Danila, Fabbrica

Il papà operaio e la figlia ambientalista: l’ex Ilva divide anche le famiglie di Taranto

Il papà operaio e la figlia ambientalista: l’ex Ilva divide anche le famiglie di Taranto

09/11/2019 16.36.00
Danila, Fabbrica, Operaio, Mauro Doro, Ilva

Il papà operaio e la figlia ambientalista: l’ex Ilva divide anche le famiglie di Taranto

Mauro, vorrebbe tornare subito al lavoro. Danila , sua figlia, sogna invece per la città un futuro liberato dal «mostro»

diMichelangelo Borrillo, inviato a Taranto09 nov 2019Mauro Doro, operaio Ilva e la figlia DanilaMauro ha da sempre aspirato al posto fisso in quella fabbrica e quando lo ha ottenuto ha festeggiato. Danila vorrebbe che quella fabbrica non fosse mai esistita e che il cielo di Taranto fosse tinteggiato di rosso solo per il tramonto, non per le polveri di quel «mostro». Mauro è da un anno in cassa integrazione per Ilva in amministrazione straordinaria, fa parte dei lavoratori che ArcelorMittal non ha assorbito e che restano parcheggiati aspettando momenti migliori, adesso diventati molto più lontani. Danila è in cerca di lavoro, ma non ha dubbi: prima dell’occupazione c’è la salute.

Olimpiadi Tokyo, Laurel Hubbard prima atleta transgender a partecipare Viva l’Italia inginocchiata (a metà): siamo sempre il Paese delle mezze misure Cts: stop obbligo mascherine all'aperto in zona bianca dal 28 giugno

La scelta che divide le famiglieMauro Doro, 47 anni, è il padre di Danila, 25 anni: e la loro storia conferma quanto Taranto sia spaccata su quella fabbrica, che tanti chiamano ancora Italsider, che da più di 50 anni accoglie chiunque, da nord, giunga nella città da sempre chiamata dei due mari e da qualche anno dei due fronti. Quello della salute e quello del lavoro. Che dividono anche le famiglie. «Ma non si può separare l’una dall’altro - spiega Mauro, che in questi giorni presidia lo stabilimento con tanti suoi colleghi - ed è quello che ho sempre cercato di spiegare alle mie figlie, a Danila e alla più piccola Ilaria. Siamo in Italia, un paese sviluppato e alle soglie del 2020: possibile che solo a Taranto non si possano conciliare salute e lavoro? A Genova l’area a caldo è stata chiusa». Mauro non è mai stato in quell’inferno, fino al 2008 ha lavorato nel laminatoio a freddo e poi è passato al magazzino. «Però mia nonna si è ammalata di tumore e come lei tanti altri parenti di amici - replica Danila - e nessuno di loro lavorava nell’area a caldo. Senza quella fabbrica il rischio di malattie, nel futuro, a Taranto, sarebbe molto più basso, come nelle altre città d’Italia».

Il mito del posto fissoAnche Mauro conosce la nonna, ovviamente: è sua madre. Ma non per questo vuole rinunciare al lavoro. Anzi, da quando è in cassa integrazione, vuole tornarci quanto prima: «Ho iniziato a lavorare all’Ilva nel 2003, prima facevo il rappresentante. Quando è arrivato il posto fisso ho festeggiato, a Taranto abbiamo sempre fatto così dai tempi dell’Italsider. Poi ad ottobre 2018 non mi è arrivata la lettera di assunzione dei nuovi proprietari, ArcelorMittal, e sono stato parcheggiato in Ilva amministrazione straordinaria, uno dei 2 mila che non servivano agli indiani. Avremmo dovuto fare i corsi di formazione, io ancora non li ho fatti. Ma i colleghi che li hanno frequentati mi dicono che non sono stati propriamente di riqualificazione professionale, bensì un invito a trovare un nuovo posto di lavoro, perché spiegano come si fa un curriculum. Ecco, se già prima il possibile ritorno in fabbrica sembrava difficile, adesso con l’addio di ArcelorMittal è diventato una chimera». headtopics.com

Mille euro al meseI fondi per la cassa integrazione straordinaria in Ilva sono disponibili fino al 2023; poi fino al 2025 c’è un punto interrogativo. «Oltre, al momento, nessuna prospettiva. E lo stipendio di 1.600 euro, con la cassa integrazione, è diventato di 1.000. Perciò io voglio tornare a lavorare in quella fabbrica», chiosa Mauro. «La storia di mio padre - conclude Danila - conferma le mie convinzioni: nonostante quella fabbrica molti degli operai tarantini non hanno futuro. E allora costruiamolo noi, con le bonifiche. Magari passeremo più tempo da disoccupati, ma poi almeno i nostri figli, quel futuro, torneranno a sognarlo». E non sarà più, come dal 1965 all’altro ieri, il posto fisso in acciaieria.

