L’assicurazione sulla casa tra i nodi dell’inchiesta - La Stampa

La casa di Quargnento era assicurata.

09/11/2019 09.20.00

La casa di Quargnento era assicurata.

ALESSANDRIA. La casa di Quargnento era assicurata. E’ un dato certo, confermato dal procuratore Enrico Cieri il quale, anzi, ha anche precisato che «l’assicuratore è stato rintracciato e sentito»; di sicuro ha riferito quando la polizza è stata stipulata e quanto la compagnia avrebbe risarcito in caso di evento distruttivo. Quando? «No comment». Quanto? «No comment». Sul punto è tutto quel che dice il capo della procura che coordina le indagini svolte dai carabinieri col supporto dei vigili del fuoco. Il tema assicurativo è focale nell’«ampio spettro» degli approfondimenti che si stanno seguendo. Il padrone di casa Gianni Vincenti (formalmente l’intestataria è la moglie, Antonella Patrucco), più volte sentito in questi giorni, ha fornito spiegazioni, per ora riservate, e ha pure detto di avere problemi economici, di cui si parla anche in paese. Il lavoro investigativo, intanto, non ha tregua, ma c’è totale riserbo: difficile capire quanto la soluzione sia vicina. Ieri, dopo il funerale, Cieri si è intrattenuto a lungo, in Duomo, col premier Conte di certo per aggiornarlo sullo stato delle indagini. Magari anche sui tempi? Da quattro giorni, intanto, le ruspe lavorano, finché è chiaro, spostando le macerie della bella casa di cui resta memoria viva solo in foto. Le pale si muovono tra cumuli di mattoni e blocchi di cemento per cercare, sotto, i riscontri sui marchingegni rudimentali e micidiali che hanno provocato le esplosioni dolose («chi l’ha fatto voleva uccidere» ha detto Cieri), in cui sono morti tre vigili del fuoco, feriti altri due e un carabiniere (ieri, avrebbe dovuto testimoniare a un processo: il giudice ha messo a verbale il motivo della sua giustificata assenza). Davanti al cancello del caseggiato che non c’è più, «sottoposto a sequestro penale», è stato posato un mazzo di fiori. Quando cala la sera e le ruspe smettono di borbottare, restano accese le fiammelle di quattro ceri.

Pompieri e forze dell’ordine al lavoro ieri tra le macerie di QuargnentoSILVANA MOSSANO09 Novembre 2019ALESSANDRIA. La casa di Quargnento era assicurata. E’ un dato certo, confermato dal procuratore Enrico Cieri il quale, anzi, ha anche precisato che «l’assicuratore è stato rintracciato e sentito»; di sicuro ha riferito quando la polizza è stata stipulata e quanto la compagnia avrebbe risarcito in caso di evento distruttivo. Quando? «No comment». Quanto? «No comment». Sul punto è tutto quel che dice il capo della procura che coordina le indagini svolte dai carabinieri col supporto dei vigili del fuoco. Il tema assicurativo è focale nell’«ampio spettro» degli approfondimenti che si stanno seguendo. Il padrone di casa Gianni Vincenti (formalmente l’intestataria è la moglie, Antonella Patrucco), più volte sentito in questi giorni, ha fornito spiegazioni, per ora riservate, e ha pure detto di avere problemi economici, di cui si parla anche in paese.

Migranti, Frontex: +151% arrivi nel Mediterraneo centrale nel 2021 Von der Leyen oggi a Roma consegna la 'pagella' a Draghi, Bruxelles promuove il Pnrr italiano Padova, per la prima volta una donna rettrice dell’Università - VanityFair.it

Il lavoro investigativo, intanto, non ha tregua, ma c’è totale riserbo: difficile capire quanto la soluzione sia vicina. Ieri, dopo il funerale, Cieri si è intrattenuto a lungo, in Duomo, col premier Conte di certo per aggiornarlo sullo stato delle indagini. Magari anche sui tempi?

Da quattro giorni, intanto, le ruspe lavorano, finché è chiaro, spostando le macerie della bella casa di cui resta memoria viva solo in foto. Le pale si muovono tra cumuli di mattoni e blocchi di cemento per cercare, sotto, i riscontri sui marchingegni rudimentali e micidiali che hanno provocato le esplosioni dolose («chi l’ha fatto voleva uccidere» ha detto Cieri), in cui sono morti tre vigili del fuoco, feriti altri due e un carabiniere (ieri, avrebbe dovuto testimoniare a un processo: il giudice ha messo a verbale il motivo della sua giustificata assenza). Davanti al cancello del caseggiato che non c’è più, «sottoposto a sequestro penale», è stato posato un mazzo di fiori. Quando cala la sera e le ruspe smettono di borbottare, restano accese le fiammelle di quattro ceri. headtopics.com

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L’ex Ilva, il lavoro, i tumori, la politica: il dramma di Taranto in numeriL’Ilva, i tumori, la politica: il dramma di Taranto in numeri fa schifo chi protegge mittal e non i lavoratori , è una vergogna nazionale , si dovrebbe scendere in piazza in milioni Un dramma ambientale occupazionale e di salute procrastinato da anni da una classe politica fallita che nn ha saputo fare altro che spostare una bomba a suon di decreti su decreti. OGGI SONO DIVENTATI TUTTI MANAGER !

