L’Italia sta lasciando indietro le donne

L’Italia sta lasciando indietro le donne

08/03/2021 14.18.00

L’Italia sta lasciando indietro le donne

La pandemia pesa sull’occupazione femminile. Il W20 e il G20 sono l’occasione per riportare al centro dell’attenzione le pari opportunità sul lavoro.

Linda Laura Sabbadini, direttrice dell’Istat e incoming chair del Women20.Il problema non è solo italiano: a livello europeo, l'Eige ha pubblicato il 5 marzo i numeri dell'impatto Covid sull'uguaglianza di genere in Europa.L'occupazione femminile si è ridotta di 2,2 milioni in tutta l'UE

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. Le donne che lavorano in settori come le vendite al dettaglio, assistenza residenziale, lavoro domestico e la produzione di abbigliamento hanno subito le perdite più pesanti di posti di lavoro, dato che costituiscono la maggior parte della forza lavoro in questi settori. L'aumento dell'occupazione durante l'estate non ha invertito il trend: le donne, infatti, hanno ottenuto solo la metà dei posti di lavoro degli uomini. Ciò dimostra che l'impatto economico della pandemia sta avendo effetti più duraturi per le donne.

Leggi ancheL’Italia in coda nell’Europa «rosa»: ambiente ostile alla crescita socialeIn questo contesto i gruppi di lavoro per il W20 stanno individuando le direttive su cui si focalizzeranno gli obiettivi da portare al tavolo del G20. «Sono diversi i pilastri fondamentali su cui stiamo lavorando: imprenditoria e finanza, occupazione e digitalizzazione, a cui si aggiungono come priorità l'ambiente e la violenza contro le donne. A riguardo di quest’ultimo tema, riteniamo che dopo il Covid sia necessario che il G20 assuma obiettivi precisi rispetto alla necessità di dotarsi di piani nazionali contro la violenza di genere» spiega Sabbadini, aggiungendo: «Inoltre ci sono due punti cruciali su cui porre attenzione: uno è culturale, e riguarda gli stereotipi di genere che attraversano tutte le aree in questione. L'altro ha a che fare con la salute e la sanità: da una parte c'è l'urgenza di privilegiare una sanità territoriale che metta al centro la cura della persona, dall'altra occorre sviluppare la medicina di genere, che fino a oggi nell'ambito della ricerca e della sperimentazione è stata poco presa in considerazione». headtopics.com

Il ruolo delle aziendeÈ chiaro però che della questione dell'occupazione femminile occorre farsi carico in modo trasversale e strategico, attivando più agenti di cambiamento possibili. Non solo politici.Paola Mascaro, presidente di Valore D, è attualmente alla guida del G20 Empower, il tavolo di lavoro nato per costruire e mantenere una rete all'interno del settore privato per identificare le sfide, condividere le lezioni apprese e le buone pratiche a supporto di una maggiore equità nell'avanzamento della leadership femminile.

Dall'Osservatorio privilegiato sul settore privato che è Valore D, Mascaro spiega: «Ci sono barriere strutturali che fanno parte del sistema-Paese e afferiscono a una decisionalità politica, come la mancanza di infrastrutture, a cui alcune aziende hanno cercato di compensare con nidi aziendali e benefit. Poi ci sono barriere culturali, che fanno capo al modello patriarcale in sottofondo, per cui il lavoro sarebbe più importante per l'uomo che per la donna, e fa sì che il carico di cura resti per il 75% sulle spalle delle donne».

Leggi ancheIl Covid ha ucciso il part time. E per le donne può essere una buona notiziaD'altro canto esistono anche barriere più specifiche che hanno a che fare con l'avanzamento di carriera e la progressione delle lavoratrici verso posizioni di potere, come sottolinea Mascaro: «È un tema legato alle materie di studio e alle competenze, soprattutto digitali e tecnologiche. Sono ancora in netta minoranza le ragazze che scelgono facoltà tecnico-scientifiche. Occorre lavorare sull'orientamento alla scienza, anche attraverso un cambio della narrativa per il futuro delle giovani generazioni. Per le meno giovani c'è invece un tema di aggiornamento e integrazione delle competenze, e questo va fatto nelle aziende, anche attraverso iniziative che potrebbe mettere in campo la politica».

