«Live - Non è la D'Urso» ritorna a settembre: cosa ricorderemo di questa edizione - VanityFair.it

Il meglio di questa edizione

22/06/2020 22.30.00

Il meglio di questa edizione

«Live - Non è la D'Urso», Il programma domenicale di Barbara D'Urso, conclude la sua corsa rinnovando l'appuntamento con il pubblico per il 13 settembre. Dall'affare Bugo-Morgan all'«Eterno Riposo» recitato con Matteo Salvini, dallo smascheramento del primo incontro tra Clizia Incorvaia e Paolo Ciavarro alla lite con Vittorio Sgarbi, ecco cosa ricorderemo di questi ultimi mesi

, lo show,che è notoriamente low budget e che si sforza di portare all’editore dei risultati a fronte di una spesa minima,ha scelto di puntare sugli argomenti caldi del momento: dalla performance di Morgan che, in diretta, canta tutta la canzone storpiata a Sanremo contro Bugo dietro, pare, a un lauto compenso, alle apparizioni continue di Luigi Favoloso e di sua madre; dalle sempreverdi sfere rotanti all’episodio probabilmente più contestato di questa stagione:

Covid, stop obbligo mascherine all'aperto in zona bianca dal 28 giugno Il Vaticano si scaglia contro il ddl Zan: «Fermate la legge, viola il Concordato» Fendi presenta la collezione PE22 alla Milano Fashion Week

quell’«Eterno Riposo» che la conduttrice recita in diretta insieme a Matteo Salviniin ricordo delle vittime del coronavirus e che molti vedono come una strumentalizzazione del dolore, un mezzo spicciolo per arrivare alla «pancia» e che spettacolarizza quello che dovrebbe rimanere privato. Arrivano i titoloni, si solleva l’indignazione e, dalla settimana dopo, Barbara rinuncia alle paillettes per un doppiopetto più pulito e più severo che nelle intenzioni degli esperti di immagine dovrebbe restituire l’integrità perduta, la credibilità espugnata. Il proposito funziona fino a un altro episodio viralissimo sui social: il ritrovo fasullo tra Clizia Incorvaia e Paolo Ciavarro che Barbara smaschera in diretta sollevando il plauso generale, con le condivisioni che prendono il posto degli schiamazzi in diretta. Insomma,

Live – Non è la D’Ursonon avrà sfondato così tanto negli ascolti come insiste qualcuno, ma di certo è riuscito a fare la cosa che un programma low budget sogna segretamente ogni giorno: far parlare di sé, e in quello non ha avuto rivali. headtopics.com

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Noi domani, la scuola che verrà. Le animazioni tratte dal concorso di scrittura Zanichelli -Scuola Holden | Sky TG24

Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

Quando la regina Elisabetta ha ricevuto in regalo un elefante (e non solo) - VanityFair.itIn sessantotto anni di regno la sovrana ha ricevuto in dono giaguari, canguri, castori. Ha incontrato coccodrilli, gufi, capre, koala, elefanti. E qualunque creatura, come dimostrano le divertenti foto scattate nel tempo, le ha strappato una coccola o un sorriso

Non solo Kate e Meghan: gli abiti da sposa principeschi che forse non avete visto - VanityFair.itDi certi royal wedding sappiamo tutto di altri. Ma altri sono da (ri)scopire. A cominciare dagli abiti delle spose, principesse di nascita o acquisite, che forse hanno transitato troppo velocemente nella nostra memoria

Dal faraone a Netanyahu, le analogie sono sempre quelle (non smentite) - Il Fatto QuotidianoMoked, il portale dell’ebraismo italiano, continua a ciurlare nel manico. Una settimana fa scrissi: “Sono il solo a vedere la contraddizione tragica fra la Pesach, che celebra la liberazione degli ebrei dalla schiavitù d’Egitto, e la schiavitù in cui l’Israele di Netanyahu tiene il popolo palestinese? E per evitare la solita manfrina: sei un antisemita … Hai copiato anche questo Danié? Spiace

Venezuela (e non solo), calcoli errati a OvestDalla Seconda guerra mondiale non se n’è azzeccata una. Per quel che riguarda la contesa sudamericana, l’Italia si è tenuta in disparte, e si è rivelata una scelta saggia | L'editoriale di Paolo Mieli per il Corriere Horrible artículo propagandístico. Como es que no se puede definir el régimen de Maduro de dictadura? Que más tiene que hacer? Y el año pasado no se mantuvo en el poder porque tiene el apoyo de la mayoría de la población sino de los militares. Errato, sbagliato, falso, scritto da chi ignora completamente la situazione venezuelana, un giornale serio dovrrbbe verificare quello che i suoi giornalisti scrivono blaterando

