I ragazzi del Cinema America trascinano la protesta delle arene per proiettare i film gratis. Ed è guerra con l’Anica

Dalla parte dei ragazzi del Cinema America si schiera il regista Giovanni Veronesi. L’anica risponde: “fake news gravissime”

10/06/2020 01.01.00

Dalla parte dei ragazzi del Cinema America si schiera il regista Giovanni Veronesi. L’anica risponde: “fake news gravissime”.

Dalla parte dei ragazzi del Cinema America si schiera il regista Giovanni Veronesi. L’anica risponde: “fake news gravissime”

Pubblicato il09 Giugno 2020Il Piccolo America accusa «Siamo sotto ricatto, ci stanno costringendo a chiudere Il Cinema in Piazza», l’ANICA si difende «Fake news gravissime. Cifre di fantasia, che se non smentite porteranno a conseguenze molto serie». La polemica comincia attraverso un post su Facebook, dove i ragazzi del Cinema America di Roma hanno denunciato le difficoltà, che molto probabilmente porterà loro a rinunciare all’organizzazione di iniziative a Piazza San Cosimato, Ostia e Cervelletta, che avrebbero permesso agli spettatori di assistere gratuitamente a proiezioni serali su un maxi schermo all’aperto, durante il periodo estivo. E stavolta il colpevole non è il Coronavirus, bensì «la lobby dei distributori e delle catene di multiplex, che sta bloccando le concessioni dei film, perché da tre anni vogliono costringere loro a rendere l’evento a pagamento». Fanno «nomi e cognomi», identificando i responsabili nell’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali) e nell’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici), raccontando di come su 140 titoli richiesti alle case di distribuzione (ciascuno dei quali già presenti in chiaro, in quanto concluso il periodo di sfruttamento commerciale in sala) per programmare le rassegne, abbiano ricevuto più di 120 risposte negative. Richieste che poi verrebbero saldate a livello economico, in quanto l’evento sarebbe gratuito per lo spettatore, ma l’associazione culturale di Piazza San Cosimato, attraverso partner e sponsor, paga quel biglietto ai distributori dei titoli proposti, rinunciando al proprio compenso di esercenti: in parole povere un singolo biglietto, il cui prezzo si aggira mediamente sui 7 euro, viene offerto al costo del 50%, di cui l’associazione si fa carico.  

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Dalla parte dei ragazzi del Cinema America si schiera il regista Giovanni Veronesi su twitter: «cari amici del cinema America…. i film che proiettate sono già sfrutati nelle sale e quindi possono e devono essere visti nelle piazze gratuitamente per la gente che non può e non ha tempo per permettersi il Cinema durante la stagione».

La durissima reazione dell’ANICA non ha tardat0 ad arrivare. «Abbiamo sempre guardato con simpatia all’esperienza in piazza San Cosimato, tanto da invitare Valerio Carocci (fondatore e presidente dell’associazione culturale Piccola America) alla Conferenza sul rinnovamento delle sale cinematografiche ed esprimere amicizia e sostegno a questo progetto». E aggiunge una drammatica fotografia sul settore della distribuzione: “È peraltro sorprendente la superficialità con cui si mostra di ignorare che in questo momento in Italia ci sono settemila lavoratori delle sale cinematografiche e mille delle distribuzioni senza lavoro e in cassa integrazione. Una cifra drammatica cui vanno aggiunti circa 20mila lavoratori dell’indotto. Decine di sale cinematografiche, ed alcune aziende di distribuzione indipendenti italiane hanno annunciato la cessazione definitiva delle attività. Prima di lanciare attacchi irresponsabili, occorrono l’umiltà e la coscienza di sapersi guardare intorno, oltre al proprio specifico caso. Occorre la volontà di cercare soluzioni prima che insensate aggressioni.” headtopics.com

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