Ma come stanno oggi gli adolescenti? - iO Donna

Ma come stanno oggi gli adolescenti?

16/09/2021 05.57.00

Ma come stanno oggi gli adolescenti?

Un anno e mezzo di Dad, attività sportive interrotte, poche relazioni. Per i teenager la pandemia è stata particolarmente dura. E ora che, come speriamo, il peggio è passato, bisogna chiedersi che cosa resta nelle menti e nei cuori dei più giovani. Ed è questo l'obiettivo di una ricerca di Fondazione Soleterre con l'università Cattolica di Milano che chiede ai diretti interessati come stanno

Cristina LacavaRagazzi, gli adulti – una volta tanto – vi ascoltano: chiedono a voi direttamente come state, se la pandemia e le restrizioni hanno lasciato strascichi di ansia, disagio, rabbia o altro. Potete parlare di voi stessi e di cosa avete dentro rispondendo al

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questionario proposto dalla Fondazione Soleterre e dall’università Cattolica di Milano: dura una ventina di minuti ed è anonimo.Il questionario è il “cuore” della ricerca che vuole indagare l’impatto del Covid 19 sui teenager: che cosa resta, a livello psicologico e relazionale, ora che il peggio –  si spera – sembra passato? «Ci sono stati degli studi sui ragazzi durante la pandemia; ora

vogliamo indagare il dopo, le conseguenze sul benessere in una fase della vita molto delicata, quella tra tra gli 11 e i 18 anni, nella quale si costruisce la propria identità», dice Chiara Ionio, docente di Psicologia dello sviluppo all’università Cattolica. «Pensiamo ai headtopics.com

ragazzini che ora iniziano la terza media: hanno passato in Dad metà della prima e gran parte della seconda.  E proprio le medie sono l’anello più delicato del sistema scolastico, si entra bambini e si esce adolescenti; il corpo cambia, ci si guarda e soprattutto si viene guardati. La relazione interpersonale è tridimensionale: non va bene restare da soli a guardarsi davanti allo specchio».

Leggi ancheAdolescenti: che cosa fare quando qualcosa non vaRiprendere la socialità interrotta non è facile, e non è detto che tutto vada liscio. «Ai ragazzi chiediamo come stanno dentro, e come vanno i loro rapporti con gli altri. Ci interessano entrambe le dimensioni per capire il loro livello di benessere ed eventuali campanelli d’allarme in sittazioni di disagio».

Fondamentale il supporto psicologicochiara.ionio@unicatt.it:bastano 20 minuti, ma prima serve che un genitore compili un forma autorizzativo. Più questionari arriveranno, meglio sarà. Ma perchè si dovrebbe aderire? «Perché per l’adolescente può essere l’occasione per fermarsi un momento a pensare, fare il punto su come si sente, su cosa si prova; emozioni, sentimenti. La riflessione può aiutarlo a capire che non è solo, e che ci sono persone alle quali può chiedere aiuto, al di là della famiglia.

Durante l’adolescenza è difficile che ci si apra con i genitori.Ma chiedersi che cosa resta aiuta a elaborare, e questo è il primo passo per superare un impasse». Leggi di più: IO donna »

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