'Messi a tacere e inascoltati', il report-denuncia di Amnesty sul personale delle Rsa. Prima, dopo e durante la prima ondata - Il Fatto Quotidiano

“Messi a tacere e inascoltati”, il report-denuncia di Amnesty sul personale delle Rsa. Prima, dopo e durante la prima ondata

23/10/2021 10.04.00

“Messi a tacere e inascoltati”, il report-denuncia di Amnesty sul personale delle Rsa. Prima, dopo e durante la prima ondata

“Il ruolo cruciale degli operatori sanitari e sociosanitari nelle case di riposo non è socialmente e politicamente valorizzato. Sempre più donne e persone migranti lavorano in questo settore in condizioni molto precarie. Gli stipendi sono molto bassi in tutto il settore sociosanitario e socioassistenziale, nonostante l’alta utilità sociale del lavoro di cura“. A denunciarlo ad …

STANDARD IN PICCHIATA –Un membro della Cisl in Lombardia ha dichiarato che “il problema principale ha riguardato gli infermieri, che sono stati massivamente assunti dal settore sanitario pubblico, lasciando le case di cura prosciugate e costrette a contare su pochi infermieri per

Medici No Vax sorpresi a visitare, stretta dei Nas in tutta Italia: sospesi 281 sanitari. Quindici nel Lazio Il Fatto di Domani del 3 Dicembre 2021 - Il Fatto Quotidiano Berlusconi al Quirinale? C'è il sì dell'Udc. Tajani: 'La condanna non è un problema'. Ma Salvini: 'Lavoro per scelta unanime, non di parte' - Il Fatto Quotidiano

garantire servizi molto basicicon turni di lavoro insopportabili”. In alcuni casi, le autorità hanno adottato politiche che consentivano alle strutture di assumere operatori che non avevano ancora terminato il percorso di formazione o personale meno qualificato, con un conseguente abbassamento ulteriore degli standard. Un rappresentante regionale di Usb ha a tal proposito dichiarato che “in alcuni casi, queste politiche hanno

abbassato la qualità dell’assistenzafornita agli anziani eaumentato il carico di lavorodegli operatori sanitari e sociosanitari più esperti, che dovevano fornire supervisione al personale appena assunto”.E in effetti tutti gli addetti intervistati hanno evidenziato che le carenze di personale nelle strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali, aggravate dalle assunzioni straordinarie nella sanità pubblica e dall’alto numero di congedi per malattia proprio a causa del Covid-19, hanno avuto come risultato orari di lavoro prolungati e turni di notte per più giornate di seguito senza adeguati periodi di riposo. Tutti hanno raccontato che i loro turni di lavoro erano diventati più lunghi, più faticosi e più stressanti durante la pandemia. In più, hanno spesso dovuto svolgere headtopics.com

più mansioni di quelle indicate nei loro contratti.“Anche prima della pandemia, avevamo un solo Oss ogni 20 ospiti ed era impegnativo perché avevamo sette minuti al massimo da dedicare ad ogni ospite. Sembrava già una catena di montaggio, era

pesante fisicamentee psicologicamente. C’era un continuo ricambio di operatori sanitari anche prima. Durante la pandemia, abbiamo visto una pesante carenza di personale dopo che molti operatori si sono infettati, aggravata dall’assenza delle famigliedopo che le visite esterne sono state vietate e dall’assunzione di operatori nel settore sanitario. Siamo rimasti con tre lavoratori

invece di 10, con turni estenuanti”, è il racconto di una oss di Bologna.Un delegato sindacale di Milano ancora a settembre 2021 raccontava inoltre che “a causa della mancanza di infermieri, i turni vengono sistematicamente coperti dastraordinari

o da staff spostato da altri reparti. Molti operatori sanitari e sociosanitari sono obbligati a fare doppi turni e lavorare anchefino a 17 giorni continuativisenza il dovuto riposo. Inoltre, in molti casi, le dirigenze delle case di riposo non applicano il headtopics.com

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Documento di valutazione dei rischiche è obbligatorio per legge. Tanti infermieri stanno andando inburn-oute si stanno dimettendo”.MENO ISPEZIONI E PIÙ BUROCRAZIA –Amnesty rileva che il contraltare sia una diminuzione delle ispezioni del lavoro e, per quanto riguarda quelle delle Asl, le testimonianze raccolte indicano come “si siano concentrate su

aspetti amministrativi e proceduralie che non siano servite a individuareinadempienzenei confronti delle norme in materia di salute e sicurezza”.Il Covid ha imposto “un costo altissimo da pagare, sia allepersone anzianeresidenti in strutture sociosanitarie e socioassistenziali, sia al

personale che se ne prende cura“, rileva infine Amnesty chiedendo che la commissione d’inchiesta indaghi tra le varie questioni, su “la salute e la sicurezza nelle strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali durante la pandemia, compresa l’effettiva efficacia del

quadro nazionale su salute e sicurezzasul lavoro; gli altitassi di morbilità e mortalitànelle strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali; leviolazioni e gli abusidel diritto alla vita, alla salute e allanon discriminazionesubiti dalle persone anziane; i problemi sollevati dai/dalle lavoratori/trici delle strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali circa la mancanza di un headtopics.com

ambiente di lavoro sano e sicuroe di condizioni di lavoro eque e dignitose; il legame tra queste criticità e quelle che il settoresoffre da lunga data, come la carenza di personale, le cattive condizioni di lavoro e ildivario retributivodi genere; le violazioni e gli abusi del

diritto alla libertà d’espressionee di associazione subiti dai/dalle lavoratori/trici delle strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali durante la pandemia”.UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE ASCOLTI TUTTI GLI INTERESSATI –La commissione “dovrebbe anche ascoltare attentamente gli/le operatori/trici sanitari/e e sociosanitari/e, i sindacati, le organizzazioni di datori di lavoro e quelle che rappresentano le

Zerocalcare replica all'attacco di Capezzone (e manda i social in visibilio): 'A me me fa' vola' lui che se sente come Clint Eastwood' Veneto, Zaia: 'Siamo appesi a un filo: due parametri da zona gialla già superati. I No vax? Non li odio ma vaccinarsi è la soluzione' L’olimpionica Irma Testa fa coming out: “L’omosessualità non è un’imperfezione”

persone anzianee leloro famiglie“, precisa Amnesty aggiungendo delle raccomandazioni al parlamento che dovrebbe “perfezionare l’attuale quadro giuridico sul whistleblowing”, dando maggiori garanzie e tutele a chi fa le segnalazioni. Il ministero del Lavoro e delle politiche sociali dovrebbe invece “assicurare

adeguate risorseper l’Ispettorato nazionale del lavoro per garantire il rispetto e l’applicazione della legislazione sul lavoro” e valuta un rafforzamento del “sistema di ispezioni nel settore sociosanitario e socioassistenziale”. Quanto alle autorità statali il monito è di astenersi dal violare il diritto di espressione dei lavoratori, proteggerlo dagli abusi dei privati e adottare misure positive per realizzare questi diritti, in linea con le leggi e gli

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