Il «costo» di un neonato (e come evitare le spese inutili) - VanityFair.it

L'arrivo di un figlio ha «il suo prezzo». In alcuni casi si tratta di spese inevitabili, in altri casi basta non lasciarsi intossicare dagli effluvi del marketing relativo alla prima infanzia

14/06/2021 00.00.00

L'arrivo di un figlio ha «il suo prezzo». In alcuni casi si tratta di spese inevitabili, in altri casi basta non lasciarsi intossicare dagli effluvi del marketing relativo alla prima infanzia

L'arrivo di un figlio ha «il suo prezzo». In alcuni casi si tratta di spese inevitabili, in altri casi basta non lasciarsi intossicare dagli effluvi del marketing relativo alla prima infanzia

, dove, consce dell’impatto emotivo dell’evento e dell’inesperienza dei protagonisti, le aziende rincarano i prezzi e lavorano all’unisono alla creazione di bisogni non necessari.Se sposarsi è un passo importante, diventare genitori non è certo da meno, anzi. Si tratta di un momento delicato, che investe di una nuova responsabilità e rende spesso difficile orientarsi in tema acquisti, soprattutto a priori. Unite al senso di insicurezza il desiderio comune di essere preparati a tutto ed avrete

Il Fatto di Domani del 29 Luglio 2021 - Il Fatto Quotidiano In Edicola sul Fatto Quotidiano del 30 Luglio: Conte limita i danni. Cartabia&C. cedono. Giustizia - Il Fatto Quotidiano 10 sandali bianchi con il tacco che stanno bene con tutto

la ricetta perfetta per svuotare il portafoglio senza accorgervene. Secondo la European Nursery Products Confederation, il mercato della sola puericultura pesante e leggera (prodotti per il trasporto, la nanna e così via, ad esclusione di mobili, giocattoli e abbigliamento) ha visto diminuire negli anni recenti il fatturato totale in linea con il calo delle nascite, ma aumentare la spesa pro-capite, ovvero per bambino, in diversi Paesi, tra cui Francia e Italia.

Questo significa che, laddove il parco acquirenti o target che dir si voglia (i neogenitori) non può essere allargato,bisogna aumentare i guadagni sullo «scontrino medio» della singola famiglia. Ne deriva, ad esempio, un’estensione delle gamme con nuovi prodotti che si propongono come sempre migliori dei precedenti, oppure con referenze suggerite come essenziali per la cura del neonato quando in realtà non lo sono. Uno dei segreti, come sempre, è non lasciarsi trascinare in una sorta di gioco al rialzo fatto da incipit-tipo quali «già che ci siamo», oppure «per sicurezza», o ancora il «ma se poi capita che». headtopics.com

La prima soluzione vincente (testata con mano) è«nel dubbio non comprarlo fino a quando non ti servirà», dando per scontato che non si viva isolati dal mondo, con il negozio più vicino a 300 chilometri e Amazon che non consegna. La seconda soluzione è

«anche quando ti servirà, ricordati che durerà poco», perché i neonati crescono talmente in fretta che non permettono di ammortizzare la spesa. Non è consigliabile, dunque, usare la logica dell’investimento, perché l’unico investimento vero per il futuro è il bambino in quanto tale, senza parco accessori. Anzi, guardandosi attorno giusto di un qualche centinaio di metri, è molto probabile che ci sia una famiglia con bambini già “cresciutelli” che non vede l’ora di svuotare cantina e garage, liberandosi di quel passeggino dove il piccolo di casa non ha nemmeno mai voluto stare.

Nellagallery,alcune curiosità sul «costo» dei figli (come la differenza tra maschi e femmine) e altri suggerimenti per risparmiare. Leggi di più: Vanity Fair Italia »

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