Le trame per la maggioranza Ursula: tanti pronti a entrare (se esce Conte)

Le trame per la maggioranza Ursula: tanti pronti a entrare (se esce Conte)

21/01/2021 02.06.00

Le trame per la maggioranza Ursula: tanti pronti a entrare (se esce Conte)

Sempre più complicato il tentativo del premier di allargare la maggioranza senza passare dall’apertura formale della crisi. E c’è anche la strada dell’«unità nazionale»

shadowStampaEmailNon è vero, come sospetta Conte, che il Pd non abbia cercato voti «europeisti» in Parlamento. L’ha fatto, ma per un altro governo. Nel senso che, parlando con i potenziali nuovi alleati, i dirigenti dem si sono sentiti dire da tutti la stessa cosa: «Con Conte a Palazzo Chigi no, con un altro al suo posto...». E pure Di Maio — che negli ultimi tempi ha incontrato alla Farnesina più esponenti del centrodestra che ambasciatori — ha ricevuto identica risposta. Perciò appare complicato il tentativo del premier di allargare la sua maggioranza senza passare dall’apertura formale della crisi. E non basterebbe nemmeno prendersi i renziani senza Renzi, dato che ieri Franceschini ha alzato ulteriormente l’asticella: «Anche se avessimo 161 voti al Senato — ha detto a Repubblica — la sostanza non cambierebbe. Un governo è forte se può contare almeno su 170 senatori». «E alla Camera — aggiunge un esponente della segreteria dem — ne servirebbero altri 20, sennò non si gestirebbero le commissioni».

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E dove li trova Conte questi parlamentari? «La situazione è terribile»,ha commentato Guerini con il compagno di partito. Terribile per Conte. Si palesasse un’alternativa, sarebbe pronto un esercito: forzisti «tendenza Letta», centristi dell’Udc, un pezzo di Cambiamo, +Europa e ovviamente Renzi. Sarebbe — come l’hanno definita ieri Calenda e Della Vedova — «la maggioranza Ursula», unita dai valori europei e dal più prosaico interesse per un sistema di voto proporzionale. Dinnanzi al rischio di finire rosolato, il premier accarezza l’idea della scorciatoia elettorale, che non dispiacerebbe a Zingaretti e che viene assecondata dai 5 Stelle. Al punto che tra i grillini — racconta un’autorevole fonte di governo — «si è discusso su una moratoria del doppio mandato, visto che la legislatura non sarebbe completata».

L’afflato solidale verso il premier è però gratuito,siccome tutti sanno che l’ipotesi delle urne verrebbe cassata da Mattarella. Insomma, senza consistenti rinforzi di responsabili, al Conte 2 non resterebbe altro che la strada del Conte 3: sentiero impervio dove sono già previsti agguati. Peraltro il presidente del Consiglio dovrebbe affrontarla dismettendo anzitempo l’idea di farsi una lista, perché — come l’ha avvisato Bettini su headtopics.com

La Stampa— «se diventasse parte delle parti, si perderebbe la sua figura di punto di riferimento». Così tramonta il disegno di una coalizione formata dalla sinistra e da una stampella di centro, che nel Pd era stato subito identificato come «il solito schema dalemiano».

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Non è solo Conte che deve uscire ,ce ne sono altri ,al meno quattro CONTE NON ESCE MAI E POI MAI, MEGLIO CA VI ANDATE VOI UNO INDIRETTO DEL ALTRO, FATTE TANTA POLVERE, E LA POLVERE FA MALE AI POLMONI..☝️ Franceschini può dire quello che vuole. Magari anche passare a Italia Viva con Marcucci. Che abbiano fatto poco o nulla per convincere qualche loro ex collega di Italia Viva a lasciare Renzi lo abbiamo visto tutti. Questi giochini hanno rotto i cabasisi e se ne accorgeranno

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