Il nuovo straordinario libro su Azzedine Alaïa e Peter Lindbergh

L'amore per il nero, per la semplicità delle forme e la bellezza femminile: questo avevano in comune Azzedine Alaïa e Peter Lindbergh ❤️

18/05/2021 00.19.00

L'amore per il nero, per la semplicità delle forme e la bellezza femminile: questo avevano in comune Azzedine Alaïa e Peter Lindbergh ❤️

Azzedine Alaïa, Peter Lindbergh racconta le tante collaborazioni fra il fotografo e il couturier che hanno plasmato la visual culture degli anni 80 e 90

avevano tante cose in comune: l’amore per il colore nero, una devozione alla semplicità delle forme e una sensibilità definita da una grande considerazione per la bellezza femminile. “Ci siamo conosciuti nel 1979, credo. Da quel momento, Azzedine e io abbiamo sempre collaborato strettamente”, aveva detto Lindbergh. Alaïa aveva espresso lo stesso rispetto, e della loro lunga amicizia e fruttuosa collaborazione aveva detto: “Non dobbiamo nemmeno parlarci, tutto fluisce in modo naturale”.

Pd, Letta: ' Mai più al governo con Salvini e la Lega' Migrante di 27 anni muore nel Brindisino: tornava da una giornata di lavoro nei campi Scontro Ue-Orban, Bruxelles scrive all'Ungheria: 'La vostra legge viola le norme europee' - Europa

Tatjana Patitz, Le Touquet, 1986© Peter Lindbergh Foundation ParisIl 14 maggioTaschenha pubblicato un libro fondamentale che esamina le tante collaborazioni fra il fotografo e il couturier, dando vita a una conversazione per immagini che fonde creazioni teatrali con una fotografia decisamente cinematografica. Lindbergh è noto soprattutto per i suoi scatti essenziali in bianco e nero di modelle senza trucco; Alaïa per i suoi abiti aderenti che facevano sentire le donne belle e forti.

Azzedine Alaïa e Vanessa Duve, Parigi 1989© Peter Lindbergh Foundation ParisAzzedine Alaïa, Peter Lindberghè introdotto dai contributi del direttore del Musée d’Art Moderne de Paris Fabrice Hergott, dallo storico della moda e curatore della Fondation Azzedine Alaïa Olivier Saillard e dal fotografo Paolo Roversi. Il libro, 240 pagine, in cui compaiono tutte le supermodelle, come Naomi Campbell, Yasmin Le Bon, Nadja Auermann e Linda Evangelista, viene pubblicato in concomitanza con la mostra headtopics.com

presso la Fondation Azzedine Alaïa, al 18 di Rue de la Verrerie, Parigi.La storia di due iconeLindbergh e Alaïa avevano origini e venivano da discipline molto diverse. Nato nel 1944, Lindbergh, che era cresciuto in Germania, aveva studiato alla Krefeld School of Applied Arts e sviluppato la sua pratica fotografica ispirandosi ai crudi dipinti di Otto Dix e alla Parigi immortalata dai fotografi ungheresi Brassaï e André Kertész. Alaïa era nato in Tunisia nel 1935 e aveva studiato scultura all’Institut Supérieur des Beaux Arts di Tunisi prima di trasferirsi a Parigi, dove aveva lavorato per Guy Laroche e

e aveva poi fondato la sua celebrata maison.Azzedine Alaïa e Tina Turner, Parigi, 1988© Peter Lindbergh Foundation ParisEntrambi i creativi avevano il pallino della struttura, della sensualità e delle palette monocromatiche. Come scrive Saillard, Alaïa era “un architetto del corpo… che valorizzava la figura femminile, creando silhouette che drappeggiavano, modellavano o rivelavano, con una tecnica che solo lui sapeva padroneggiare”.

Lindbergh “nobilitava i soggetti delle sue foto illuminando le loro anime e le loro personalità con la precisione dei contorni che tagliava con l’abilità di un sarto”. Individualmente hanno contribuito a forgiare la cultura dell’immagine degli anni 80 e 90, e poi “insieme, sono stati i grandi, appassionati artigiani di quei volti essenziali che hanno segnato gli anni 90 e consacrato l’era delle supermodelle”.

Tatjana Patitz, Le Touquet, 1986© Peter Lindbergh Foundation ParisI lavori che hanno realizzato insieme sono illustrati meravigliosamente in questo libro, che privilegia gli abiti e il carattere, con foto tutte in bianco e nero. Donne ritratte mentre indugiano in edifici abbandonati, si distendono su pavimenti di piastrelle, posano sotto le luci e si interrompono a metà discorso, con una sigaretta fra le dita. headtopics.com

Mattarella: 'Pandemia non è sconfitta, proseguire con l'impegno' - Politica 'È come studiare gli anelli di un albero'. Lo studio sulla pandemia di coronavrus di 20mila anni fa Giuliani sospeso dall’esercizio professione legale a New York

si aggira per strade poco illuminate, avvolta in una cappa. Naomi Campbell è in piedi, una mano su un fianco, l’altra alzata, la sua figura sinuosa sottolineata da un body aderente, in una posa di assoluta potenza.Marie-Sophie Wilson, Paris, 1988

© Peter Lindbergh Foundation ParisLe foto presentano tutte un dinamismo e una teatralità discreta: di una consistenza profonda, definite dall’uso delle linee, ispirate dalla sintesi fra pelle, tessuto e luce. I volti non sono solo disadorni ma anche indimenticabili, e gli abiti sono nel pieno del loro potere trasformativo. “Ho sempre voluto che le donne si sentissero libere”, diceva Alaïa. In queste pagine la libertà emerge con forza, sia nell’immobilità che nel movimento, incarnata da una ricerca di autenticità, negli abiti e nelle immagini, che ha dato vita a uno straordinario rapporto creativo.

© Peter Lindbergh Foundation Paris / Taschen(Taschen) è nelle librerie dal 14 maggio Leggi di più: Vogue Italia »

Noi domani, la scuola che verrà. Le animazioni tratte dal concorso di scrittura Zanichelli -Scuola Holden | Sky TG24

Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.