Le relazioni difettose: come farsi amare per come si è? - iO Donna

Farsi amare per come siamo sembra impossibile. La risposta di Ester Viola alla lettrice

24/05/2021 21.24.00

Farsi amare per come siamo sembra impossibile. La risposta di Ester Viola alla lettrice

Farsi amare per come siamo sembra impossibile. La risposta di Ester Viola alla lettrice

un’istintiva connessione con il testo di Battiato – La stagione dell’amore viene e va.E nel mentre in cui la stagione viene e va, sono qui a torturarmi di domande, a sentirmi sbagliata – troppo pensierosa, troppo sfiduciata, troppo negativa, troppo pesante, “allontanante” dal momento che sembro diventata incapace di trattenere a me qualcuno. Sono stata insieme a una persona per 12 anni, se ne è andato 5 anni fa – ognuno ha la sua vita. Lui si è sposato, io sto ancora lavorando per recuperare la fiducia e smettere di sentirmi in errore per qualunque azione, pensiero, sensazione provi o manifesti. Vorrei solo sentirmi dire che andrà tutto bene che metterò le ali e che esiste qualcuno su questa terra che incontrerò che mi incontrerà che accetterò e che mi accetterà.

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EleonoraLa risposta di Ester ViolaEster ViolaCara E.,l’amore non sopporta il peso dell’interesse, non sopporta approfondimento, introspezione, domande. L’amore non sopporta niente, manco l’amore.Nel solito abusatissimo – e citato fino all’offesa al de cuius –

saggio di Calvino sulla leggerezzasi legge:Dedicherò la prima conferenza all’opposizione leggerezza-peso, e sosterrò le ragioni della leggerezza. Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d’aver più cose da dire. Dopo quarant’anni che scrivo fiction, dopo aver esplorato varie strade e compiuto esperimenti diversi, è venuta l’ora che io cerchi una definizione complessiva per il mio lavoro; proporrei questa: la mia operazione è stata il più delle volte una headtopics.com

sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio.In questa conferenza cercherò di spiegare – a me stesso e a voi – perché sono stato portato a considerare la leggerezza un valore anziché un difetto.

Presto mi sono accorto che tra i fatti della vita che avrebbero dovuto essere la mia materia prima e l’agilità scattante e tagliente che volevo animasse la mia scrittura c’era un divario che mi costava sempre più sforzo superare. Forse stavo scoprendo solo allora la

pesantezza, l’inerzia, l’opacità del mondo:qualità che s’attaccano subito alla scrittura, se non si trova il modo di sfuggirle.E non ti dico come s’attacca altrove.L’orrenda muffa che rosicchia cose e personee sfregia i caratteri che non sanno difendersi. Non è certo solo un guaio della scrittura. Il disastro è che

capita, la pesantezza.A volte non è volontaria, non è per scelta. Neanche te ne accorgi, quando diventi di piombo. Ci sono proprio anni pesanti: io conosco i miei, per esempio. È un buon esercizio riconoscersi pesantezza. Autodiagnosticarsela spesso. Serve a scansarla. Quanto della vita t’è andato a fondo perché eri tu stesso la zavorra? Prova a farci caso. headtopics.com

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Mi piacerebbe che tu fossi capace di rileggerti come un estraneo. C’è un desiderio di scavo, di profondità, di interpretazioni. Fondali rimestati, mare nero. Ti arrampichi come una formichina coraggiosa su iperboli del senso della vita che passa, prendendo la morte di Battiato e la figlia di Naomi Campbell su Instagram come estremi opposti. Lo senti il senso di eccesso? Li vedi i massimi sistemi sopra di noi che ci schiacciano?

