L’appello di Cirio al Presidente Mattarella: “Disastro peggio del ‘94, il Cuneese va aiutato”

Il governatore ha chiesto fondi anche per il resto del Piemonte alluvionato

04/10/2020 18.21.00

L’appello di Cirio al Presidente Mattarella: “Disastro peggio del ‘94, il Cuneese va aiutato”

Il governatore ha chiesto fondi anche per il resto del Piemonte alluvionato

«Abbiamo una situazione peggiore dell’alluvione di 26 anni fa per quando riguarda i danni, perché dal ‘54 a oggi non era mai piovuto così tanto e in così poco tempo in tutto il Piemonte. Ho spiegato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che adesso servono risorse, anche nel Cuneese, per ripartire dopo questa catastrofe». Così il presidente della Regione Alberto Cirio che ieri alle 14,30 è stato chiamato dal Capo dello Stato.

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Cirio venerdì pomeriggio era a Ceva e oggi sarà impegnato in tutta la valle Tanaro (dalle 12) e poi a Limone. Aggiunge: «La centrale operativa dell’Unità di crisi regionale è aperta h24: uomini e donne della Protezione civile di Torino, Asti e Alessandria, zone non colpite dal maltempo, stanno aiutando nella Granda, nel Vercellese, in Valsesia. Poco fa ho firmato una richiesta di stato di calamità insieme al presidente della Liguria. In queste ore drammatiche mi ha anche chiamato il Capo dello Stato che non fa sentire nessuno solo nell'emergenza. Gli ho spiegato che abbiamo davvero bisogno di risorse per rimettere in piedi quanto è stato tolto dalla furia del maltempo. Risorse che serviranno ancora di più in questa delicata fase di ripresa nel post pandemia».

Ieri il ministro alla Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, insieme al consigliere regionale Ivano Martinetti, è stata a Garessio, Ceva e Limone, oltre a una visita nella sala operativa in caserma a Cuneo dei vigili del fuoco: oggi il ministro sarà a Clavesana e zone limitrofe. headtopics.com

Il presidente della Provincia, Federico Borgna: «Abbiamo vissuto una situazione di emergenza legata all’intensità violentissima, fuori dalla norma e in anticipo rispetto al passato, delle precipitazioni: oltre 500 millimetri in 12 ore, paragonabile forse alla catastrofe del 1994 per intensità. Il lavoro fatto in questi anni ha pagato. In situazioni come queste si capisce che la manutenzione della rete stradale è vitale, un lavoro costante che evita guai peggiori». L’ente ha chiuso nelle ultime ore una ventina di strade con le situazioni peggiori nelle valli Vermenagna, Tanaro e Corsaglia. Sempre ieri mattina Borgna ha autorizzato le prime spese in «somma urgenza», per un importo tra 1 e 2 milioni di euro. Ancora il presidente della Provincia: «Sono soldi che servono per draghe che tolgono il fango della strade o rimuovono i massi. In alcuni casi sono state realizzate piste sterrate per bypassare strade crollate. E sono soldi che vengono poi rimborsati all’ente solo in caso di riconoscimento dello stato di calamità».

Le provinciali chiuse sono: colle dell’Agnello (per le nevicate di venerdì sarà chiuso almeno fino alle 12 di domani al confine con la Francia), la Entracque-San Giacomo; il tratto tra Ponte di Nava e Viozene; da Vernante a località Folchi; da Sant’Anna di Vinadio al colle della Lombarda con la Francia, da Sant’Anna di Valdieri alle Terme, la sp 232 in località Corsaglia-Fontane, la sp 35 tra Serra e Pamparato, la fondovalle della val Casotto, la Ceva-Mombasiglio e il proseguimento verso Lisio, la strada tra Viola e località Castello, la sp 143 Scagnello-Battifollo. Chiusi anche i ponti sul Tanaro in località Piantorre di Castellino Tanaro, quello sul torrente Corsaglia in località Prata di Lesegno e ancora il ponte sempre sul Corsaglia a San Michele Mondovì. La Provincia segnala poi le difficoltà a Ormea (fango e sassi hanno invaso anche la statale 28, aperta ieri da Anas nel tratto tra Ormea e Bagnolo), mentre a Garessio il ponte Odasso è stato scavalcato dalle acque del fiume, ma ha resistito (come nel 1994, 2016 e 2019. Infine a Bagnasco è crollata una parte del ponte romano, già danneggiato nel ’94. La Fondovalle Tanaro è stata chiusa da Bastia Mondovì a Novello per precauzione solo nella notte tra venerdì e ieri (ha riaperto alle 11), mentre Anas in Piemonte ha chiuso la statale 20 del colle di Tenda perché franata a impraticabile in più punti.

Ieri, intanto, Confartigianato Cuneo e Imperia hanno lanciato un appello: «In 24 ore di pioggia torrenziale si è consumato un disastro incalcolabile mettendo in ginocchio i territori della Granda e della provincia ligure, già in forte difficoltà per l’emergenza sanitaria. Centinaia di imprese, dopo il lockdown e la lenta ripresa, si ritrovano ora a fare i conti con l’ennesimo disastro ambientale dovuto alle forti precipitazioni. Abbiamo bisogno di un intervento immediato da parte delle istituzioni, non possiamo attendere i tempi della burocrazia».

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