Intubati già nella culla, il Covid morde i neonati. Viaggio nei reparti del Bambino Gesù Videoinchiesta

Intubati già nella culla, il Covid morde i neonati. Viaggio nei reparti del Bambino Gesù Videoinchiesta

Bambini, Bambino Gesù

18/01/2022 09.16.00

Intubati già nella culla, il Covid morde i neonati. Viaggio nei reparti del Bambino Gesù Videoinchiesta

di Antonio Crispino In poco più di due settimane si è triplicato il numero dei bambini che a causa del Covid è in degenza all’Ospedale pediatrico Bambino...

. Da 20 pazienti del 27 dicembre scorso sono diventati 67, il numero più alto mai raggiunto, a cui se ne devono aggiungere altri cinque in gravi condizioni in terapia intensiva. «Stiamo vivendo il momento peggiore dall’inizio della pandemia» dice Andrea Campana, il responsabile del centro Covid che ormai registra cinque ingressi al giorno contro i due di qualche giorno fa. Tutti hanno meno di cinque anni, fa impressione vederli intubati nell’ospedale di Palidoro, da marzo del 2020 parzialmente trasformato in centro Covid per bambini, uno dei più attrezzati d’Italia. E infatti arrivano da tutto il Paese.

Leggi di più: Il Messaggero »

Strage di Capaci, il ricordo del sopravvissuto austriaco. VIDEO

Leggi su Sky TG24 l'articolo Strage di Capaci, il ricordo del sopravvissuto austriaco. VIDEO Leggi di più >>

state raschiando il fondo del barile LOCATELLI farabutto delinquente Capirai al bambin Gesù, non vedevano l'ora di farlo ai neonati I comunisti in(o)culano i bambini Balle SIETE LA FECCIA DELL'INFORMAZIONE... la pagherete, merde Segnalate questa immagine come violenta e dannosa Ah, ma è Il Messaggero... Grazie cina ...di merda, spero che un giorno qualcuno ve la faccia pagare per tutto quello che state facendo passare al mondo. 🇨🇳🤮🚽

Assassini Vergognoso!!!

Covid, ci sono segnali di rallentamento nella crescita dei contagiSecondo Clelia di Serio, ordinario di Statistica Medica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, la curva che misura l'andamento dei contagi sta cominciando ad appiattirsi Perchè, se non ve lo diceva la Dott.ssa Serio, guardando il grafico dati ISS non ci arrivavate da soli ?

Covid, Sileri apre alle modifiche nella comunicazione dei dati Covid , Sileri apre alle modifiche nella comunicazione dei dati: “Omicron sta cambiando i connotati della pandemia” speranzadimettiti attenzione che a qualcuno può venire in mente di cambiare i connotati di qualche governante 💉💉💉 Perché non lo dice a Draghi o al governo? Visto che lui ne fa parte...

Covid Russia oggi, 30mila contagi e 686 morti in 24 ore: i datiIn Russia 30mila contagi e 686 morti in 24 ore: i dati aggiornati. covid ma se stanno calando anche i morti che notizia è? Un settimo dei nostri contagi e 6 volte più morti. ancora non vi siete stufati con ste fregnacce per ipocondriaci?

Covid Germania oggi, tasso incidenza record: è sopra 500E' la prima volta che viene superata questa soglia dall'inizio della pandemia I tedeschi non li battiamo mai.... ed il 96% sono inoculati....questo Adnkronos dimentica di scriverlo! Ma non avevano fatto il lockdown per non vaccinati? Lo avete sbandierato su tutti i giornali! E quindi chi si contagia? Chi muore?

Quasi 92mila prime dosi di vaccini Covid: mai così da quattro mesiQuasi 120 milioni di dosi somministrate da inizio campagna Belli i miei cacasotto novax 🥰 Ottimo, ne mancano oltre DUE MILIONI (solo tra gli ultra cinquantenni). PanPicchio Con il ricatto si può ottenere di più!!

Napoli, Koulibaly guarito dal Covid: può giocare nel SenegalIl difensore si è negativizzato e torna disponibile per la sua nazionale in Coppa d'Africa