Leggi di più: Corriere della Sera »

G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri

Leggi su Sky TG24 l'articolo G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri: la metà dagli Usa

anche questi sono i drammi familiari oltre che sociali e civili che oggi i nostri connazionali maschi e femmine di TARANTO e dintorni sono costretti a subire ingiustamente Chiudere e riaprire Green! A maggior ragione è un'mpresa metter d'accordo politica, ambiente e crisi dell'acciaio. Tutti i governi sono vergognosi hanno messo davanti i lavoratori alla scelta tra lavoro o morte una cosa ignobile

una idea su cosa abbiano votato questi 2 alle scorse politiche me la sono fatta 😂😂😂😂 taranto . Vuoi vedere che sono quelli del 46% 😁

L’ex Ilva, il lavoro, i tumori, la politica: il dramma di Taranto in numeriL’ Ilva , i tumori, la politica: il dramma di Taranto in numeri fa schifo chi protegge mittal e non i lavoratori , è una vergogna nazionale , si dovrebbe scendere in piazza in milioni Un dramma ambientale occupazionale e di salute procrastinato da anni da una classe politica fallita che nn ha saputo fare altro che spostare una bomba a suon di decreti su decreti. OGGI SONO DIVENTATI TUTTI MANAGER !

Ex Ilva, il premier Conte incontra i lavoratori nello stabilimento di Taranto La direttaOperai in sciopero per chiedere il ritiro «delle condizioni provocatorie» dell’azienda

ArcelorMittal, a Taranto sciopero di 24 ore nell’impianto dell’ex Ilva | Sky TG24Leggi su Sky Tg24 l’articolo ArcelorMittal, a Taranto sciopero di 24 ore nell’impianto dell’ex Ilva | Sky TG24

Il premier Conte al Quirinale: al centro del colloquio la questione ex Ilva - Tgcom24Giuseppe Conte è salito al Quirinale in mattinata per un colloquio con Sergio Mattarella. Come riferito da fonti della maggioranza, il premier ha riferito al Capo dello Stato dell'incontro con la proprietà ArcelorMittal dopo la...

“Ilva ha venduto le polveri velenose come concimi” - Il Fatto QuotidianoÈ il 24 febbraio 2004 quando davanti all’ Ilva di Taranto si presenta un camion con rimorchio. Il giorno prima, al varco del siderurgico, è giunto un documento che anticipa la visita del camionista: “Dovrebbe venire un autoarticolato, inviato dalla ditta Ecofert Europe, per prelevare… dei sacconi di ‘sfridi potassici’… vogliate autorizzarne l’ingresso ed effettuare la … marcotravaglio Vi rendete conto? Lo Stato non sa vigilare. Quando qualcuno denuncia non viene ascoltato e spesso viene isolato e deriso. Quando si accorgono dei reati cercano la toppa e mai che nessuno trova il coraggio di eliminare il problema alla fonte: ilva deve essere chiusa! marcotravaglio Sono disgustata! L'Italia è tutta da rifare.

Taranto, duro confronto tra Conte e chi chiede la chiusura della fabbrica - Il Fatto Quotidiano“Chiusura! Chiusura!”. E’ stato un incontro ravvicinato, quasi un corpo a corpo, tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, circondato da agenti della Digos, e un gruppo di cittadini che invocano la chiusura del Siderurgico e il reimpiego degli operai nelle bonifiche. Conte, recatosi nello stabilimento siderurgico di Taranto per ascoltare lavoratori e cittadini, ha … Nessuno spiega, che dopo la chiusura, non esistono i 6/7miliardi€, per la bonifica. Il Tap è quasi pronto... riconversione a gas con con contributo economico dell'Unione europea.