Leviamo retorica, subito, banalizziamo. Salviamoci, E.Esiste un modo di essere per farsi amare?Certi caratteri sono più adatti degli altri? Si impara a diventare in un certo modo desiderabili a scopo coppia? Domande sceme, domande necessarie.T’ameranno per quello che sei ma t’ameranno pure per come li fai sentire,

questo è il dilemma. E come ci vogliamo sentire, tutti? Meglio, ecco come ci vogliamo sentire. Allegri, su un’autostrada verso il mare. Ci vogliamo sentire a maniche corte. S’amano quelli che distraggono, E., inutile girarci intorno. Sono più belli dei belli.

Si chiamava – si chiama – Valeria. Era una delle mie compagne preferite del liceo. Molto carina e capace di apparire vieppiù carina, una vanitosa con gran profitto. Ma non era quello il punto, anche se avevamo diciott’anni ed essere carine era la prima raccomandazione per il riconoscimento sociale. Tutti mi cercano, tutti mi vogliono ce lo aveva scritto in faccia, Valeria. headtopics.com

Ne ho incontrate poi altre, di persone così. Meglio di me.Gattemorte,o come le vuoi chiamare. Puoi esserlo in due modi, gattamorta. Gattamorta o è una del tutto disinteressata che trova il modo di farti morir d’amore senza fare niente, o sono le altre, caratteri sempre allegri, caratteri vaporosi, caratteri a paillettes.

Conosci l’arma letale della superficialità, E.? Sai quella superficialità scintillante, contagiosa, quello stare sopra tutti i mali del mondo? Quando Céline nelle lettere alle amiche dice : la vita non riserva che pene e dispiaceri, tranne a quelli che sciano, mi piace pensare sia quello, il Perseo di Calvino: Per tagliare la testa di Medusa senza lasciarsi pietrificare, Perseo si sostiene su ciò che vi è di più leggero, i venti e le nuvole.

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Getty ImagesE mentre lei esercitava il suo diritto a essere un venticello d’estate per tutti quelli che la conoscevano, perché io ero una nullità? Io leggevo! Io studiavo! E non capivo com’era che leggere e studiare ed essere un abisso ipersensibile non pagava tre centesimi. Che ingiustizia che mi pareva.

Poi capisci meglio.Leggerezza è il giugno dei caratteri,un modo di stare al mondo che dice a chi ti sta intorno che è possibile essere diversi.Non ammarati tra i pensieri, le preoccupazioni, in mezzo alle domande.Quindi – ti chiedi – in una selezione sentimentale della specie chi sarebbero i vincitori darwiniani? Loro, i leggeri? I più forti? I più veloci? Gli ex? Quelli che erano arrivati prima di noi? Quelli che vengono dopo? Quelli a cui non importa troppo? Gli indipendenti? I sempre allegri? Valeria?

Pure a trovare il modo di saperlo, E., serve a poco. Perfino Valeria un giorno venne in classe piangendo per amore, e Valeria era invincibile. L’amore vuole quello che vuole, e manco tutti i giorni. Tutti gli imbattibili sono destinati a perdere, e ogni imbecille vince, presto o tardi.

Mi scrivi così:Vorrei solo sentirmi dire che andrà tutto bene che metterò le ali e che esiste qualcuno su questa terra che incontrerò che mi incontrerà che accetterò e che mi accetterà. Capisco che magari era una serata storta, quando mi hai scritto, ma non pare amore, pare una resa. Promette male.

iO DonnaEntra in un club fatto di novità,consigli personalizzati ed esperienze esclusivePer te subito in regaloUn anno di Amica in DigitaleUna relazione dipende pure dallo stato d’animo che porti nella stanza. È vero che ci ameranno come siamo, ma

come siamo deve pure valerne la pena.Prescrivo Jane Austen e vacanze al mare con le amiche. Riscrivimi più avanti, E. Ti aspetto per lamenti più leggeri, anche uno che imperversa su whatsapp senza un “ci vediamo?” andrà benissimo. Le prossime selezioni saranno secondo il criterio “questo mi pare meno peggio degli altri” – lo so che sembra una rinuncia, invece è la soluzione.

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