La diplomazia del fumetto

La diplomazia del fumetto

30/05/2020 15.48.00

La diplomazia del fumetto

Esce il 4 giugno il libro del funzionario internazionale Andrea Silvestri «Fumetti e potere - Eroi e supereroi come strumento geopolitico»: «Come ogni manifestazione di Pop Art, rappresentano un linguaggio sociale e un contesto politico»

emanuela minucciPubblicato il30 Maggio 2020Può un diplomatico scrivere un libro sui fumetti mettendoci dentro tutto quello che ha imparato durante la sua carriera? Sì, se l’insieme di parole e disegni serviranno a tracciare un quadro geo-politico dallo spessore che non ci si aspetta da un mezzo espressivo spesso diretto a bambini e giovani.

Denise: l'appello della mamma e del legale: 'Cautela nel diffondere notizie' - Sicilia Ema: il vaccino AstraZeneca è valido per tutti Covid Uk, Johnson: 'Riapertura totale rinviata al 19 luglio'

L’inedito mix è uscito dalla penna di Andrea Silvestri, si intitola «Fumetti e potere - Eroi e supereroi come strumento geopolitico» e uscirà in libreria, per le Edizioni NPE, il 4 giugno. Il libro si concentra sulle scuole principali del fumetto (Usa, area franco-belga, Giappone e Italia) e sui loro personaggi mainstream e seriali, riservando attenzione pure alle altre tradizioni produttive e al fenomeno dei graphic novel, che offre interessanti finestre conoscitive su diversi Paesi e realtà. Un viaggio tra supereroi e antieroi, da Asterix agli Avengers e Superman, da Astroboy e Goku a Tex, Dylan Dog e i nuovi personaggi “italiani”, per esplorare la Nona Arte sotto i prismi dell’analisi, appunto, geopolitica.  L’autore, 52 anni, che si è occupato per anni di relazioni con l’Unione Europea, cooperazione allo sviluppo, questioni giuridiche consolari, lavorando a Roma, Abidjan, Parigi e Bruxelles, è, va da sé, un grande appassionato di fumetti.

E spiega così il perché: “Sono lo specchio delle società in cui sono concepiti, e riflettono quindi una visione di sé e degli “altri”: ecco perché i  comics sono stati utilizzati anche come strumenti di propaganda, specialmente durante i conflitti o i momenti di contrapposizione tra Potenze”. headtopics.com

Una sorta di soft powerSecondo il diplomatico i fumetti – ma lui li chiama a seconda del momento, comics, manga, bande dessinée - veicolando valori e immagini del paese di origine, possono essere considerati una forma di soft power, al pari della cinematografia hollywoodiana. Come ogni manifestazione di Pop Art, rappresentano un linguaggio sociale che riflette il contesto politico in cui vengono realizzati. Il suo saggio considera l’insieme globale dell’espressione del pensiero a fumetti, come un planetario politico. Parte dai super-eroi positivi del New Deal e dall’isolazionismo di Super Man per arrivare ai super-eroi della Guerra Fredda: Capitan America e Fighting America contro il nemico rosso. Intere sezioni del libro sono poi dedicate alla Nona Arte francese ( Il gollismo a fumetti: Asterix e La visione del mondo in Tintin) e a quello giapponese  (L’ombra della bomba in Godzilla e Akira), non tralasciando i racconti per tavole di Israele, Taiwan, Iran e Singapore, come i fumetti oltre cortina.  Ma c’è spazio anche per una citazione delle radici più lontane del fumetto: The Yellow Kid di Richard Felton Outcault protagonista della striscia Hogan’s Halley pubblicata per la prima volta nel giugno del 1894 sulla rivista Truth) considerato come il primo esempio di fumetto moderno.

Strumento di propagandaDi pagina in pagina si scopre che i  comics sono stati storicamente utilizzati come strumenti di propaganda sia da parte dei Governi che dei movimenti di opposizione, contribuendo all’affermazione della “ideologia” dominante. E pur concentrandosi sulle industrie principali del fumetto e sui loro prodotti mainstream e seriali (comic book supereroistici negli Stati Uniti, albi cartonati di grande formato nell’area franco-belga, manga in Giappone, tascabili e “bonelliani” in Italia), riserva attenzione pure alle altre tradizioni produttive e al fenomeno ormai globalizzato del graphic novel: interessanti finestre conoscitive su altri Paesi e realtà.  Un viaggio attraverso le scuole principali del fumetto che parte dagli Stati Uniti, dall’area franco-belga, dal Giappone, e dall’Italia (raccontando Asterix, gli Avengers, Superman, Astroboy e Goku, Dylan Dog e altri protagonisti dei fumetti della Bonelli), per offrire una visione completa in perenne equilibrio ì tra supereroi e antieroi.

