Martina ha vinto la sua battaglia: adesso potrà lavorare

Martina ha vinto la sua battaglia: adesso potrà lavorare

21/06/2020 09.18.00

Martina ha vinto la sua battaglia: adesso potrà lavorare

La ventunenne di Sangano, in Valle di Susa, è affetta dalla sindrome di Down ed era stata giudicata «incollocabile» da una commissione medica

shadowStampaEmailMartina potrà lavorare. Nove mesi dopo la decisione dei membri della commissione medica di Giaveno — che avevano valutato «incollocabile» la ventunenne di Sangano, in Valsusa, affetta dalla sindrome di Down — la giovane ha vinto la sua battaglia. Il verdetto — che sembrava inappellabile nel breve periodo e destinato a precludere alla giovane atleta Special Olympics la possibilità di beneficiare della legge 68/99 che consente l’inserimento delle persone disabili nel mondo del lavoro — è stato ribaltato grazie anche alla battaglia di mamma Barbara e papà Valerio, che da subito avevano annunciato di non volersi arrendere e di voler lottare per la loro figlia. Tanto che la loro campagna era divenuta virale sui social grazie al lancio dell’hashtag #iostoconmartina.

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LEGGI ANCHEMartina, campionessa disabile di nuoto: per l’Asl non può lavorareProteste che non sono passate inosservate nemmeno i vertici dell’Asl To3, che sin da subito si sono resi disponibili a verificare la possibilità di sottoporre la ragazza ad un nuovo esame. Lo scorso 5 giugno la ventunenne di Sangano si è così ripresentata davanti alla commissione del distretto sanitario locale. Questa volta, però, il responso dei medici è stato quello sperato. «Abbiamo ricevuto l’esito soltanto in questi giorni — spiega mamma Barbara —, Marty ha vinto per lei e per chi verrà dopo di lei. Come abbiamo sempre sostenuto la battaglia di un singolo deve diventare la battaglia di tutti e la vittoria di uno si trasforma nella vittoria di tutti».

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auguri Sangano NON è in Val di Susa . . . . grazie !

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“Vide la mia handbike e disse: ‘Voglio fare la maratona di New York’”«Se non lo conoscessi così bene, sarebbe il mio idolo». Ecco Alex Zanardi secondo Vittorio Podestà, il campione paralimpico che ha condotto l’asso dei motori a braccetto nella nuova avventura paralimpica, quella dell’handbike, dopo che l’incidente del 15 settembre 2001 ha portato via le gambe ad Alex durante un gran premio di Formula Cart sul circuito del Lausitzring. Quando viene raggiunto al telefono, un uragano di emozioni frulla nella testa di Vittorio, preoccupato per le condizioni dell’amico fraterno oltre che compagno di trionfi con la maglia azzurra. Qual è il segreto di Alex? «Ne ho conosciuti tanti di fenomeni, ma di fuoriclasse c’è solo lui, in tutto quello che fa. Ha avuto quest’incidente mentre stava partecipando a un’iniziativa benefica, Obiettivo Tricolore, perché proprio non ce la fa a starsene a casa con le mani in mano. Lui è uno che ne pensa 100 e ne fa 99: riesce a stupirmi sempre, ogni giorno che passa». Ci racconta il vostro primo incontro? «Era il 2005 e ci siamo incrociati per caso in autogrill. Ha visto la mia handbike sul tettuccio della macchina e ha voluto saperne di più. Poi ricordo la sua chiamata al telefono nell’autunno del 2007 per parlarmi del suo progetto di fare la maratona di New York. Io gli ho dato subito corda e gli ho detto che l’avrei aiutato a preparare quella dell’anno seguente e lui: “Ma no, io voglio farla il mese prossimo”. Io ho subito pensato: “Ma questo qua è matto!”. Invece, si è messo sotto, con tutta la sua testardaggine, e l’ha fatta. Mi sbagliavo, non è matto, il suo è coraggio razionale: vede i limiti e li sposta». Ma è vero che in allenamento va più forte che in gara? «Durante il lockdown gli ho confidato: “Sandro, senza obiettivi faccio molta fatica ad allenarmi”. Lui mi ha risposto: “Io mi preparo come se i Mondiali fossero a giugno”. Anche stavolta gli ho dato del matto, ma ancora una volta mi ha stupito: non a caso e nonostante non sia più un giovanotto, ha fatto i suoi record di watt espressi sul ciclosim PodestaVittorio SEI UN IDOLO UN ESEMPIO X TUTTI!!!!! 💪💪💪💪💪ALEX OK

Sorpresa, l’emergenza coronavirus fa riscoprire la voglia di tatuarsi la pelle: ecco quelli più gettonatiDalle coppie alle famiglie, in molti durante l’emergenza hanno scoperto il valore di un disegno indelebile sulla pelle. Il simbolo più richiesto la corona. Frustrazione pura. Feticcio che simboleggia la catastrofe di un rapporto. Sono MALATI GRAVEMENTE. devono curarsi... Bravi...saranno i coglioni che aspettano bramosi il vaccino per il coglionevirus, nel frattempo tentano la sorte con l’epatite, l’HIV e il cancro tatuaggio derivati!😀

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