5S, la senatrice Fattori lascia il Movimento: 'Abbandonata dai vertici ma continuo a sostenere il governo'Passa al gruppo misto. E denuncia: 'Non sono sola perchè abbandonati a sè stessi sono anche i territori e i meetup, usati oramai solo per Lo fa per la pecunia. Si deve dimettere. Ma è già passata a Italia viva Finalmente si è tolta dai piedi

IL MIO DOLCE PER TORINO SARÀ PROFONDO ROSSO COME IL FILM DI ARGENTO - La StampaDa una cuoca e da un direttore di mensa nasce a Brescia nel 1942 un pasticcere: Iginio Massari, «The Sweetman», vincitore di 300 premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, eletto miglior pasticcere del mondo quest’anno dalla giuria del World Pastry Star per «la personalità, la creatività e l’impegno nella formazione». E c’è da scommettere che la sua nuova galleria, inaugurata il 28 ottobre a Torino, sarà meta dei più ghiotti anche, e soprattutto, in questo weekend dedicato al cioccolato. Massari, sono i giorni di «Cioccolatò», la kermesse più famosa d’Italia sul cioccolato artigianale: è pronto? «Conosco bene questa manifestazione, ho anche partecipato, tanti anni fa, quando è nata: era l’anno del primo campionato italiano del cioccolato e avevo invitato a Torino, come testimonial, tutti i più grandi maestri cioccolatieri d’Europa e degli Stati Uniti. Tra l’altro eravamo proprio in piazza Cln, dove molto tempo dopo avrei aperto la mia galleria». Una piazza mitica: è stata girata qui anche una scena del film cult di Dario Argento, «Profondo Rosso»...«Esatto, e proprio per questo, appena archivieremo questo periodo di grandi eventi, ho in progetto di realizzare un nuovo dolce alla fragola che chiamerò “Profondo Rosso”». Si direbbe che si stia ambientando bene a Torino. Dieci giorni fa ha aperto la sua galleria e da allora ogni giorno c’è la coda di golosi per entrare: com’è andato il debutto?«Siamo partiti benissimo, le code, l’entusiasmo, la gente in centro... Ci speravo ma non pensavo. È stato un inizio al di sopra di ogni più rosea aspettativa, vuol dire che i torinesi sono attenti e interessati alle novità». Allora è vero, come ha detto anni fa, che la pasticceria è un lusso che tutto sommato ci si può ancora permettere?«Sì, diciamo che è un lusso democratico. E comunque oltre all’alta pasticceria ci sono gli sfizi da tutti i giorni e per tutte le tasche: in galleria da noi il caffè costa 1,30 e il croissant 1,50 euro, assolutamente alla portata». Lei è so

“Usa il bus come un taxi”, e Gtt la sospende - La StampaLa denuncia di un lettore: l’autista del 67 ha caricato un’amica rallentando il mezzo. Poi un viaggio tra chiacchiere e radio accesa. Un po’ come quel tizio che fa salire il figlio sulle moto d’acqua di servizio, per far fare un giretto all’amore di babbo... due numeri oltre ,spettacolo a poco prezzo

«La La Land», che potrebbe diventare il nuovo «Pretty Woman» della Tv - VanityFair.itIl film di Damien Chazelle, vincitore di 6 premi Oscar nel 2017, al suo primo passaggio su Raiuno vince la serata con l'11.4% di share e scala la classifica dei Trending Topic di Twitter. Ecco perché potrebbe essere il nuovo «Titanic» o il nuovo «Pretty Woman» della Tv

La caduta del Muro di Berlino, il ricordo di Giorgio Napolitano - La StampaIl 9 novembre 1989, proprio il giorno della caduta del muro di Berlino, ero a Bonn per un appuntamento preso da molto tempo con Willy Brandt, il grande dirigente socialdemocratico, già Cancelliere della Repubblica federale tedesca. Dovevamo parlare dell'ulteriore sviluppo dei rapporti tra il Partito Comunista Italiano e l'Internazionale Socialista, di cui lui era Presidente. L'appuntamento era nell'Ufficio di Brandt al Bundestag a Bonn, nella cittadella politica dell'allora capitale della Germania federale. Avemmo un colloquio di due ore, dalle 14 alle 16, su come portare avanti questo non semplice avvicinamento nel massimo rispetto reciproco. Naturalmente si parlò anche delle folte manifestazioni e dei movimenti popolari che erano in corso in quei giorni nella Germania dell'Est. Al termine uscii senza sapere ciò che sarebbe accaduto quella sera, dato che durante il colloquio non era arrivata la minima avvisaglia di quel che stava per succedere: né Brandt né io avevamo idea degli avvenimenti che si stavano preparando. L'unico segnale fu che passò a salutarmi l'allora Presidente della SPD, Hans-Jochen Vogel, il quale eccitatissimo mi disse: «Vengo dall'Aula del Bundestag, dove arrivano notizie continue di manifestazioni nella Germania orientale, tutte manifestazioni per la libertà». Non disse «per l'unità», ma «per la libertà», mai immaginando lui stesso che si arrivasse ad aprire una breccia nel muro. Io partii poco dopo, salii sul meraviglioso treno che collegava la piazza centrale di Bonn all'aeroporto di Colonia, attraverso un fantastico percorso lungo le sponde del Reno, e durante il mio viaggio di ritorno avvenne quello che tutti ricordiamo. Quindi a me è capitato di dire che nel colloquio con Brandt fummo sfiorati dal vento della storia senza rendercene conto. La caduta del Muro e tutto quello che ne seguì - con le rivoluzioni del 1989 nell'Europa centrale e orientale - hanno segnato un fondamentale spartiacque storico. Ci fu chi immaginò un mondo nel quale al Come se i partigiani ci vengono a spiegare le foibe... Siamo proprio tutt'orecchi ! Un esempio di vita spesa con tenacia sempre dalla parte sbagliata Napolitano