La posta del cuore di Instagram | Il Sanremo di Draghi, il Covid di Djokovic e l’inutilità delle conferenze stampa - Linkiesta.it

12/01/2022 11.00.00

Il Sanremo di Draghi, il Covid di Djokovic e l’inutilità delle conferenze stampa Che tu sia cantante, tennista o politico, se vuoi dire qualcosa di importante certo non inviti una mandria di giornalisti desiderosa di mangiare al buffet | @lasoncini

Il Sanremo di Draghi, il Covid di Djokovic e l’inutilità delle conferenze stampa Che tu sia cantante, tennista o politico, se vuoi dire qualcosa di importante certo non inviti una mandria di giornalisti desiderosa di mangiare al buffet | lasoncini

Che tu sia un cantante, un tennista o un politico, se vuoi dire qualcosa di importante certo non inviti una mandria di giornalisti desiderosa di mangiare al buffet (che la pandemia ha pure eliminato). Per tutto il resto, c’è l’illusione della disintermediazione social

Di chi sono le conferenze stampa? Non del pubblico, questo si sa. Per il pubblico una volta c’erano le interviste, quelle in cui si passavano giornate insieme, l’intervistato ne faceva poche e con intervistatori di cui si fidasse, consapevole che quel che viene scritto in un’intervista è filtrato dallo sguardo dell’altro, non sei mai tu come ti vedi nello specchio e come ti ascolti dire cose. Adesso nessuno ha più giornate da buttare a fidarsi di qualcuno, tutti hanno addetti stampa che sono pagati a spessore della rassegna, e preferiscono quindi il modello Cavalli e segugi: farti incontrare venti usurpatori di licenza media ignari della differenza tra «aurea» e «aura» che – a turni di dieci minuti l’uno, dieci di cui due se ne vanno per farsi il selfie assieme e assicurare ai loro lettori d’averti incontrato davvero – sono disposti a scrivere che sei il nuovo Frank Sinatra. Difficile dargli torto, all’addetto stampa: perché dovrebbe investire un’intera giornata promozionale da farti trascorrere con un Truman Capote che voglia scrivere un tuo ritratto che resti caposaldo del giornalismo narrativo quando poi non Capote ti troverai davanti ma un travet con velleità poetiche che domanda quando sia stata l’ultima volta che hai pianto sperando che al nono minuto tu gli doni lo scoop sulla morte del tuo cane che fa diventare la sua l’intervista ripresa da tutti i siti?

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Per il pubblico una volta c’erano le interviste, quelle in cui si passavano giornate insieme, l’intervistato ne faceva poche e con intervistatori di cui si fidasse, consapevole che quel che viene scritto in un’intervista è filtrato dallo sguardo dell’altro, non sei mai tu come ti vedi nello specchio e come ti ascolti dire cose. Adesso nessuno ha più giornate da buttare a fidarsi di qualcuno, tutti hanno addetti stampa che sono pagati a spessore della rassegna, e preferiscono quindi il modello Cavalli e segugi: farti incontrare venti usurpatori di licenza media ignari della differenza tra «aurea» e «aura» che – a turni di dieci minuti l’uno, dieci di cui due se ne vanno per farsi il selfie assieme e assicurare ai loro lettori d’averti incontrato davvero – sono disposti a scrivere che sei il nuovo Frank Sinatra. È questa l'idea che circola in Spagna per voce del primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez , che ha affermato come sia arrivato il momento di monitorare la pandemia in maniera diversa. Difficile dargli torto, all’addetto stampa: perché dovrebbe investire un’intera giornata promozionale da farti trascorrere con un Truman Capote che voglia scrivere un tuo ritratto che resti caposaldo del giornalismo narrativo quando poi non Capote ti troverai davanti ma un travet con velleità poetiche che domanda quando sia stata l’ultima volta che hai pianto sperando che al nono minuto tu gli doni lo scoop sulla morte del tuo cane che fa diventare la sua l’intervista ripresa da tutti i siti? E poi non dimentichiamo che – per la disperazione del giornalista, e per l’esaurimento nervoso dell’addetto stampa – sono arrivati quei favolosi strumenti di disintermediazione che sono i social, e per me che sono una del pubblico il tizio di cui una volta avrei letto l’intervista è lì, a rispondere alle mie curiosità proprio mie, a mettersi a disposizione mia proprio mia. Il rapporto invita i leader mondiali ad agire sul lungo termine, elaborando un'agenda per i prossimi anni. Di me pubblico che posso direttamente chiedergli della morte del cane; ma anche che ormai mi sento protagonista quanto la celebrità, e non solo ritengo di parlare alla pari con Tizio che guadagna per tirare un rigore quel che io in una vita di lavoro tfr compreso: voglio pure che il multimilionario s’interessi ai miei, di me ragioniere che scrolla Instagram portando giù l’umido, problemi." Abbiamo le condizioni per aprire, gradualmente e con cutela, il dibattito a livello tecnico ed europeo, per iniziare a valutare l'evoluzione di questa malattia con parametri diversi da quelli che abbiamo fino ad ora ", ha affermato Sanchez in un'intervista alla radio Cadena Ser . Tutte le tizie famose che seguo su Instagram hanno un qualche formato di posta del cuore.

