India, il maestro che salva le bambine Dai campi alla laurea, senza rivalità

Su @7Corriere @amuglia racconta la storia del maestro indiano, premiato come miglior insegnante del pianeta, che salva le bambine dai matrimoni combinati e dal lavoro nei campi

17/01/2021 12.12.00

Su 7Corriere amuglia racconta la storia del maestro indiano, premiato come miglior insegnante del pianeta, che salva le bambine dai matrimoni combinati e dal lavoro nei campi

Da una scuola diroccata del Maharastra al premio di insegnante più bravo del mondo: «Le ragazzine si sposavano a 12 anni e andavano nei campi a coltivare cipolle, adesso qui il 100% frequenta le lezioni»

shadowStampaEmailDal palcoscenico internazionale a una stanza d’ospedale. Subito dopo l’esplosione di notorietà, l’isolamento. Anche il maestro più famoso del mondo è dovuto passare sotto le forche caudine del Covid. A pochi giorni dall’incoronazione, mentre girava l’India per incontrare autorità e collezionare congratulazioni, i primi sintomi e il test positivo.

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«In reparto non era consentito nemmeno avere il cellulare, passavo le giornate alternando la lettura di libri a lunghe chiacchierate con mia moglie e mia mamma, entrambe in camera con me, pure loro contagiate. In questo periodo sono stato sostenuto dall’affetto di alunni e colleghi»

dice a7appena dimesso Ranjit Disale. Proclamato un mese fa «miglior insegnante dell’anno», è salito alla ribalta per aver voluto condividere il premio da un milione di dollari con gli altri finalisti del Global Teacher Prize, sorta di Oscar per il migliore professore del pianeta organizzato dalla Varkey Foundation di Londra con l’Unesco. «Mi hanno inondato di fiori, poesie, disegni, fotografie, preghiere, regali» racconta al telefono commosso. headtopics.com

C’è anche un messaggio di Amita, scampata da bambina al matrimonio forzato grazie alle sue lezioni e fresca di laurea.La malandata scuola di un piccolo villaggioPiccoli grandi segni di riconoscenza per questo 32enne che ha trasformato in un’eccellenza la malandata scuola di un villaggio indiano. Quando nel 2009 gli fu assegnata come primo incarico l’elementare di Paritewadi, duemila anime sperse tra campi e pascoli del Maharastra – lo stato di Mumbai – si ritrovò solo in un edificio diroccato.

«Era una stanza tra una stalla e un deposito. Nel fare i lavori mi sono anche fatto male»ricorda. Ma, una volta rimessa in sesto, la grande sfida è stata poi riempirla quella scuola: nel villaggio c’erano poche alunne e tante spose bambine. «I ragazzini passavano le giornate al pascolo, le ragazzine a lavorare nei campi, a sbucciare cipolle e a prepararsi per convolare. Ho dovuto dialogare con i genitori, andare ai loro ritrovi». Ranjit li ha conquistati con consigli su come aumentare il rendimento dei campi ed ha avviato una vera rivoluzione culturale. Al tempo stesso ha cercato di coinvolgere i più piccoli. È partito traducendo i testi scolastici nella lingua locale, poi li ha digitalizzati e dotati del codice QR per arricchirli di audio, video, storie e compiti personalizzati.

DOPO LA VINCITA DEL PREMIO È STATO RICOVERATO PER IL COVID: «CON ME C’ERANO MIA MADRE E MIA MOGLIE, ABBIAMO PASSATO IL TEMPO CHIACCHIERANDO. DOVEVO DIVENTARE INGEGNERE MA MI BULLIZZAVANO PERCHÉ HO LA PELLE SCURA: LA SCUOLA ALL’INIZIO È STATA UN RIPIEGO»

Una collegamento durante una lezione tecnologica del maestro indiano: per migliorare l’insegnamento ha introdotto l’uso del QR code, per ampliare i contenutiTrenta, ma con apprendimento individualizzatoIn un Paese dove le classi superano anche i 50 scolari, lui ha scelto l’apprendimento individualizzato. «Insegno contemporaneamente a 30 alunni ma ognuno di loro apprende col suo passo: sfidano loro stessi, non sono rivali degli altri». Nel giro di qualche anno ha ottenuto risultati incredibili: «La cultura del matrimonio precoce è ormai superata e la frequenza a scuola è del 100 per cento» s’inorgoglisce. Il suo istituto è stato riconosciuto il migliore del distretto con l’85% degli alunni passato col massimo dei voti all’esame di fine anno. headtopics.com

