La pazienza al lavoro: ecco come ha contribuito al successo di queste celeb - VanityFair.it

La pazienza non va più di moda, eppure in tanti casi è fondamentale

23/07/2021 22.31.00

La pazienza non va più di moda, eppure in tanti casi è fondamentale

Per raggiungere il successo, il talento talvolta da solo non basta: serve anche una dose enorme di pazienza, chiamata non a caso «la virtù dei forti»

pazienzaè notoriamente «la virtù dei forti» ma sembra essere vittima di un inesorabile declino negli ultimi decenni. Vogliamo tutto e subito e spesso, anche al lavoro, non riusciamo a sopportare i sacrifici che impone un obbiettivo di valore.

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Non è sempre stato così: «senza tornare necessariamente troppo indietro nel tempo, ci basta mettere a confronto le ultime 3-4 generazioni per vedere la differenza abissale che c’è rispetto alla pazienza.Vediamo facilmente come con l’arrivo di ogni nuova generazione la pazienza sia diventata qualcosa di sempre più secondario» osserva

Raffaele GaitoL’arte della pazienza(FrancoAngeli).Un cambiamento dovuto a diversi fattori, fra cui un ruolo decisivo è stato giocato dalla recente rivoluzione digitale che ha ridisegnato, fra le altre cose, il concetto del tempo. «Apri un’applicazione e dopo mezz’ora hai una pizza a casa, con un’altra dopo pochi minuti hai un libro, ne apri un’altra ancora e accedi a tutta la musica del mondo. Siamo circondati da aziende il cui unico scopo è abbattere le barriere spazio-temporali tra noi e i nostri desideri. Finisce che headtopics.com

la nostra mente si abitua a questa velocitàe la pretende in tutti gli altri ambiti della nostra vita».Leconseguenzesono evidenti, soprattutto nel contesto lavorativo, dove spesso ci sentiamo inadeguati e in ritardo, soprattutto nel raggiungimento di determinate tappe professionali. «Ma in ritardo verso cosa? È questa la vera domanda.

Non esiste una data di scadenza per il successo». Già, nellagalleryall’inizio dell’articolo, tra cantanti, scrittori e sportivi, trovate alcuni casi di successo che dimostrano proprio che la pazienza è fondamentale per il successo.Poi, sì, ci sono anche storie di giovanissimi che improvvisamente fanno i miliardi; ma sono vere e proprie eccezioni che, complice il risalto mediatico che ricevono, rischiano di «sballare completamente i nostri punti di riferimento. Questo comporta conseguenza di ogni tipo, da quelle più blande, come crollo del focus, della motivazione e delle prestazioni, sino a quelle più serie come ansia, panico e depressione».

Attenzione, essere pazienti non significa semplicemente saper aspettare: si rischia in questo modo l’inerzia, l’immobilismo. Anche Gaito nel suo libro promuoveun tipo dipazienza attivo e propositivo. «Per me è paziente chi sa che per raggiungere il suo obiettivo ci metterà tempo (a volte tanto tempo) e nonostante questo ogni giorno lavora sodo per fare un passettino in avanti».

Anche se Instagram ci bombarda con momenti in cui intravediamo diversi tipi di successo, di cui non conosciamo però le fatiche che hanno richiesto, dovremmo tenerci alla larga dall’istinto del confronto e del paragone con le nostre vite. «Finché ci sentiamo in competizione con ciò che vediamo sui social, ne usciremo sempre sconfitti. L’unico modo per vincere è ritirarsi dalla gara, capire che l’unica competizione la dobbiamo avere con noi stessi. Dobbiamo essere migliori di come eravamo ieri, la settimana scorsa e un anno fa. Tutto il resto non conta». headtopics.com

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Ma come si impara in pratica a essere più pazienti? Trattando la pazienza esattamente come un muscolo. Gaito propone diversi esercizi pratici per farlo, tra cui quello dell’«alternativa lenta». «Ogni giorno siamo messi di fronte a delle scelte, dei piccoli bivi dove abbiamo un’alternativa veloce (con risultato immediato) e un’alternativa un po’ più lenta (con risultato rimandato un po’ in là nel tempo). Il mio consiglio è quello di

forzarci, ogni tanto, a scegliere l’alternativa lenta».Nella quotidianità questi gesti sono innumerevoli e coinvolgono la preparazione del caffè – la moka è più lenta della macchinetta – la scelta delle scale piuttosto che dell’ascensore, la preparazione del pasto invece del

delivery. «Magari ci metterete 10 minuti in più, ma da un lato vi godrete l’esperienza e dall’altro ricorderete alla vostra mente chenon tutto si può ottenere subito nella vita Leggi di più: Vanity Fair Italia »

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