Roma . Da 20 pazienti del 27 dicembre scorso sono diventati 67, il numero più alto mai raggiunto, a cui se ne devono aggiungere altri cinque in gravi condizioni in terapia intensiva. «Stiamo vivendo il momento peggiore dall’inizio della pandemia» dice Andrea Campana, il responsabile del centro Covid che ormai registra cinque ingressi al giorno contro i due di qualche giorno fa. Tutti hanno meno di cinque anni, fa impressione vederli intubati nell’ospedale di Palidoro, da marzo del 2020 parzialmente trasformato in centro Covid per bambini, uno dei più attrezzati d’Italia. E infatti arrivano da tutto il Paese. LA PIÙ GIOVANE Ci è entrata Marialuisa insieme a sua figlia Michela Silvia, appena tre giorni dopo il parto. È stata la paziente più giovane a essere ricoverata in terapia intensiva per Covid. Nata il 5 gennaio 2022 e dopo tre giorni già in reparto. Ora è in uno spazio off limits al primo piano accanto alla mamma, anch’ella positiva al virus, ci parla in videochiamata. «Purtroppo non ho potuto completare il ciclo vaccinale poiché la mia è stata una gestazione difficile. Sono figlia di chirurghi, non sono No vax, anzi. Pensavo di poter evitare il contagio a mia figlia stando in isolamento per tutto il periodo della gravidanza ma in qualche modo mi sono contagiata e gliel’ho trasmesso». Gira la videocamera del telefonino per farci vedere una bimba che ora sorride alle sollecitazioni della mamma. I medici sono fiduciosi, la dimetteranno presto. Non sta andando così bene, invece, a una bimba di 14 giorni, nata prematura e contagiata. Non è riuscita a superare la fase del trattamento con il casco d’ossigeno ed è stato necessario sedarla e intubarla. Nel momento in cui arriviamo al Bambino Gesù ci sono sei neonati in terapia intensiva, di questi, cinque sono positivi al coronavirus. Vengono trasportati con febbre alta e denutriti. Le difficoltà respiratorie li costringono a rifiutare il cibo e l’acqua. Non tutti manifestano gli stessi sintomi. Risultano in crescita i disturbi intestinali, le convulsioni e i casi di leucopenie, ossia globuli bianchi molto bassi nel sangue.  Sono tutti figli di mamme non vaccinate e positive. Indossano i caschetti per la respirazione assistita attagliati sulle piccole teste. Ci accompagna nel settore ormai totalmente nuragico Daniela Perrotta, responsabile della Terapia intensiva. «Fino a un mese fa qui c’erano gli adolescenti poi improvvisamente sono arrivati pazienti sempre più giovani. In questo momento l’età media è di due mesi di vita, sono quelli che non è possibile vaccinare. Il problema è vederne così tanti con difficoltà respiratorie, la gestione non è semplice perché sono da soli». Non è permesso l’accesso ai genitori, quasi sempre gli untori, che sono informati telefonicamente. Hanno delle fasce orarie in cui poter chiamare e solo dopo un tampone negativo possono entrare in ospedale per guardare i figli attraverso un vetro.  A Palidoro sono corsi anche Marco e Maria, genitori di Mariella. La sua storia è finita sulle prime pagine dei giornali nel periodo natalizio perché è stato il primo caso in cui l’Aeronautica militare ha dovuto attivare uno dei suoi voli speciali per salvare la vita a una malata di Covid. Da Lamezia Terme decollò un C-130J con in pancia l’autoambulanza che teneva in vita la piccola di sei mesi per affidarla di corsa all’ospedale pediatrico romano. I genitori l’hanno potuta raggiungere solo una volta negativizzati. Dal 19 dicembre è la prima volta che riescono a vederla. Percorrono a passo veloce il corridoio che porta alla vetrata divisoria, scoppiano in lacrime. «Io avevo preso il Covid da vaccinata e asintomatica - dice singhiozzando la mamma -. Non ho avuto particolari problemi e non immaginavo che per i bambini potesse evolvere in una forma così grave». LA STANCHEZZA Attorno alle culle dei piccoli pazienti è un via vai continuo di medici imbacuccati con tute bianche, mascherine e visiera protettiva. Contemporaneamente devono assistere anche i bambini ricoverati per altre patologie, qui non ci sono state restrizioni e non sono pensabili respingimenti. Campana li coordina sempre con il sorriso negli occhi e il tono gentile, «bisogna trasmettere tranquillità e sicurezza» ma nel chiuso delle loro stanze danno sfogo alla stanchezza e alla frustrazione. «Ieri uscendo dal mio reparto ho notato un mio medico, di quelli che è in prima fila dall’inizio della pandemia, che piangeva perché uno dei neonatini che aveva ricoverato è andato in rianimazione ed è stato intubato». Racconta questo episodio quando gli chiediamo di descrivere un’immagine emblematica dell’emergenza che sta vivendo. È un segnale che non gli piace perché ricorda troppo l’esperienza della prima ondata con medici stremati sotto il peso di un contagio fuori controllo. «Sono preoccupato perché io come loro non sappiamo se siamo alla fine della pandemia ma una cosa è certa: ci saranno altre varianti e queste colpiranno i bambini».  © RIPRODUZIONE RISERVATA