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Maxi-furto nell’ambulatorio di corso Vercelli che custodisce gli oppiacei - La Stampa

Torino: i ladri sono entrati da una finestra sul retro, evitando le telecamere

08/01/2020 13.03.00

Torino: i ladri sono entrati da una finestra sul retro, evitando le telecamere.

Torino: i ladri sono entrati da una finestra sul retro, evitando le telecamere

Pubblicato il08 Gennaio 2020TORINO. Settemila confezioni di oppiacei. Sparite in una notte. Erano custodite nella cassaforte del Servizio per le dipendenze (Serd) in corso Vercelli. I ladri hanno agito tra la notte di Capodanno e l’apertura degli uffici, la mattina del 2. Quelle stanze sono al primo piano della struttura, accanto agli ambulatori del servizio di psichiatria. Al pian terreno ci sono uffici comunali, con sportelli dedicati all’Anagrafe e ad altre pratiche. Le telecamere di sorveglianza sono puntate verso l’entrata principale: sono frequenti gli episodi di intemperanze e tentativi di aggressioni al personale comunale, quegli «occhi» elettronici servono da deterrente. Ci sono altre telecamere fissate ai muri della struttura, ma sono orientate verso i giardini Madre Teresa di Calcutta, méta di spacciatori e tossicodipendenti. Altro deterrente. Ha funzionato per un po’, ma l’effetto incomincia a scemare.

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In compenso, l’interno della struttura ha poche protezioni. Con ogni probabilità, i ladri conoscevano bene la struttura. Compreso l’alloggio della custode, poco distante dagli uffici. Ma in un’altra costruzione. Il modo migliore per entrare era dal retro, sfruttando la chiusura difettosa di una finestra al primo piano. Poi, una passeggiata lungo il corridoio fino al Serd. Ma quell’accesso è sorvegliato da altre videocamere. E i ladri le hanno evitate. Hanno puntato subito a una stanza più defilata, dove però c’era il «piatto ricco»: l’ufficio dove vengono custoditi i farmaci per le cure di disintossicazione. Metadone, soprattutto. Ma anche altre sostanze, come le benzodiazepine. Merce pregiata per il mercato «nero».

I ladri hanno sfondato il vetro della porta con un estintore. A quel punto, restava da aprire la cassaforte. Ma nemmeno quello è stato un problema. Con ogni probabilità, per portare via le settemila pasticche sono bastati un paio di borsoni. Per evitare le telecamere di sorveglianza, i ladri hanno percorso a ritroso la stessa strada fatta all’andata. headtopics.com

All’apertura degli uffici, il personale ha dato subito l’allarme. Sono arrivati polizia e carabinieri, che hanno avviato subito gli accertamenti. Nel massimo riserbo. Gli investigatori cercano di individuare i ladri, ma anche i ricettatori. È possibile che il furto sia avvenuto «su commissione», o comunque dopo aver concordato il modo per «piazzare» la merce nel più breve tempo possibile. A Torino, o magari altrove, per rendere più difficili gli accertamenti delle forze dell’ordine.

Dopo il furto, la Circoscrizione ha organizzato un servizio di sorveglianza «all’antica»: un agente di vigilanza davanti alla porta sfondata dai ladri. —©RIPRODUZIONE RISERVATAQui andrà inserito il messaggio del Direttore, esempio:

"Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze...." Leggi di più: La Stampa »

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