Il processo del Csm a Storari

Il processo del Csm a StorariGiallo sulle indagini «rallentate»

25/07/2021 01.55.00

Il processo del Csm a StorariGiallo sulle indagini «rallentate»

Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano ascoltato sulle tensioni tra pm

è accusato in via disciplinare dalla Procura generale della Cassazione(che l’altro ieri ne ha chiesto al Csm l’urgente trasferimento cautelare d’ufficio)di aver però a sua volta paralizzato 4 mesi un’altra indagine in cui era in conflitto di interessi

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: l’indagine con la quale Storari e il suo procuratore aggiunto Laura Pedio tra 2020 e 2021 cercarono invano di scoprire da dove fossero usciti gli altri verbali in word di Amara che il 30 ottobre 2020 il giornalista del Fatto Quotidiano Antonio Massari aveva avvisato la Procura di aver ricevuto anonimi. Stasi accreditata al pg di Cassazione Giovanni Salvi dalle relazioni del 6 maggio scorso di Pedio e del 7 maggio del procuratore Greco: nelle quali si rimarcava che Pedio, dopo aver concordato con Storari nel gennaio 2021 di affidare a un consulente una perizia informatica, «avesse poi accertato che solo l’8 marzo 2021» Storari aveva fatto questo primo atto di indagine. Da qui l’accusa, mossa da Salvi a Storari, di «

rallentamentoostruzionismo» dell’indagineper 4 mesi, dal 30 ottobre 2020 all’8 marzo 2021.Solo che, se si verificano alcune circostanze con inquirenti della Guardia di Finanza, si scopre chegià a novembre 2020— pochi giorni dopo la venuta del giornalista che aveva raccontato come a portare i verbali anonimi in redazione a Roma fosse stata una donna subito andata via a bordo di una auto bianca — la Gdf aveva ricevuto proprio dal pm Storari l’incarico di acquisire il traffico della cella telefonica che copriva la redazione, le immagini delle telecamere della zona, e l’elenco di targhe di auto bianche a Roma. Così come già il 5 novembre la Gdf, sempre su incarico di Storari, aveva sequestrato il telefono di Vincenzo Armanna, l’ex manager Eni molto valorizzato dai pm del processo Eni-Nigeria, che già nel febbraio 2020 aveva mostrato agli allibiti Pedio e Storari di possedere un foglio di un verbale (vero, non word) di Amara. headtopics.com

A queste indagini subito di novembre 2020, che parrebbero poco conciliarsi con un intento di «rallentamento» e «ostruzione» dell’istruttoria, non fa però alcun cenno l’atto d’accusa stilato dal pg di Cassazione, che del resto non avrebbe avuto modo di apprenderle ove non gli fossero state segnalate dalle relazioni di Pedio e Greco, assunte da Salvi come base per la richiesta di mandar via Storari da Milano e di non fargli più fare il pm.

Se ne capirà di più venerdì prossimo, quando il Csm deciderà appunto sul trasferimento chiesto dal pg di Cassazione alla vigilia delle audizioni domani e dopodomani di una decina di pm e giudici milanesi già convocati dalla I Commissione in una pratica di «vigilanza» sulla Procura di Milano: ufficio dove sono indagati anche il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e il pm Sergio Spadaro, nell’ipotesi che non abbiano sottoposto al Tribunale del processo Eni-Nigeria elementi (trovati e segnalati loro da Storari) di inattendibilità di Armanna «teste» d’accusa.

Il Csm ha già ascoltato il presidente dell’Ordine degli avvocati, Vinicio Nardo. L’avvocatura milanese, ha premesso Nardo, non parteggia per un pm o per l’altro; ha però vissuto con sconcerto l’utilizzo nel febbraio 2020 da parte dei pm del processo Eni-Nigeria, nei confronti di un giudice «molto stimato» come Marco Tremolada, di uno solo degli omissis di Amara tra tutte le altre sue dichiarazioni che invece all’epoca i vertici della Procura prendevano con le molle; e in generale trova che il clima di tensione in Procura non faciliti il lavoro quotidiano degli avvocati..

25 luglio 2021 (modifica il 25 luglio 2021 | 00:29) Leggi di più: Corriere della Sera »

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