L’Highlander dell’opera festeggia: Plácido Domingo compie ottant’anni (forse)

L’Highlander dell’opera festeggia: Plácido Domingo compie ottant’anni (forse)

20/01/2021 22.48.00

L’Highlander dell’opera festeggia: Plácido Domingo compie ottant’anni (forse)

Molto probabilmente sono di più e il 1941 non è il vero anno di nascita. E la sua longevità vocale è ancora più miracolosa

21:01VIENNA. Domani Plácido Domingo «compirà» ottant’anni. Le virgolette sono motivate dai molti dubbi che il suo anno di nascita sia effettivamente il 1941, come dice lui e come ribadisce anche la lapide apposta sulla facciata della casa natale, a Madrid. In realtà, è molto probabile che la data del fausto avvenimento vada anticipata di qualche anno (i complottisti più accaniti parlano addirittura del 1934), perché ci sono troppe testimonianze di colleghi che hanno duettato con Domingo già tenore in anni in cui, se avesse avuto davvero l’età che dichiara, avrebbe appena effettuato la «muta» della voce. Documenti ufficiali mancano, perché si favoleggia che siano stati fatti sparire o, altra ipotesi, che l’Anagrafe di Madrid sia stata bombardata durante la Guerra civile, quindi il giallo è insolubile. L’età del Topone, come affettuosamente lo chiamano molti degli innumerevoli fan cui l’affetto dà diritto all’irriverenza, è destinata a restare uno dei grandi misteri della storia dell’opera.  

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Che poi se Domingo avesse più degli ottant’anni che festeggia, la sua leggendaria longevità vocale sarebbe ancora più mostruosa, proprio nel senso etimologico di cosa eccezionale, fuori dal comune, appena credibile. L’ex tenore ora baritono continua infatti indefesso a cantare. Compreso il giorno del suo compleanno, quando registrerà un 

Nabucco alla Staatsoper di Vienna, davanti a una sala ovviamente vuota causa Covid, che poi verrà trasmesso il 24 dalla tivù austriaca con un contorno di contenuti speciali a maggior gloria del celebrato. Ovvio che, allo stato dell’arte, le prestazioni di superPlácido siano altalenanti. Quando lo si prende in una serata sì, però, è ancora emozionante, e in ogni caso è incredibile che la voce sia ancora ferma e non «balli» come succede a cantanti che hanno molti anni meno di lui: un miracolo per un ottantenne, un miracolo ancora più miracoloso se avesse davvero un lustro di più.  headtopics.com

In ogni caso, Domingo è già consegnato alla storia del teatro musicale come l’uomo dei record. Più di mezzo secolo di carriera, più di 150 parti (il numero esatto è controverso), 14 Grammy Awards, tenore, baritono, direttore d’orchestra, talent scout, divulgatore, direttore artistico, attore cinematografico. È l’unico cantante, che io sappia, ad aver interpretato tre personaggi della stessa opera, 

Rigoletto, in cui da giovane è stato Matteo Borsa, da grande il Duca di Mantova e da più grande ancora, diciamo così, il protagonista, Qualsiasi cosa un cantante d’opera voglia fare, sappia che Domingo l’ha già fatta. È l’Highlander del melodramma, l’immortale, l’inossidabile. Si è preso il Covid (ad Acapulco!) e ne è guarito; è finito nel tritacarne del #metoo e, se è stato scaricato da molti teatri americani, la sua carriera non si è fermata (e comunque contro di lui non è mai stato aperto alcun procedimento penale). Continua a macinare recite, impegni, interviste, concerti, spot, prove in tutto il mondo, con un ritmo di vita che sfiancherebbe un trentenne.«If I rest, I rust» è uno dei suoi motti: se mi fermo, arrugginisco. 

Ha costituito con Luciano Pavarotti e José Carreras un trio che ha sbancato botteghini per anni. E dire che in realtà con Pavarotti si erano sempre detestati, combattendosi con interviste finto cordiali (sì, è bravo, canta bene, sta bene in scena, ma il si bemolle...) e per interposte tifoserie. I fan di Luciano chiamavano il rivale «Placi Mingo» (perché? Perché non ha il do!), quelli di Plácido ribattevano: volete sapere cosa farà Pavarotti prossimamente? Quello che sta facendo Domingo adesso. In comune con Luciano, Plácido aveva soltanto la passione per il calcio (lui tifa Real Madrid) e per le donne, che del resto hanno sempre avuto la passione per lui. E tuttavia, quando i due rivali capirono che mettendosi insieme avrebbero fatto più soldi che combattendosi, arruolarono José e nel 1990, alle Terme di Caracalla di Roma, misero in piedi un business che dal punto di vista musicale era abbastanza stomachevole ma da quello commerciale funzionava benissimo. 

Domingo era già il grande specialista del film-opera ( Leggi di più: La Stampa »

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