Buttigliera%20Alta%2Cpane

ll primo prodotto a denominazione comunale è il “Pane del Re” - La Stampa

Si tratta di una artigianalità alimentare tipica di Buttigliera Alta

17/07/2019 11.32.00
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Si tratta di una artigianalità alimentare tipica di Buttigliera Alta.

Si tratta di una artigianalità alimentare tipica di Buttigliera Alta

17 Luglio 2019E Buttigliera ha il suo prodotto a Denominazione Comunale d’Origine. Il primo DeCo selezionato si chiama Pane del Re ed è una produzione tipica del territorio che, come recita il disciplinare, «ne valorizza le tradizioni e la storia, strettamente intrecciata con le vicende di casa Savoia». Un “pane da meditazione” lo definisce Manuela Massola – conduttrice di un website - a base di farina integrale, noci e acciughe, la cui produzione è stata affidata a Marco Giaccone del panificio «Pane Madre», che ha reinterpretato l’antica ricetta tramandata oralmente dando forma al primo prodotto certificato buttiglierese.

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Un prodotto, spiegano, che deriva da un pane essenziale ideato dai cuochi di corte di re Carlo Alberto, su indicazione dello stesso sovrano, allo scopo di procurare ai soldati sabaudi, impegnati in estenuanti campagne militari, «una base alimentare semplice da trasportare, ma capace di fornire un maggiore apporto calorico».

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Carboidrati buoni, quali sono? - VanityFair.itChi ha detto che bisogna eliminare pane e pasta dalla dispensa? Un nuovo libro riabilita i carboidrati. A patto di scegliere quelli più salutarli. Ecco cosa occorre sapere

Shoelace è il nuovo social network di Google - La StampaL’app è in fase di test a New York. Si tratta di una piattaforma che permette di entrare in contatto con altri utenti, per condividere insieme attività come la corsa o lo yoga

Il mistero del finto cantante - La StampaNel 1998 Andrea Camilleri scrisse per La Stampa una serie poliziesca estiva incentrata sulla figura del commissario di bordo di una crociera Cecé Collura. Pubblichiamo il primo racconto, uscito il 13 luglio del 1998 Il commissario di bordo di nome faceva Vincenzo (per gli amici 'Cecè') e di cognome Collura. Per la verità, Cecè Collura il commissario di bordo non l'aveva mai fatto, anzi, a parlare papale papale, non aveva mai messo piede su una nave da crociera. E manco mercantile, a voler essere onesti fino in fondo. Come passeggero, a non qualificare come 'navigazione' una trentina d'attraversamenti dello Stretto di Messina, aveva al suo attivo qualche viaggio d'andata e ritorno col traghetto Napoli-Palermo. E basta. Non era omo d'acqua, ma di terraferma. Infatti, quando gli toccava di viaggiare, pigliava sempre il treno, l'aereo gli faceva scanto macari a taliarlo fermo all'aeroporto. Ancora qualche mese avanti, Cecè Collura commissario lo era stato, ma di polizia, fino a quando si era guadagnata una bella revorberata al fegato durante una sparatoria con alcuni rapinatori di banche. Dopo l'ospedale e la convalescenza, gli avevano concesso sei mesi di riposo. Un suo parente, che aveva interessi nel gruppo armatoriale, aveva avuto l'alzata d'ingegno di fargli la proposta di passare una parte del periodo di riposo quale commissario di bordo.Non avendo conto da rendere a mogliere e trovandosi momentaneamente libero da legami fimminini, si era sottoposto a un corso accelerato per avere un'infarinatura di quello che andava a fare e si era imbarcato. Aveva però domandato e ottenuto di essere affiancato da un vice di lunga spirenzia. Come potè vedere da subito, questo vice, un quarantino triestino, il misteri suo lo sapeva fare. Quando arrisolveva il problema di un crocierista, di regola si rivolgeva a Collura: 'Lei è d'accordo, vero, commissario?'. E Cecè, dopo averlo taliato negli occhi per vedere se c'era una minima traccia d'ironia, calava la testa in segno d'assenso.

Celebrare il Programma Apollo significa contribuire a realizzare una parte del nostro futuro - La StampaCaro Beccaria,c’è grande frenesia intorno alle celebrazioni per il 50° anniversario dell’uomo sulla Luna: mi chiedo, però, quale sia stata la vera eredità di quella serie di missioni. Più il tempo passa e l’emozione si attenua e più mi chiedo se ritornerà un’epoca eroica come quella tra gli Anni 60 e 70. Vedremo davvero il ritorno dell’uomo sulla Luna? E, se sì, stavolta a cosa servirà questa nuova corsa allo spazio?Marisa Bassani, TorinoCara Marisa,l’eredità del Programma Apollo è in mezzo a noi, anche se a volte non ce ne rendiamo pienamente conto. Dal velcro delle scarpe da ginnastica fino ai chip che regalano super-prestazioni ai nostri smartphone, sono migliaia le tecnologie che, sviluppate per il grande balzo sulla Luna, sono tornate rapidamente qui sulla Terra. Elenchi dettagliati li può trovare in molti siti e sono così affollati di sigle, nomi e curiosità che è difficile arrivare fino in fondo. Ma l’aspetto interessante è che c’è ancora molto di più. Il Programma voluto da John Kennedy diede vita a un approccio ai problemi e a una mentalità operativa - la «filosofia Apollo», appunto - che ha fatto scuola e che oggi, nel XXI secolo, può servirci per raggiungere nuovi e ambiziosi obiettivi. Per tornare sulla Luna e, stavolta, trasformarla in una base permanente: sia scientifica sia, in prospettiva, mineraria e industriale. E poi per portare il primo equipaggio umano su Marte e, intanto, dare nuovo impulso alla «space economy», quell’insieme di prodotti e servizi che già oggi genera miliardi di dollari di fatturato, anche in Italia, e coinvolge aziende di tutti i tipi, dalle start-up ai colossi. Come vede, celebrare l’Apollo è tutt’altro che abbandonarsi alla malinconia del tempo che fu o, peggio, a una vuota retorica. Significa contribuire a realizzare una parte significativa del nostro presente e del nostro futuro prossimo. Anche in termini di nuove professioni e di prosperità.Gabriele Beccaria è responsabile degli inserti settimanali «Tuttoscienze» e «Tutto Ma farsa come il pd l’allunaggio

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L’ospedale: “Nessuna discriminazione Quella è la prassi” - La StampaLa lettera di dimissioni con la scritta “omosessuale”. Il primario: scriviamo anche che il paziente è etero. Ma la privacy non esiste più, questo è omofobo non esiste, non ho mai visto su un cartellino di Dimissioni che ci sia una scritta verso le tendenze sessuali siamo veramente allo schifo più assoluto e nessuno si ribella sono veramente molto ma molto delusa😠😠😠😠😱😱😱🤮🤮🤮🤮