Innovazione di successo? Solo se sa davvero adattare la scala alle necessità e disponibilità

Innovazione di successo? Solo se sa davvero adattare la scala alle necessità e disponibilità

10/01/2021 21.23.00

Innovazione di successo? Solo se sa davvero adattare la scala alle necessità e disponibilità

Uno studio di Capgemini mette a fuoco i motivi per cui la maggior parte dei progetti di implementazione delle nuove tecnologie fanno fatica a ottenere buoni risultati

all'anno precedente. Nel 2020 è arrivata la pandemia di Covid-19 e lo stato di emergenza che ne è conseguito ha stimolato la necessità di ripensare processi, modelli e strategie: il 68% dei manager censiti da Capgemini nello studio “Fast-Forward to the Future: Defining and winning the Post-COVID New Normal” ha dichiarato di aver accelerato le iniziative di trasformazione all'interno della propria organizzazione. Nonostante questo, la capacità di portare le innovazioni su larga scala resta come già detto ancora bassa e vengono a mancare gli impatti a valore dell'adozione delle tecnologie digitali (performance di business migliori e vantaggio competitivo duraturo) che si realizzano pienamente solo attraverso la scalabilità e l'implementazione di un progetto, e non con la sola ideazione o sperimentazione dello stesso.

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Dove falliscono oggi le aziendePer invertire una tendenza sicuramente penalizzante per la loro crescita, le grandi organizzazioni devono considerare, a detta degli esperti che hanno contribuito alla stesura del rapporto di Capgemini, un fattore sopra gli altri. Quale? Considerare lo sviluppo e la scalabilità dell'innovazione due entità distinte e separate, che spesso richiedono mentalità e competenze diverse. Cosa significa questo? Che occorre comprendere in modo approfondito gli elementi di front-end e di back-end dell'innovazione, e quindi da una parte le finalità, i requisiti e le sfide che la caratterizzano da una parte e dall'altra la verifica a valle degli effetti che questo percorso produce, in misura adeguata e nei tempi corretti. Sono però relativamente poche le aziende che seguono questo approccio perché spesso, come si legge nello studio, lo sviluppo di progetti di trasformazione digitale si concentra su ciò che è più desiderabile, e cioè “blue sky” appositamente progettati per coprire un bisogno insoddisfatto o non ancora espresso dal cliente. Molto meno frequente, per contro, è l'attenzione (attraverso il coinvolgimento di team o singoli individui con competenze dedicate) su concetti come sostenibilità e fattibilità, ovvero sia i due cardini più rilevanti per un business su larga scala.

Far leva sul cambiamento indotto dal Covid-19La pandemia, ricorda infine il rapporto, ha accelerato l'innovazione in numerosi settori e obbligato (in vari casi) le aziende a rivedere il proprio approccio verso le nuove tecnologie; ogni impresa è quindi chiamata ora a garantire che tale accelerazione non perda vigore, strutturando i progetti di cambiamento con un senso di urgenza e rendendo possibile l'applicazione a lungo termine di azioni volte a snellire i processi, a riorganizzare la forza lavoro e a responsabilizzare i manager della prima linea. Una strada sicuramente da seguire, a detta di Capgemini, è quella di supportare i migliori talenti nel superare i silos organizzativi e i modelli di governance convenzionali. Una seconda via è invece quella di promuovere l'innovazione attraverso una cultura “dell'apprendimento” che accetta il fallimento e la volontà di interrompere alcune iniziative, anche se di successo nella loro fase iniziale. In altre parole, non tutte le idee possono infatti essere portate su scala nel lungo periodo, ed è quindi fondamentale che le aziende capiscano quando accettare il fallimento nelle diverse fasi del percorso di trasformazione. headtopics.com

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Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.