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Luciana Frassati Gawronska, “un’italiana in armi per la libertà” - La Stampa

Oggi , 14 gennaio, si presenta un libro dedicato alla scrittrice

14/01/2020 12.04.00

Oggi , 14 gennaio, si presenta un libro dedicato alla scrittrice.

Oggi , 14 gennaio, si presenta un libro dedicato alla scrittrice

9:01TORINO. «Sono una italiana in armi per la libertà». Così Luciana Frassati Gawronska definiva se stessa: una pasionaria della libertà, intesa non in senso edonistico ma come missione spirituale. Nei suoi 105 anni di vita si è infatti battuta per la libertà della Polonia e degli altri: ha contribuito per esempio alla liberazione di 187 professori deportati dell’Università di Cracovia, ha aiutato diversi ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, e ha fatto ottenere il visto alla moglie del capo del governo polacco in esilio spacciandola per la governante dei suoi figli. Figlia di Alfredo Frassati, fondatore de «La Stampa» e ambasciatore a Berlino durante l’ultimo governo Giolitti, moglie di un diplomatico polacco dal quale ha avuto 7 figli, e sorella del beato Pier Giorgio, morto prematuramente in odore di santità, Luciana Frassati Gawronska ha sempre cercato di crearsi un’identità propria.

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È stata una donna anticonformista, cattolica e antinazista, che amava lanciare il cuore oltre l’ostacolo senza paure. Non ha avuto paura neanche quando con un curioso espediente è riuscita a salvarsi dai nazisti. Essendo stata inserita nella «lista nera» dei sospettati di tradimento e spionaggio, nel febbraio 1944 un agente della polizia tedesca sta per arrestarla a Roma quando lei controbatte: «Non vede che sto male?». Lo dice puntando il dito sul suo massaggiatore in camice bianco che spaccia per medico. «Passi più tardi». Ma poche ore dopo era già scappata rifugiandosi nella residenza dell’ambasciatore polacco in Vaticano. Luciana Frassati è stata testimone di un’epoca di fermento culturale e grandi tragedie. È stata una scrittrice di libri di poesie e memoriali, dedicati al fratello e al padre, e una combattente contro le contraddizioni del ’900 e per la beatificazione del fratello.

Ha viaggiato molto e ha dialogato e trattato con il potere: dai responsabili della Gestapo al Papa. Per sei volte ha incontrato Mussolini, era amica di Arturo Toscanini, Franz Werfel, Alma Mahler, Wilhelm Furtwängler. A lei è dedicata la biografia «La temeraria» di Marina Valensise (sarà presentata oggi alle 17 al centro Pannunzio): «Il libro è nato perché ho avuto accesso agli archivi di Luciana Frassati, conservati nella casa di Pollone, che contengono diversi documenti inediti – dice l’autrice – e attraverso la sua vita si riflette tutto il Novecento, tra luci e ombre, dell’Italia e dell’Europa». headtopics.com

«Io voglio morire possibilmente almeno 10 anni prima di morire veramente, per non dover lasciare nulla di speciale che il proprio ricordo...». Così scriveva Luciana Frassati alla figlia Nella, spiegandole di voler vivere la vita il più intensamente possibile, spremendola tutta per realizzare i suoi obiettivi e le sue battaglie. E anche in questo, la temeraria, è riuscita ad averla vinta.

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