La Città Metropolitana dice no all’ampliamento della discarica di Torrazza Piemonte

La Città Metropolitana dice no alla realizzazione della nona cella per smaltire i rifiuti pericolosi e non nella discarica in località Fornace Nigra a Torrazza Piem.

09/06/2020 15.06.00

La Città Metropolitana dice no alla realizzazione della nona cella per smaltire i rifiuti pericolosi e non nella discarica in località Fornace Nigra a Torrazza Piem.

TORRAZZA PIEMONTE. La Città Metropolitana dice no alla realizzazione della nona cella per smaltire i rifiuti pericolosi e non nella discarica in località Fornace Nigra a Torrazza Piemonte. La delibera è stata firmata il 9 giugno dal dirigente dell'ex Provincia di Torino, Guglielmo Filippini. Il provvedimento è giunto dopo la presentazione di un’istanza da parte della società “La Torrazza srl”, proprietaria dell’impianto per la realizzazione di una nuova vasca che si sarebbe aggiunta a quelle già presenti all’interno di un'area di circa 210 mila metri quadri, attiva dal 1981, dove si svolgono attività di smaltimento di rifiuti non pericolosi e pericolosi compresi quelli contenenti amianto. La gestione delle vecchie celle, con lo smaltimento di rifiuti industriali, sia speciali che tossico-nocivi era partita con la vasca numero 1 nel 1981 e terminata con la vasca 7 nel 1993. Queste vasche erano già state individuate quali sorgenti di inquinamento delle acque sotterranee e si era richiesta l’attivazione delle procedure di bonifica oggi concluse ai sensi dell’attuale normativa. Negli anni Novanta la società “La Torrazza srl” aveva avviato le procedure per la realizzazione della vasca 8, una vasca con una previsione di volumetria iniziale di ben 700 mila metri cubi, ma nel 1996 il ministero dell’Ambiente era intervenuto ridimensionando il progetto e dimezzando la volumetria a 350 mila metri cubi, oltre ad esplicitare che quello sarebbe stato l’ultimo intervento possibile all’interno del sito inserito in un contesto territoriale caratterizzato da un notevole carico ambientale. Nel 2000 anche la Regione Piemonte, a cui competeva l’approvazione del progetto ed il rilascio dell’autorizzazione alla realizzazione della vasca 8, aveva confermato le prescrizioni del ministero. Nel corso del 2014 era stato approvato un poco significativo rimodellamento della vasca 8 da parte dell’allora Provincia di Torino che ribadiva come il progetto presentato doveva costituire l’ultimo amplia

13:06TORRAZZA PIEMONTE. La Città Metropolitana dice no alla realizzazione della nona cella per smaltire i rifiuti pericolosi e non nella discarica in località Fornace Nigra a Torrazza Piemonte. La delibera è stata firmata il 9 giugno dal dirigente dell'ex Provincia di Torino, Guglielmo Filippini.

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Il provvedimento è giunto dopo la presentazione di un’istanza da parte della società “La Torrazza srl”, proprietaria dell’impianto per la realizzazione di una nuova vasca che si sarebbe aggiunta a quelle già presenti all’interno di un'area di circa 210 mila metri quadri, attiva dal 1981, dove si svolgono attività di smaltimento di rifiuti non pericolosi e pericolosi compresi quelli contenenti amianto.

La gestione delle vecchie celle, con lo smaltimento di rifiuti industriali, sia speciali che tossico-nocivi era partita con la vasca numero 1 nel 1981 e terminata con la vasca 7 nel 1993. Queste vasche erano già state individuate quali sorgenti di inquinamento delle acque sotterranee e si era richiesta l’attivazione delle procedure di bonifica oggi concluse ai sensi dell’attuale normativa. headtopics.com

Negli anni Novanta la società “La Torrazza srl” aveva avviato le procedure per la realizzazione della vasca 8, una vasca con una previsione di volumetria iniziale di ben 700 mila metri cubi, ma nel 1996 il ministero dell’Ambiente era intervenuto ridimensionando il progetto e dimezzando la volumetria a 350 mila metri cubi, oltre ad esplicitare che quello sarebbe stato l’ultimo intervento possibile all’interno del sito inserito in un contesto territoriale caratterizzato da un notevole carico ambientale.

Nel 2000 anche la Regione Piemonte, a cui competeva l’approvazione del progetto ed il rilascio dell’autorizzazione alla realizzazione della vasca 8, aveva confermato le prescrizioni del ministero.Nel corso del 2014 era stato approvato un poco significativo rimodellamento della vasca 8 da parte dell’allora Provincia di Torino che ribadiva come il progetto presentato doveva costituire l’ultimo ampliamento in termini di volumi di smaltimento dell’area in disponibilità della società La Torrazza.

Oggi arriva la decisione della Città metropolitana che pone la parola fine alle richieste per la realizzazione di nuove vasche con il conseguente aumento della quantità di rifiuti in smaltimento.Soddisfatti il vicesindaco della Città Metropolitana, Marco Marocco e la consigliera con delega all'Ambiente, Barbara Azzarà: “L’atto mette in evidenza la particolare situazione di quel territorio e interviene tutelando la salute dei cittadini”.

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