I musei sono delle Ferrari con il freno a mano tirato

I musei sono delle Ferrari con il freno a mano tirato

08/07/2020 21.58.00

I musei sono delle Ferrari con il freno a mano tirato

La cultura priorità dei lavori parlamentari dei prossimi due anni se si vuol veramente immaginare dopo il Covid un modello di sviluppo differente in Italia». Parola di Antonio Lampis, dg uscente della Direzione Musei del Mibact

sui dati della DG Musei hanno rilevato il lavoro svolto, dimostrando l'enorme impatto economico, sociale e culturale dei musei statali nell'economia nazionale.“Siamo stati unici in Europa con dati d'incremento della bigliettazione e del numero di visitatori (ovviamente preCovid): oltre 40% di maggiori incassi in tre anni, oltre il 30% d'incremento dei visitatori. Altissimo il livello di qualità raggiunto dai musei statali nei Livelli minimi di qualità Media del punteggio medio di 9,3 su 10. Altissima è la loro reputazione online, 4,7 su 5, monitorata dal Politecnico di Milano” prosegue Lampis.“Il mio dovere di servitore dello Stato l'ho fatto e la Direzione è ben impostata. Sono stati tre anni faticosi ma che hanno dato buoni risultati. Abbiamo dato al mondo un esempio importante di come lo sviluppo culturale, lo sviluppo sociale ed economico, grazie al costante sostegno al lavoro dei direttori musei possono crescere rapidamente. La squadra è cresciuta e ho avuto il privilegio di coordinare e istruire e a mia volta ho imparato. Da quando avevo 33 anni lavoro a livello di direzione generale nel settore culturale e ora che ne ho 57 sono felice di passare il testimone a Osanna: eravamo in squadra insieme, c'è un'amicizia personale, la scelta del ministro è felicissima. Ora avrò di nuovo il tempo per ragionare in pubblico come facevo quando insegnavo all'università a Bolzano e in Cattolica a Milano. Molti miei studenti oggi sono in posizioni chiave in Italia e nel mondo. Mi sono occupato da sempre di sviluppo dell'audience, di marketing culturale e del rapporto tra cultura e salute. Abbiamo sperimentato il welfare culturale dagli anni 90 in una Bolzano laboratorio per economisti della cultura. E poi ho lavorato alle piattaforme agili per collegare tutto il sistema museale con una costante intesa con regioni e comuni e alla governance partecipata”.

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Previsioni future post Covid?Sono ostile a chiunque faccia previsioni, non è ancora sedimentata alcuna percezione certa, dobbiamo navigare a vista. Chiudere i musei e poi in un mese di lavoro riaprirli è stato durissimo. È emersa l'assenza della cultura della pianificazione: i dirigenti statali non hanno vice, mentre la funzione vicaria nell'emergenza è fondamentale, pianificare è importante. I dirigenti dei musei si sono assunti rischi pazzeschi, sono stati eroi.

Quali possono essere le emergenze future?Le emergenze ci sono sempre, in passato abbiamo dovuto confrontarci con quella terroristica. Vengo dalla carriera prefettizia e so che le emergenze vanno previste e pianificate. Ora manca la semplificazione e sburocratizzazione. Se vi fosse stato già un progetto di semplificazione avremmo affrontato meglio il Covid. Invece facciamo i conti con la estrema complicazione e lentezza di spesa nella pubblica amministrazione. headtopics.com

Cosa manca ai musei perché diventino del tutto efficienti?Una legge per i musei statali che consenta nel processo di autonomia di non avere le stesse regole degli uffici pubblici che emanano provvedimenti, dovrebbero avere maggiore autonomia e più rapide procedure di spesa, di entrata dei fondi privati e di gestione del personale. Il tema delle assunzioni e sostituzioni è devastante. Quello che si poteva fare con la riforma è stato fatto, ora è fondamentale fare un altro passo per lo sviluppo: la pubblica amministrazione deve diventare più veloce sulle decisioni relative alla contabilità, alle spese, alle assunzioni, alla sicurezza e alle concessioni.

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