Marta Magnano, Ormeggio

Marta Magnano, Ormeggio

Marta, laureanda in Medicina: «La mia casa è una barca a vela»

Marta, laureanda in Medicina: «La mia casa è una barca a vela»

07/10/2020 09.15.00

Marta, laureanda in Medicina: «La mia casa è una barca a vela»

La velista di Cagliari ha comprato il 10 metri «Churingas» e si è trasferita a vivere a bordo: «L’ormeggio mi costa come una stanza in affitto». Racconta sui social la sua vita ed è diventata un’influencer ma ha un suo sogno: «La barca come terapia per i bimbi»

Il mare come terapiaLa pandemia e il lockdown hanno rallentato l’ultimo miglio. «Mi mancano solo le materie in cui è prevista la presenza in ospedale ma spero di tagliare il traguardo entro quest’anno accademico». Guai a parlare di corsie e camici. «Mi affascinava la medicina dello sport ma non sono disposta a vincere un concorso per una specializzazione qualsiasi pur di avere un lavoro — argomenta —. Per cui voglio realizzare dei progetti che vedono il mare come terapia per guarire i bimbi. Ospito già sino a sette bimbi per volta che le mamme mi affidano dopo traumi legati a disavventure marinaresche. Io li aiuto mostrando, ora il mio lato materno ora quello da comandante. Alcuni di loro sono adesso fanno parte del mio equipaggio quando gareggio nelle regate». Le rinunce non pesano. «Sono nata in mezzo al mare e i miei amici sono velisti — continua — per cui ci incontriamo nei porti di tutto il mondo. In barca ci sta ciò che vuoi portare davvero: io sono golosa e ho frullatori e gelatiera. Poi sono un marinaio che di giorno gira scalza o sporca di grasso ma sono anche una donna e le due cose non si escludono. Con passione dimostro che i giovani, i meno abbienti e il gentil sesso, hanno tutte le carte per vivere di nautica». Ogni tanto serve far la voce grossa. «Capita nei porti dove non sono mai attraccata perché ci sono ancora tabù sulle comandanti — spiega — e navigo in solitaria anche per sottolineare è merito mio. Ogni tanto vedo titubare l’ormeggiatore con le cime perché cerca di vedere dov’è il marinaio che deve prenderla: mi faccio rispettare e la volta dopo non capita più». L’amore? «Le promesse da marinaio non mi incantano più ma ho capito che chi mi ama è chi vuole la mia felicità». In mare aperto.

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7 ottobre 2020 (modifica il 7 ottobre 2020 | 01:08) Leggi di più: Corriere della Sera »

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Se non avete la barca a vela, per affrontare le onde compratevi un gommone. Poi adesso sono di gran moda tra il pubblico di sinistra. In mare aperto. Bellissimo! Io avrei il coraggio di cavalcarle e, come me, tanti altri ma...non possediamo una barca a vela come la sua e, pertanto, siamo costretti solo a nuotare tra le onde! Salta chi può!...

quelli coi soldi, o quelli sui barconi vi dovete vergognare!!! , fate ribrezzo Potremmo diventare tutti influencer e vivere sulle barchette in acque internazionali, cittadini di facebook. Licenziateci tutti! Chi non vorrebbe vivere su una barca?Classica radical chic che critica chi non condivide le politiche del governo🤡 ma conduce una vita da fortunata. Si vogliono far passare queste persone per geni quando in realtà sono semplicemente ricchi e liberi di soddisfare i loro sogni.

Avete idea di quanto costi mantenere una barchetta? Prego?

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