Io – io celebrità – apro il famigerato box domande, e tu – tu carneade – mi chiedi cosa devi fare se lui pur di non scoparti lo infila nelle serrature delle porte. Trattamento"sentinella" Il prossimo passo che ha in mente il governo spagnolo sarà quello di iniziare a curare le varianti del Covid in un modo più simile a quello che si fa con l'influenza: si smette di contare i casi e testare ogni minimo sintomo. Sul lungo periodo si aggiungono le dispute geopolitiche sulle risorse naturali. Nessuna delle tizie famose che seguo risponde mai a queste disperate (che spero siano quindicenni, ma temo di no, temo che viviamo in un’epoca così rincoglionita che le mie coetanee sottopongono i loro guai amorosi alle famose di Instagram) quel che andrebbe risposto, qualcosa tipo «ma poveretto ha ragione lui ma sei una coperta bagnata ma vai a farti un giro»; e non perché non lo pensi: si vede che queste tapine con vetrina sull’Instagram lo pensano, o pensano cose persino più crudeli, mentre si sacrificano a sembrare vicine approcciabili immedesimabili e della porta accanto perché così le vogliono gli sponsor. Ma sto andando fuori tema ( strano, non accade mai ). Le autorità sanitarie spagnole stanno lavorando da mesi a questa transizione per mettere a punto un piano per abbandonare gradualmente la sorveglianza universale del covid e passare a quella chiamata “sentinella”, quello utilizzato per anni contro l'influenza . Le conferenze stampa, dicevo. E' solo al sesto posto, in una classifica di 10 rischi , che si trovano le malattie infettive . A chi appartengono? Non sono dei giornalisti, questo lo capisce anche il ripetente di seconda media che tanto piaceva a Silvio (Silvio avevi capito tutto, Silvio scusaci). L'obiettivo sarà quello di creare un campione statisticamente significativo distribuito in punti chiave, come si fa con le indagini, che permetta di calcolare come si diffonde la malattia, la più lieve e la più grave, non più tramite un conteggio numerico dove sono inseriti tutti i casi ma un conteggio da cui vengano estrapolati i numeri più significativi.

Se vieni nel posto che ho deciso io, a fare una domanda quando decido sia il turno tuo, a elemosinare una risposta perché nel tuo giornale sei quello dal quale non si vogliono idee ma virgolettati, beh, figlio mio, hai già perso. Sono quindi di chi le indice, sospetto. "Ci lavoriamo dal 2020" Questa strategia è stata già pensata nell'estate 2020, all'indomani della prima tragica ondata di Covid-19 in tutto il mondo. Nei 52 Paesi più poveri, dove vive il 20% della popolazione mondiale, solo il 6% delle persone è stato vaccinato finora". È un sospetto che mi è venuto quando Lorenzo Jovanotti ha presentato i suoi futuri concerti sulle spiagge, e ha detto a una poracrista elemosinatrice di risposta che non avrebbe detto né sì né no a nessuna domanda su Sanremo. La poracrista non si è alzata e se n’è andata, perché, se avesse voluto fare un mestiere dignitoso, non sarebbe andata ad alzare la mano a una conferenza stampa. Un cambio di passo, però, è pronto. Un mese dopo hanno annunciato le canzoni di Sanremo, ce n’era una scritta da Jovanotti per Gianni Morandi , ed era come gli alcolici quando eravamo piccini, l’avevano tenuta da parte per gli ospiti di mamma e papà, non era per voi piccoli della conferenza stampa d’un mese prima. Le aree di 'rischio emergente' sono invece la cybersicurezza, la competizione nello spazio, una transizione climatica disordinata e le pressioni migratorie .