Da politico a geopoliticoPer la sua stretta associazione di immagini e testo, il fumetto, dunque, si presta perfettamente come medium per esprimere un sentiment geopolitico, connesso a una visione di sé e degli altri attori internazionali. Ed ecco che i comics sono stati considerati anche come possibili strumenti di propaganda interna sui quali hanno portato attenzione i Governi (sia dittatoriali che democratici), come pure – in virtù dei bassi costi di produzione – i movimenti di opposizione. Al tempo stesso i fumetti si prestano ad essere utili termometri dei timori e delle preoccupazioni prevalenti in ciascuna società. Storicamente le industrie principali del fumetto hanno visto la luce negli Stati Uniti, in Francia (strettamente integrata con il Belgio) e in Giappone. Un gradino sotto, l’Italia (che, anche grazie ai suoi ottimi autori, ha beneficiato di una certa diffusione in alcuni mercati esteri) e a seguire gli altri asiatici (Corea del Sud in primis) e mondo ispanofono (in particolare Argentina e Spagna).  Silvestri si concentra su questi quattro Paesi che hanno sviluppato modelli peculiari di fumetto sia sul piano grafico-contenutistico che su quello del formato (strips ma soprattutto comic books 16,5 x 26 cm per gli Usa, riviste e albi cartonati di grandi dimensioni per i prodotti franco-belgi, riviste a basso costo e volumetti in Giappone, fumetti in bianco e nero in formato tascabile o “bonelliano” in Italia).

Il fumetto globalizzato“Ai giorni nostri il mondo dei fumetti è sempre più globalizzato – conclude Silvestri -  grazie ad un linguaggio universale come il disegno e alla diffusione e al miscelamento dei generi. Al tempo stesso, è ancora capace di valorizzare ancoraggi locali. In un mondo dove i media si incrociano e si contaminano sempre più, i fumetti e i loro derivati (cartoni animati, film, serie TV e videogiochi), rimandano ad un immaginario collettivo globale e locale al tempo stesso e si prestano perfettamente per veicolare messaggi connessi a una visione di sé e degli altri, decifrabili e interpretabili attraverso gli strumenti dell’analisi geopolitica”. headtopics.com

Il Fatto di Domani del 14 Giugno 2021 - Il Fatto Quotidiano Inghilterra, la variante indiana stoppa le riaperture. Boris Johnson: 'Siamo preoccupati, ancora un mese di pazienza' 'Altrimenti ci arrabbiamo', il remake: trama e poster del film Leggi di più: La Stampa »

Noi domani, la scuola che verrà. Le animazioni tratte dal concorso di scrittura Zanichelli -Scuola Holden | Sky TG24

Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

Oggi esce il nuovo disco di Nek, “Il mio gioco preferito (parte seconda)”“Ho scritto come un forsennato. Sedersi e aspettare non è da me”

Riqualificare la casa a costo zero: ecco la guida completa all’Ecobonus al 110%Tutte le strade per ottenere lo sconto sui lavori alle abitazioni singole e ai condomini in un fascicolo di 16 pagine da scaricare riservato agli abbonati a 24+ e senti un altra psicologia. qualcuno fa il lavoro sporco che normalmente avrei dovuto fare io. disturbare gli altri. che ne pensi psiconano Un sistema di incentivazione agli investimenti sul dovere di rinnovare, con regolarità fiscale e contributiva, le case e gli edifici di proprietà La vera partenza si avrebbe togliendo di mezzo gli incompetenti dai comuni, assessori e tecnici di urbanistica che bloccano la qualunque fino a fine mandato per l'incapacità e paura. Vedi Roma...

Offensiva di Trump contro la Cina: “Non ha rispettato la parola su autonomia di Hong Kong”Il presidente americano manda in frantumi anni di accordi e negoziati con il gigante asiatico Quando si dice: “Oggi ne ho per tutti” Disse colui che ogni giorno rinnega un accordo... Ma si...una bella guerra atomica e via. Ma con 100.000 morti in casa non pptrebbe pensare ai fatti suoi?

La Cina illiberale di Xi e la morte solitaria di Hong KongApprofittando della preoccupazione mondiale legata alla pandemia di COVID-19 per imporre nuove leggi draconiane in materia di sicurezza, Xi ha di fatto annullato l'accordo che regolava i rapporti tra la Cina e Hong Kong da quasi un quarto di secolo. L'o... La Cina, oltre che per il Covid_19, rimane un pericolo culturale per il mondo intero. realDonaldTrump vonderleyen eucopresident GiuseppeConteIT

La lotta tra due alligatori interrompe la partita di golfSiamo sul campo da golf dell'Hilton Head Lakes a Hardeevile, in Carolina del Sud. Il golfista Matthew Proffitt (autore del video) è costretto ad interrompere la partita assieme ad un gruppo di amici per un evento a dir poco insolito. Due alligatori hanno deciso di darsi battaglia sul fairway incuranti della presenza dei golfisti. Lo scontro, come spiegato da Proffitt, è durato circa due ore. Il video che documenta la lotta tra i due alligatori è finito sui social facendo registrare migliaia di visualizzazioni. L'importante poi è che rimettano a posto il prato🙄🐊🐊

Finita la quarantena: la mia prima volta dal parrucchiere - VanityFair.itL'incontro con il parrucchiere dopo il covid: un modo per ricominciare, da sé Per me che sono abbastanza ansiosa è l'unica cosa che sono riuscita a fare in tranquillità. Vado lì da anni so come si comportavano e so cosa avrei trovato..e poi prezzi uguali 😉