Le buone maniere ai tempi del coronavirus: “Il mondo nuovo inauguri l’era del rispetto”

Le buone maniere ai tempi del coronavirus: “Il mondo nuovo inauguri l’era del rispetto”

26/05/2020 07.21.00

Le buone maniere ai tempi del coronavirus: “Il mondo nuovo inauguri l’era del rispetto”

Questo periodo comparirà sui libri di storia e anche sui futuri galatei. Le nostre certezze, insieme alle nostre abitudini hanno dovuto fare i conti con qualcosa di sconosciuto e inatteso. Dopo lo sconcerto, il dolore e la preoccupazione, è arrivata la «Fase due», è venuto il tempo di riprovare a vivere! Per chi si occupa di codici comportamentali, registrando e codificando le consuetudini sociali, è una grande sfida. La storia dei galatei ci ha insegnato che «le buone maniere» non sono rigide norme statiche, ma sono in continuo movimento, perché seguono il corso della storia. Le vicende storico-sociali-culturali provocano cambiamenti nell’arco di anni, mai, come ora, nello spazio di pochi mesi! Le nuove abitudini sono imposte da esigenze sanitarie, ma diventeranno ben presto consuetudini. Cosa cambierà nel nostro modo di comunicare? Quale sarà il nuovo bon ton? Al primo posto, inserirei una speranza. La speranza che si possa inaugurare «L’era del rispetto». Mai come oggi, è chiaro quanto sia importante prenderci cura gli uni degli altri. Il gesto di ciascuno di noi, ha una ricaduta collettiva. Il rispetto dei protocolli oggi, può salvare delle vite. Ho sempre vissuto le buone maniere come cura, per me stessa (essere gentile e rispettosa degli altri mi fa sentire bene) e per gli altri (ricevere attenzioni e sorrisi disinteressati predispone ad una comunicazione migliore). I saluti La prima consuetudine abbandonata è la stretta di mano occidentale. Pratica da sempre considerata antigienica in Oriente, e ora bandita anche alle nostre latitudini. Come salutarci allora? Il «tocco di gomito», lo lascerei ai giovani, ai calciatori e ad un ambito amichevole o sportivo appunto. In ambienti formali, lavorativi o comunque adulti, opterei per il classico buongiorno o buonasera con un sorriso (anche sotto la mascherina) ed un cenno del capo.Si perderà temo, il baciamano, elegante gesto dal fascino un po' fané, talvolta ancora praticato, ahimè spesso impropriamente. La mano, com

Elisa Volta*26 Maggio 2020Questo periodo comparirà sui libri di storia e anche sui futuri galatei. Le nostre certezze, insieme alle nostre abitudini hanno dovuto fare i conti con qualcosa di sconosciuto e inatteso. Dopo lo sconcerto, il dolore e la preoccupazione, è arrivata la «Fase due», è venuto il tempo di riprovare a vivere! Per chi si occupa di codici comportamentali, registrando e codificando le consuetudini sociali, è una grande sfida. La storia dei galatei ci ha insegnato che «le buone maniere» non sono rigide norme statiche, ma sono in continuo movimento, perché seguono il corso della storia. Le vicende storico-sociali-culturali provocano cambiamenti nell’arco di anni, mai, come ora, nello spazio di pochi mesi! Le nuove abitudini sono imposte da esigenze sanitarie, ma diventeranno ben presto consuetudini.

Gli azzurri hanno deciso: mai più divisi, tutti inginocchiati o tutti in piedi. Giovedì la scelta Billionaire, le carte dell'inchiesta sul focolaio Covid: mascherine vietate, sintomi e contagi ignorati. Mentre Briatore (non indagato) attaccava i virologi e il sindaco 'grillino' - Il Fatto Quotidiano Gabriele Paolini in carcere: la condanna definitiva a 8 anni da scontare nella casa circondariale di Rieti

Cosa cambierà nel nostro modo di comunicare? Quale sarà il nuovo bon ton? Al primo posto, inserirei una speranza. La speranza che si possa inaugurare «L’era del rispetto». Mai come oggi, è chiaro quanto sia importante prenderci cura gli uni degli altri. Il gesto di ciascuno di noi, ha una ricaduta collettiva. Il rispetto dei protocolli oggi, può salvare delle vite. Ho sempre vissuto le buone maniere come cura, per me stessa (essere gentile e rispettosa degli altri mi fa sentire bene) e per gli altri (ricevere attenzioni e sorrisi disinteressati predispone ad una comunicazione migliore).

