro decennio. Gli anni 20 di un secolo fa e quelli di oggi.

28/02/2021 21.18.00

Milano, Fashion Week Autunno Inverno 21/22, giorno 4: da Sportmax a Giorgio Armani, da Ferragamo a Francesca Liberatore: i riverberi di un decennio riflesso su un altro decennio.

Da Sportmax a Giorgio Armani, da Ferragamo a Francesca Liberatore: i riverberi di un decennio riflesso su un altro decennio. Gli anni 20 di un secolo fa e quelli di oggi.

2001: Odissea nello spazioe lungo un tunnel di luce, ci porta una metropoli dove il paesaggio ricorda Gotham City ma ancheBlade Runner. Modelle e modelli entrano da un grattacielo per l’appunto in perfetto stile anni Venti, per addentrarsi in un salone dove troneggia una piramide di cristallo: colori fluorescenti, tessuti che sembrano usciti da laboratori scientifici e invece no, il senso del vestire come uniforme ottimista - camici, giacche a scatola, maglieria tecnica come attraversata da invasioni di ultracorpi frangiati, anche qui molte tute seconda pelle da usare come base per sovrapporre cappotti ampi, cappe, mantelle, stivali

Erdogan risponde alle parole del premier Draghi: 'E' impertinente e maleducato' Vitalizio a Formigoni, Gomez a La7: 'Fa orrore restituirlo a un condannato per corruzione' [VIDEO] F, Rula Jebreal: «Che delusione il Pd, per le donne in politica ha fatto meglio Berlusconi»

Space Age:e il ricordo va agli anni di balli provocatori e scandalosi, come il charleston che ostentava insistentemente le gambe nude delle ballerine, ma anche alla replicante Pris interpretata da Daryl Hannah proprio inBlade Runner. È una collezione molto giovane che rappresenterà sicuramente una svolta nella storia aziendale e, nello stesso tempo, nasconde un grande impegno nella difesa dell’ambiente, perché alcuni accessori sono realizzati con

materiali di recuperoevitando l’uso di materie vergini, e altri sono di lana e cashmere certificati dal riciclo pre e post-consumer.Salvatore Ferragamo AI 21/22Courtesy of Press OfficeImaxtreeUna sciarada tra epoca Tudor e look da preppy universitario: è la deliziosa formula della linea Philosophy di headtopics.com

Lorenzo SerafiniperPhilosophy, ormai maestro nelle proporzioni e nel censimento di una clientela giovanissima, ma raffinata e non incolta, che anzi sa cogliere il garbo venato di umorismo con cui lo stilista lavora sull’araldica e gli stemmi per i pullover e le

Varsity jacket, contrapposti a colletti di ruche che incorniciano il collo come nei ritratti elisabettiani.Philosophy by Lorenzo Serafini“Utopia” sono anche le parole chiave della collezione diIceberge diFrancesca Liberatore: nella prima, la relazione con lo spazio si relaziona a una donna immersa in una realtà diversa, meno caotica. «Per evadere dalla realtà e per tuffarsi in un universo parallelo cucito a maglia sulla pelle», afferma il direttore creativo James Long. Nella seconda, la stilista si concentra su un desiderio non realizzato: presentare il suo défilé in un teatro, quello del Franco Parenti a Milano che, per una serie di motivi etici e burocratici, alla fine non è diventato una realtà: «Pensavo questo evento potesse supportare la cultura, riaccendendo delle luci e mostrando comunità di intenti ma ho avuto un problema morale. Ritengo dover in primis essere solidale con chi, in questo momento, non può esercitare la sua passione lavorando nel suo luogo». Così la stilista ha collaborato con la Fondazione Società dei Concerti, col regista e critico cinematografico Mario Sesti, col docente e critico Alessandro Turci con la fotografa e videomaker Alice Falco. E inscenato una sfilata “impossibile”, con le foto delle modelle vestite e truccate che, ritagliate in una sagoma bidimensionale, scendevano lungo le gradinate del teatro, mettendo così a punto una rappresentazione più

realeche se si fosse svolta dal vivo. Il tema è quello di un’eleganza morigerata, post-bellica: «Il pantalone a vita alta si abbina al bolero in total black che prelude a uno slancio di vita con lo swing del trench supersartoriale. Maxigonne e giacchini si alternano in proporzioni sempre più̀ ampie dove il pattern diventa circolare ed i tessuti metallici», scrive Turci. Alla fine, un evento che ha fatto molto riflettere sugli anni Venti di oggi, richiamano quelli di un secolo fa. Quando, tra l’altro, un certo Signor Sigmund Freud fece una grande scoperta: l’inconscio. Collettivo e individuale.

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