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L’estate in carcere

In molte carceri non arriva l’acqua corrente, nelle celle non ci sono le docce previste per legge e in certe le finestre sono chiuse. Nelle galere sovraffollate d’Italia l'aria che tira, quando tira, è questa. L’articolo di Giuseppe Rizzo.

30/07/2021 12.50.00

In molte carceri non arriva l’acqua corrente, nelle celle non ci sono le docce previste per legge e in certe le finestre sono chiuse. Nelle galere sovraffollate d’ Italia l'aria che tira, quando tira, è questa. L’articolo di Giuseppe Rizzo .

In molte celle non ci sono docce e non arriva acqua potabile. In altre le finestre sono chiuse in modo da non far passare l’aria. Queste sono le condizioni in cui sono costretti a vivere tantissimi detenuti, spesso in galere sovraffollate. Leggi

brutalmente i detenuti che avevano protestato per chiedere più protezione contro il coronavirus, non c’è alcun allaccio idrico, per cui tutto ciò che esce dai rubinetti non è potabile. In compenso è “particolarmente ferroso e di colore torbido”. Nell’istituto di Borgo San Nicola, a Lecce, per due giorni insieme all’acqua è andata via anche la luce. Era la fine di giugno e le temperature nella zona sfioravano i 40 gradi.

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pubblicitàOggi il caldo non è meno impietoso, eppure “a causa della pandemia, nel 24 per cento degli istituti ci sono sezioni in cui si si è passati dal regime a celle aperte a quello a celle chiuse”. In questi forni incandescenti di ferro e cemento capita di stare in tre, quattro, cinque e

perfino in sei. A Taranto il tasso di sovraffollamento è del 181 per cento, a Latina del 167 per cento, a Como del 152 per cento. Per tantissimi detenuti e detenute significa non avere a disposizione neanche quei tre metri quadrati di superficie calpestabile al di sotto dei quali la Corte di Strasburgo parla di “trattamenti inumani e degradanti”. Tra loro quasi 20mila devono scontare meno di tre anni, per cui potrebbero accedere alle misure alternative: ma molti hanno commesso dei reati ostativi (cioè gravi come l’omicidio ma anche furti in casa e rapine), molti non hanno una casa dove scontare i domiciliari o una comunità che li accolga, e alcuni sono privi di qualsiasi aiuto legale per richiederle, per cui restano dietro le sbarre. Senza colpe, anche 29 bambini con meno di tre anni restano in carcere con le loro madri. headtopics.com

L’acqua non è l’unica cosa che manca: “Nel 42 per cento degli istituti oggetto del monitoraggio”, dice Alessio Scandurra di Antigone, “sono state trovate celle con schermature alle finestre che impediscono passaggio di aria e luce naturale”. Leggi di più: Internazionale »

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Purtroppo delle carceri sono pochi a occuparsene e a scriverne. Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni.“ — Dostoevskij

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