Maurizio Crosetti

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Maradona, una vita da recluso in casa e quell'ultimo messaggio: 'Mi vogliono morto'

Maradona, una vita da recluso in casa e quell'ultimo messaggio: 'Mi vogliono morto'

03/12/2020 08.33.00

Maradona, una vita da recluso in casa e quell'ultimo messaggio: 'Mi vogliono morto'

Il fuoriclasse argentino viveva come un clochard ed era imbottito di psicofarmaci perché soffriva di un disturbo bipolare. Il suo neurochirurgo e la psi…

02 Dicembre 2020viveva quasi come un clochard, sdraiato su un materasso nero, senza lenzuola, con accanto il wc chimico: in pratica un secchio coperto appena da un foglio di carta, quasi il bugliolo di un carcerato ai tempi della Caienna. Non riusciva più a camminare ma stava in una casa senza il minimo ausilio, piena di barriere architettoniche, con la zona notte al primo piano e senza ascensore, e Maradona non era certo in grado di salire le scale. Dormiva nella sala dei giochi, con Playstation e karaoke ma senza defibrillatore e ossigeno. Era imbottito di psicofarmaci,

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un cocktail micidiale che potrebbe averlo ucciso, o agito come concausa dell'arresto cardiocircolatorio. I magistrati della procura di San Isidro hanno sequestrato una ricetta firmata dalla dottoressa Agustina Cosachov, la psichiatra indagata insieme al neurochirurgo Leopoldo Luque, che in data 16 novembre, dunque nove giorni prima della morte di Maradona, prescriveva sei tipi di psicofarmaci diversi. Uno di questi, il Naltrexone, è un antagonista degli oppiodi nonché un inibente del desiderio alcolico. Si somministra ai tossici e agli alcolisti: i riscontri tossicologici dell'autopsia dovranno stabilire se questa fosse ancora la condizione di Maradona, ma vista l'inequivocabile prescrizione della dottoressa Cosachov si supporrebbe di sì.

dal nostro inviato Maurizio Crosetti02 Dicembre 2020Dal quadro terapeutico che i giudici dovranno valutare se opportuno, eccessivo o addirittura fatale, emerge che Diego Maradona soffriva di un disturbo bipolare e forse di schizofrenia. Veniva gestito a domicilio anziché in una clinica psichiatrica, ma pur essendo cardiopatico non era in cura cardiologica dal 2017. "Non assumeva farmaci di quel tipo", ha confermato l'infermiera Gisela Madrid che è stata la prima a trovare il campione esanime, la mattina del 25 novembre, tentando inutilmente di rianimarlo. headtopics.com

Sullo sfondo di indagini che richiederanno mesi (ieri sono state programmate nuove perizie tossicologiche supplementari), e in attesa del processo che potrebbe durare anni, le posizioni dei medici indagati si aggravano, passando dall'omicidio colposo al possibile omicidio con dolo eventuale. "Non ha senso parlare di detenzione per la mia assistita", ha dichiarato il legale della psichiatra. Ma questa eventualità, per lei e per il collega Luque, non è affatto remota.

dal nostro inviato Maurizio Crosetti02 Dicembre 2020Intanto sta per aprirsi la battaglia dell'eredità, e il testamento potrebbe riservare clamorose sorprese in una famiglia quanto mai allargata e variegata, dove vige la regola del "tutti contro tutti". Ora ci sono altri due ragazzi che chiedono l'esumazione della salma di Maradona per sapere, grazie al test del Dna, se Diego fosse il loro padre biologico. A Santiago Lara, figlio diciannovenne della modella Natalia Garat, morta prematuramente di cancro, si è aggiunta la ventiquattrenne Magali Gil: "Ho diritto alla verità e la pretendo da due anni, non certo da una settimana o perché Maradona sia morto". La ragazza, in effetti, somiglia come una goccia d'acqua a Jana Maradona, la terza figlia riconosciuta solo nel 2015. E non è che l'inizio.

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