Libro, Vicenda

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Mattarella ai 150 anni dell’Associazione italiana editori: «Quella forza che chiamiamo leggere»

Mattarella agli editori: «Leggere è una forza insuperabile»

11/09/2019 23.14.00

Mattarella agli editori: «Leggere è una forza insuperabile»

Il capo dello Stato parla agli editori. «Curiosità, passione, così i libri ci rendono liberi»

shadowStampaEmailRivolgo a tutti un saluto molto cordiale, al ministro e agli ambasciatori presenti e a tutti i protagonisti di questo appuntamento così significativo e importante. Centocinquant’anni sono una lunga storia che gli editori, gli stampatori, hanno avuto la capacità di costruire insieme ai tanti autori — poeti, narratori, scienziati — a cui hanno dato la possibilità di esprimersi, di far conoscere il frutto della loro creatività e i risultati della loro scienza e dei loro studi. La vicenda, che Gian Arturo Ferrari ha così brillantemente illustrato, è uno dei pilastri della storia del nostro Paese. Non è un caso che l’Associazione librai italiani — progenitrice dell’Associazione italiana editori — sia sorta negli anni in cui si andava componendo l’unità del nostro Paese.

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I libri — i classici, i romanzi, i saggi, i manuali per la scuola, i volumi per le università — sono stati vettori di sviluppo e di diffusione della cultura del nostro Paese. È anche una storia di libertà. Libertà che vuol dire anche confronto, dialogo, apertura di orizzonti. Sappiamo tutti che in latino

liber, libro, eliberum, libero, sono due etimi differenti: da un lato, l’interno della corteccia degli alberi su cui scriveva, dall’altro la condizione di libertà. Ma l’identità del suono trasmette una suggestione davvero molto grande: avvicina i libri alla libertà.

È una storia anche di crescita civile. I libri sono stati un presidioper la difesa della libertà e dei diritti. La storia del nostro Paese, dal Risorgimento alla costruzione dell’unità, alla Resistenza, alla Repubblica non è immaginabile senza il contributo dello sviluppo culturale che libri hanno arrecato al nostro Paese.

Elena Cattaneo ha illustrato, con grande fascino, il valore e lo sforzo della ricerca. Una comunità si sviluppa, crescendo, attraverso la ricerca oltre i confini di quello che già si conosce, attraverso la comprensione dei sentimenti, l’osservazione del mondo; esprimendo idee nuove, pensieri critici, chiavi interpretative nuove. I libri sono stati e sono propulsori di questa crescita del nostro Paese.

Viviamo in un tempo di trasformazioni straordinarie— come sempre, in realtà, nella storia — ma con un ritmo di gran lunga più incalzante che Alessandro Baricco ha indicato, accorciando la durata di un secolo e mezzo a trent’anni. È così. Cambiano rapidamente gli strumenti, i paradigmi, gli stessi linguaggi. Si presentano nuove piattaforme e nuove tecniche e costringono a correre. I prossimi centocinquant’anni saranno un’avventura affascinante, in ampia misura inimmaginabile per noi. Ma della lettura avremo sempre bisogno. Si affermerà sempre. La forza della cultura è insuperabile, in tutte le sue varie espressioni, con tutti i mezzi che vi sono e vi saranno. La forza della cultura, che passa anche dalla lettura, è insuperabile.

Certo, da imprenditori, vi occupate, necessariamente, anche di questioni materiali che possano rendere i vostri lavori e i vostri prodotti più facili da distribuire e più agevoli da acquistare per il pubblico. La politica, le istituzioni, hanno il dovere di confrontarsi con voi e di approntare le misure più idonee per diffondere i libri e per far sviluppare la lettura. Si legge ancora troppo poco in Italia. Dobbiamo migliorare: leggere è una ricchezza immateriale della quale non possiamo fare a meno. La scuola resta un bacino decisivo in cui seminare. Per l’attenzione alla formazione del lettore, come ha detto Ricardo Franco Levi. È, del resto, anche l’ambito dei vostri futuri lettori.

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Voi editori siete imprenditori di una particolare specie, con una particolare missione. I conti in ordine, la capacità di innovare, sono condizioni essenziali di ogni impresa. Levi ha parlato dell’equilibrio finanziario delle aziende. Ma non svolgereste questa attività senza la passione per la conoscenza, per la cultura, per la collettività di cui siete parte. Non si è editori senza questa passione.

È tempo di riapertura delle scuole; questi sono i giorni dei libri di testo. Tante famiglie si stanno misurando con le difficoltà di assicurare ai propri figli tutto quel che occorre per l’istruzione. L’istruzione dei ragazzi è interesse primario della Repubblica. Desidero quindi sottolineare il valore sociale — l’alto valore sociale — dei libri di testo. Va ricordato alle pubbliche istituzioni e, insieme, va richiamata la necessità di scelte editoriali coerenti con quel valore sociale.

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Se almeno leggessero quello che hanno scritto, prima di pubblicarlo!

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