Dopo 13 anni Valsesia Basket non è più Gessi: un’incognita il futuro della squadraDalla serie D fino a sfiorare la A2. Tredici anni di corsa verso il cielo: questo è stato il matrimonio tra Valsesia Basket è l’azienda Gessi come main sponsor. Ma ora le strade si dividono anche se la società continuerà a rimanere vicina ai colori nero arancio (non più come sponsor principale). L’annuncio ufficiale è di ieri: la fine di un ciclo in continuo crescendo. Ora, il futuro in B di Valsesia Basket sembra tutto da decidere. Il titolo sportivo potrebbe finire addirittura nel Friuli, a Cividale: questo dicono voci che, sempre più insistenti, arrivano dal mondo della palla a spicchi del Nord Est. Ma da Borgosesia non c’è alcuna conferma. Intanto, dopo 13 anni, è impossibile non abbandonarsi a ricordi che rimarranno indelebili nella storia della pallacanestro valsesiana. Partite memorabili su parquet storici come quelli di Siena e Varese, prestazioni eccezionali a Cecina e Vicenza che hanno portato la squadra per due volte in semifinale per la promozione in A2 contro Forlì e Firenze, trasferte in terra siciliana, epiche sfide in un rovente Pala Loro Piana. Gessi ha fatto anche crescere giovani importanti come Francesco Paolin o Nicolò Gatti, senza dimenticare Riccardo Quartuccio o Stefano Laudoni. Tutti nomi che hanno scaldato i cuori dei tifosi. E questo è stato anche il trampolino di lancio di coach Lorenzo Pansa verso la A2. Un rapporto di sponsorizzazione importante, che ha sfiorato il milione di euro: il binomio ha attratto interesse a livello nazionale per la crescita esponenziale della prima squadra e per le modalità con cui questa è avvenuta, valorizzando il settore giovanile e talenti che si sono affermati rappresentando il territorio: «Valsesia Basket - spiegano dalla società del presidente Maurizio Ballarini -, a partire dai collaboratori per arrivare ai presidenti che si sono susseguiti in questi anni, ringrazia il main sponsor per il prezioso ed indispensabile affiancamento che le ha offerto in queste stagioni al fine di poter crescere sportivament

Case di riposo, finita l’emergenza: Santhià concede le visite all’aperto, Vercelli non ancoraRiprenderanno la prossima settimana le visite dei parenti agli ospiti nella casa di soggiorno anziani a Santhià. Dopo tre mesi di saluti a distanza, solo in videoconferenza, si torna alla normalità. «In linea con il decreto ministeriale - spiega il sindaco Angel Cappuccio - le visite continuano a essere limitate ai casi eccezionali e comunque previsti dalle direzioni sanitarie delle strutture, ma adottando specifiche misure di prevenzione e sicurezza previste dallo stesso decreto, si potrà permettere qualcosa in più». E’ stata attrezzata una postazione esterna, tramite gazebo, che consentirà l’incontro in presenza, seppur a distanza, tra parenti e ospiti. «E’ un’ idea che ho condiviso con la direttrice di struttura, Cinzia Ferrari - riprende il sindaco -. Gli operatori sanitari avranno a disposizione un gazebo che è stato posizionato proprio al termine del percorso a scivolo in modo da garantire un agevole transito degli ospiti all’esterno». Le visite agli ospiti dovranno essere prenotate: si svolgeranno in base a un calendario, da lunedì a venerdì, solo in mattinata. In piazza Mazzini Alla casa di riposo di piazza Mazzini di Vercelli, invece, da circa una settimana gli anziani e i loro parenti incrociano i loro sguardi attraverso il cancello della rsa: i primi dentro, i secondi all’esterno. Tutti ovviamente a distanza, di 10 metri, e muniti di mascherina. Una soluzione accettata di buon grado dai famigliari degli ospiti: «I parenti sono stati molto collaborativi, hanno capito la situazione e le esigenze del caso. Dalla settimana prossima - spiega il direttore della struttura, Alberto Cottini - studieremo altre soluzioni. Pero ora questa scelta offre la possibilità di un ritorno ad un nuovo rapporto, seppur minimo, tra famigliari ed ospiti. Non faremo comunque entrare nessuno nei reparti. Stiamo valutando la possibilità di incontri all’aperto, ma all’interno della casa di riposo. Sfrutteremo gli spazi verdi e la bella stagione, con incontri di una ventina di minuti»