Il sospetto me l’ha confermato la famiglia Djokovic, che alla prima domanda della conferenza stampa – quella ovvia: ma se il 16 era infetto perché il 17 l’hanno fotografato senza mascherina assieme a dei bambini – ha dichiarato chiusa la conferenza stampa e s’è messa a cantare. " Ora, data l'enorme trasmissibilità del covid, è una sfida molto grande rispettare rigorosamente i protocolli di sorveglianza universali, sta diventando impossibile ", spiega a Amparo Larrauri, capo del gruppo di sorveglianza per l'influenza e altri virus respiratori al CNE. Una canzone scritta dalla madre sull’unità del popolo serbo (almeno così leggo, non sono ferrata nel versante artistico delle madri dei tennisti). Perché mai uno dovrebbe far finta di prendere sul serio una conferenza stampa, l’evento meno serio che c’è: tanto vale buttarla in vacca a botte di familismo e di velleità artistiche." Di fronte a questa nuova realtà, stiamo lavorando al passaggio dalla sorveglianza universale a una sentinella di infezione respiratoria acuta lieve nelle scuole primarie e grave negli ospedali". Sono temi che creano tensioni in un momento in cui la collaborazione all'interno delle società e in seno alla comunità internazionale sono fondamentali per garantire una ripresa mondiale più equa e veloce", spiega Saadia Zahidi, managing director del World Economic Forum. E poi è arrivato Draghi, che già bastava a far sembrare sprezzante della liturgia il confronto con quello di prima, uno che faceva conferenze stampa più spesso di quanto Chiara Ferragni faccia dirette Instagram. L’altra sera Draghi fa finalmente una conferenza stampa, mentre tutti i compilatori di pagine politiche mugugnavano di non venire invitati a una da un po’ (per le notizie, mica per il buffet che la pandemia ha pure eliminato e che era il lato meno disutile delle conferenze stampa)." Abbiamo impegni internazionali - relativi alla notifica di tutti i casi - e i sistemi sentinella devono essere consolidati ”, conclude Larrauri.

La indice e la apre dicendo che lui di Sanremo non parla. Allo stesso modo, le istituzioni devono iniziare a comprendere i rischi legati allo spazio, in particolare il rischio dei satelliti dai quali siamo diventati sempre più dipendenti, alla luce delle crescenti ambizioni e tensioni geopolitiche". Non lo chiama «Sanremo», dice che non risponderà «ad alcuna domanda che riguardi altri futuri sviluppi, il Quirinale e altre cose», ma insomma è chiaro a tutti che non intende svelare se farà il superospite, non intende parlare di quello che tutti vorrebbero chiedergli. Vuole parlare del suo prossimo tour (cioè: dei provvedimenti rispetto alla pandemia). Ovviamente qualcuno ci prova lo stesso, anche con la pomposa premessa «è nostro dovere fare le domande che riteniamo più opportune», ma lui non risponde lo stesso. Non è troppo tardi per un'azione da parte dei governi e delle imprese sui rischi che devono affrontare e per una transizione innovativa, determinata e inclusiva che protegga le economie e le persone". Rendendo chiaro che – tu sia Draghi, Djokovic, o Jovanotti – se vuoi una conversazione alla pari certo non indici una conferenza stampa.

E, se sei Draghi, concludi anche dicendo che quella inutile conferenza l’hai fatta «come risposta alle critiche» per non averla fatta prima. «Vi prego di considerare questo come un atto riparatorio, spero che sia stato adeguato», dice col tono che hanno i mariti che si sono sacrificati a venire a cena con le tue amiche e sperano che tu non abbia altre richieste bislacche per sei mesi almeno. In Francia, invece, gli intervistati hanno indicato l'erosione della coesione sociale come primo rischio per il proprio Paese. E le mogli poi scrivono alle celebrità su Instagram: secondo te sarà di cattivo umore perché gli è morto il cane o è che non mi ama? Condividi: .