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«Adesso aspettano i 18 anni per sposarsi»Conquiste messe a dura prova dal Covid. La chiusura prolungata delle scuole e l’impoverimento di molte famiglie hanno portato in India a un aumento delle spose bambine. «Non qui, al villaggio non ci sono stati matrimoni precoci. Dopo dieci anni di lavoro la cultura è cambiata, le bambine e le famiglie sanno che devono aspettare i 18 anni per sposarsi, che per loro è meglio così».

Nel Maharastra devastato dalla pandemia dove il rigido lockdown tiene chiuse le scuole da marzo, le lezioni a distanza di Ranjit sono state un’ancora di salvezza. «Durante il lockdown mi sono focalizzato sullo sviluppo di abilità pratiche. In una delle attività gli alunni calcolano di quanto aumentano i consumi di acqua ed elettricità quando il termometro sale e devono poi adeguare le loro abitudini, risparmiando acqua se quella stoccata nel villaggio rischia di finire prima dell’arrivo delle piogge».

La rivoluzione del codice QR nei libriSi dedica a mille cose Ranjit, ma quella di cui va più fiero è la rivoluzione del codice QR, l’idea di innovare l’insegnamento attraverso testi “aumentati”, multimediali. «Sono fiero di essere stato un pioniere » dice. La sua è stata la prima scuola del Maharashtra a introdurlo: visti i risultati, nel 2017 le autorità hanno deciso di estenderlo a tutti gli istituti, e il resto dell’India sta seguendo l’esempio. Il ceo di Microsoft Satya Nadella, nel suo libro Hit Refresh, ha riconosciuto Ranjit come uno dei tre grandi innovatori del Subcontinente. «Ci hanno presentati in un incontro a New Delhi, ero l’unico insegnante» precisa.

E pensare che per lui salire in cattedra all’inizio è stato un ripiego: è un ingegnere mancato, lui stesso undrop out. «Lasciai perché mi prendevano in giro. Mi bullizzavano perché ero nero. La maggior parte degli indiani sono scuri come me, ma in quel college gli studenti più chiari mi presero di mira». Se ne andò via, vittima di “ headtopics.com

colorism”, un atteggiamento discriminatorio ancora diffuso nel Subcontinente, rinforzato dai colonizzatori britannici che favorivano gli indiani dalla pelle chiara.Bambini aprono i contenuti multimediali di un libro scolastico attraverso il QR code introdotto dal maestro indiano Ranjit Disale

I condizionamenti di caste e famiglieNato in una famiglia di insegnanti, Ranjit ha seguito le orme del padre. All’inizio controvoglia, poi motivato e appassionato: «Con il mio lavoro posso portare dei cambiamenti nella vita degli studenti», in una società dove caste e famiglie condizionano ancora pesantemente il destino delle persone. La sua scelta di condividere metà del premio con gli altri nove colleghi finalisti è un tributo inedito a questo mestiere. «Non è un’idea nata dall’emozione del momento, l’avevo prevista all’iscrizione. Quei soldi potranno aiutare almeno altri 20 mila studenti: il mondo è la mia classe».

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La sua quota è destinata a due progetti. «Il 30 per cento lo userò per creare un “fondo per l’innovazione”, destinato agli insegnanti che hanno delle idee. Questi ragazzi del XXI secolo hanno insegnanti del XX che hanno un curriculum del XIX e usano tecniche del XVIII. Dobbiamo colmare questo gap e la tecnologia è il principale alleato. Il restante 20% andrà a un progetto sui confini per costruire società più pacifiche».

15 gennaio 2021 (modifica il 15 gennaio 2021 | 09:45) Leggi di più: Corriere della Sera »

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7Corriere amuglia Hero. 7Corriere amuglia Grande persona, grande nobiltà d’animo. Quello delle spose bambine è un problema enorme, troppe ragazzine sono state rovinate da questa barbarie. 7Corriere amuglia Maestro di vita!!!!!!!!!

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