Se la chiave sono le policy di genere, che devono favorire una maggiore inclusione a tutti i livelli, d'altra parte bisogna interrogarsi su quali siano gli agenti di cambiamento più efficaci all'interno delle aziende. Troppo spesso infatti si delega ancora alle risorse umane la responsabilità di un riequilibrio di genere, ma come spiega Mascaro: «Le risorse umane sono una funzione che ha una competenza per favorire il cambiamento, ma non ha tutte le leve decisionali. Se l'amministratore delegato ha degli obiettivi legati all'inclusione di genere, misurabili e verificabili, li avranno di conseguenza tutti i leader di tutte le funzioni, cosa che nelle grandi aziende già avviene. Ed è fondamentale usare degli strumenti di misurazione: ciò che non è misurabile non migliora, e il miglioramento si raggiunge con degli obiettivi chiari e progressivi». headtopics.com

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Ed è proprio la misurabilità una delle 3 direttrici su cui sta lavorando il tavolo G20 Empower. «I lavori sono appena iniziati, al tavolo Empower ci focalizziamo soprattutto su quali sono le misure che il settore privato deve mettere in campo. Lavoriamo su 3 direttrici in linea con la nostra vocazione pragmatica:

la misurabilità, le politiche e l'area learning,cioè le competenze che servono per far progredire le donne in condizioni di leadership. E va detto che gli uomini sono degli importanti alleati per questo percorso, soprattutto se in posizioni decisionali» conclude Mascaro.

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G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri

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L’Italia sta lasciando indietro tutti tranne coloro che pensano solo ad andare nei bar e ristoranti e a divertirsi. In periodo di pandemia lo Stato lascia solo il divertimento e abbandona tutto il resto TUTTI stanno sprofondando in Italia, non solo le dddonnneeee. Anzi, chi non ha nessun tipo di tutela sono gli Uomini. Capito ruffiani femministi?

L Italia sta lasciando indietro tutti. Fino ottanta cinque hanni fa, la donna non aveva diritto di votare , grazie a Luigi sturzo , italia stà lasciando indietro tutti: giovani, anziani, dipendenti privati e partite iva, imprenditori..... sono le donne che non vogliono piu parita di genere le donne facchino sono un numero vergognoso le donne minatore ancora peggio sono le donne che non vogliono piu uguaglianza

L’Italia non è un paese per donneBassa occupazione, disparità salariale, difficile equilibrio tra famiglia e lavoro: l’Italia non è un paese per donne. 8marzo festadelladonna Infatti avete un panel in cui non c'è nemmeno una donna Con l'ambiguo termine occupabili il governo Draghi annullerà il rinnovo del RDC a migliaia di donne non giovani senza opportunità di lavoro. Un atto vergognoso contro chi soffre di povertà strutturale e neppure per uomini

Superlega, il City è fuori: pronti a lasciare Chelsea, Arsenal e United In serata riunione dei 12 clubI tifosi inferociti bloccano i pullman dei Blues e del Brighton mentre entrano allo Stamford Bridge. Chech fa da mediatore Capitani coraggiosi.😏😡 Tutta colpa del Benevento. La juventus aveva aderito alla SuperLeague già la sera del 21 marzo 2021, dopo la ventottesima giornata di campionato. Infatti l'adesione alla Super Lega è condizionata all'esclusione del Benevento dal torneo europeo. Godo.

Covid, perché l’Italia sta già vivendo gli effetti dell’immunità di greggeGli esperti confermano: «Altrimenti oggi avremmo un Rt alle stelle». Ora serve correre sulle vaccinazioni. I dati dicono che in estate potremmo essere fuori dall’incubo pandemia Gli esperti li ha scelti direttamente Bonomi di confindustria? Quando c'è l'immunità di gregge Rt = 0. Mi sembra invece che sia 1. In Italia siamo in 60 mln, se ne sono infettate 3,42 dall inizio della pandemia. Che qualcosa che non quadra

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