I salutiLa prima consuetudine abbandonata è la stretta di mano occidentale. Pratica da sempre considerata antigienica in Oriente, e ora bandita anche alle nostre latitudini. Come salutarci allora? Il «tocco di gomito», lo lascerei ai giovani, ai calciatori e ad un ambito amichevole o sportivo appunto. In ambienti formali, lavorativi o comunque adulti, opterei per il classico buongiorno o buonasera con un sorriso (anche sotto la mascherina) ed un cenno del capo.Si perderà temo, il baciamano, elegante gesto dal fascino un po' fané, talvolta ancora praticato, ahimè spesso impropriamente. La mano, come sappiamo non va baciata, ma va comunque sorretta delicatamente, si potrebbe quindi tentare una variante «simulata»: la donna tende delicatamente la mano, l’uomo pone la sua mano destra sotto, evitando il contatto e accenna l’inchino. Temo però che il guanto bianco in lattice, possa lievemente comprometterne l’immagine e il romanticismo... headtopics.com

Le cerimonieLe cerimonie verranno completamente riorganizzate. Nel rispetto del distanziamento sociale, dovranno essere rivisti i cortei pubblici, i posizionamenti degli ospiti, e questo avverrà anche per tutte le cerimonie private. I matrimoni con tanti invitati saranno sempre più rari e l’organizzazione del banchetto tornerà ad essere probabilmente in prevalenza plasé; gli ospiti seduti al tavolo e correttamente distanziati, saranno più gestibili rispetto alla soluzione a buffet. Per le feste di compleanno, mi concedo un piccolo sfogo. Sono stata derisa per anni, all’atto di esprimere il mio disagio nel gustare (perché sono golosissima!) la mia porzione di torta sulla quale era stata generosamente vaporizzata la saliva del festeggiato di turno. Ora che il soffiare a pieni polmoni sulle candeline, e quindi sulla torta, forse non è più così indicato, con estrema gioia propongo le possibili alternative: una bella candela, o più candele con supporti, o la classica candelina, sulla fetta di torta, nel piatto del festeggiato, la nostra fantasia potrà sbizzarrirsi nell’individuare la modalità più graziosa e sicura. Per gli adulti, anche semplicemente il brindisi, con calici alzati e piccolo discorso del festeggiato che anticipa il taglio della torta.

In Giappone e Russia lo starnuto e il gesto di soffiarsi il naso, soprattutto a tavola, sono da sempre banditi. Dopo la pandemia, anche il resto del mondo vivrà con disagio e preoccupazione queste azioni, che l’etichetta consigliava già di gestire in maniera molto discreta. I protocolli sanitari ci hanno insegnato a starnutire nell’incavo del braccio, io opterei per farlo all’interno di un fazzoletto usa e getta, con tutte le cautele del caso ovviamente! Lavandosi ed igienizzandosi le mani subito dopo.

Il lavoroE’comparso nelle nostre vite il concetto di smart working. Cosa ha comportato? Proseguire il nostro lavoro, ma da casa, con l’ausilio della tecnologia, trasformando parte del nostro ambiente domestico in ambiente professionale. Come mantenere la nostra professionalità? Intanto attrezzando, ove possibile, un piccolo spazio che sarà dedicato solo al lavoro e che preveda in caso di videoconferenza, di non avere vista bagno o vista fornello con arrosto in cottura. Per quanto riguarda la nostra persona, proprio in previsione di videoconferenze o videochiamate, evitiamo di presentarci in tuta o pigiama! Siamo a casa, ma in modalità «lavoro», una presenza ordinata e decorosa è d’obbligo. Per chi deve essere fisicamente sul posto di lavoro invece, restano valide le linee guida dei codici comportamentali che ogni azienda o istituzione avrà redatto e aggiornato secondo i termini di legge. La condivisione degli spazi comuni, potrebbe diventare ancora più faticosa, trasformandosi in motivo di tensioni, ma proprio per questo, la dose di rispetto, equilibrio e garbo che ciascuno porterà, saranno fondamentali.

Il tempo liberoVacanze, ristoranti, cinema, i nostri momenti sociali e quindi i nostri comportamenti, si adegueranno alle esigenze sanitarie. Gli esperti annunciano che probabilmente viaggeremo di meno, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale. Consumeremo di meno e meglio, ponendo più attenzione alla qualità, gli acquisti diventeranno più consapevoli, più etici. Credo che la sobrietà, il garbo, il rispetto possano ritornare ad essere valori diffusi, più che regole di etichetta. Il rallentamento forzato delle nostre vite ci ha permesso di capire e selezionare ciò che è davvero importante, soprattutto nei rapporti umani. Spetta a tutti noi ricostruire, con le buone maniere, il mondo che vorremmo. headtopics.com

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* iscritta all’Albo dei cerimonialisti Leggi di più: La Stampa »

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