Violenza Sulle Donne, Donne, Diritti Civili

Violenza Sulle Donne, Donne

«I concorsi di bellezza? Una forma di controllo sul corpo delle donne»

Pauline Harmange, autrice del caso letterario Odio gli uomini, spiega perché è giusta la via del gruppo femminista che ha fatto causa al concorso di Miss Francia. «Queste donne non sono protette dalle leggi sul lavoro»

22/10/2021 19.00.00

Pauline Harmange, autrice del caso letterario Odio gli uomini, spiega perché è giusta la via del gruppo femminista che ha fatto causa al concorso di Miss Francia. «Queste donne non sono protette dalle leggi sul lavoro»

Pauline Harmange, autrice del caso letterario «Odio gli uomini» e ospite del festival «L'Eredità delle Donne» spiega perché è giusta la via del gruppo femminista che ha fatto causa al concorso di Miss Francia. «Queste donne non sono protette dalle leggi sul lavoro»

I concorsi di bellezza tendono a portare con sé polemiche di genere vario. L’ultima viene dalla Francia e ha più forza delle altre perché mira a sancire principi, mettendo in discussione le regole che fino hanno retto il concorso francese come molti altri. L’associazione femminista

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Osez le feminisme!ha presentato una denuncia al tribunale di Bobigny per conto di tre candidate respinte dalla giuria perchénon rientravano nei criteri stabiliti.«Ogni anno protestiamo contro questo concorso che diffonde valorisessisti, ma non cambia niente. Abbiamo quindi deciso di usare il diritto per fare avanzare la causa delle donne», ha detto una delle attiviste. L’associazione ha presentato ricorso a un tribunale del lavoro contro le società che organizzano Miss Francia perché i criteri per essere ammesse (1 metro e 70 di altezza, non essere sposate) sarebbero sessisti e discriminatori e non potrebbero essere accettati in un altro luogo di lavoro.

Una via giusta secondo Pauline Harmange, autrice del caso letterarioOdio gli uomini, edito in Italia da Garzanti con la contestata tesi che odiare gli uomini può essere la via per rendere libere le donne, e ospite in questo fine settimana a Firenze del festival headtopics.com

L'Eredità delle Donnesull'empowerment femminile. «È una buona scelta quella di fare causa, di usare la legislazione esistente. Queste donne non sono protette dalle leggi sul lavoro. Le regole dei concorsi sono arbitrarie, le leggi invece esistono e dovrebbero valere per tutti».

Pauline Harmange photographiée par Magali Delporte. Acquisition pour une durée de 3 ans, en droits Monde, à compter du 26 septembre 2020 pour une utilisation en presse, dossier de presse et 4ème de couverture pour les éditions du Seuil et pour les éditions internationales, hors web, réseaux sociaux, communication interne et externe (et hors achat d’espace).

Magali Delporte«Un evento che vuole giudicare le donne solo in base all’aspetto fisico è evidentemente sessista», aggiunge la scrittrice, «ma anche tutte le regole che le concorrenti devono rispettare solo per essere ammesse sono una forma di controllo del loro corpo, come non potessero essere esseri umani liberi e indipendenti». L’hashtag sui social segue questa linea:

#PasTaMiss, non sono la tua miss.Dal momento che partecipano a uno spettacolo queste ragazze dovrebbero essere pagate per unaprestazione lavorativa che ha leggi e regoleperché nessuno può essere discriminato sul lavoro per il suo stato civile e l’aspetto fisico. Anche se non firmano un contratto di lavoro sarebbero però lavoratrici fin dal momento della selezione secondo headtopics.com

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Osez le Féminisme,anche perché sono impegnate in prove e registrazioni obbligatorie e sono obbligate a mantenere un atteggiamento definito decoroso in pubblico.Quello dei concorsi di bellezza è un problema che potrebbe essere considerato marginale, ma che è invece parte integrante di un sistema sociale e culturale che ha anche il lato tragico dei femminicidi e della violenza sulle donne.

I numeri sono simili in Italia e in Francia. «La polizia non è attrezzata per gestire questi casi, non è preparata. Ci sono casi in cui le donne si sono rivolte inutilmente alla polizia decine di volte prima di essere uccise. Non sono protette. Ci sarebbero metodi per tenere partner ed ex partner a distanza, come il braccialetto elettronico, ma raramente sono messi in atto. È come se davvero nessuno si interessasse a queste donne fino a quando non è troppo tardi e anche quando denunciano non trovano dall’altra parte chi le sappia ascoltare e non farle sentire doppiamente colpevoli».

Secondo Pauline Harmange servirebbero maggior fondi per far avere una preparazione obbligatoria, cosa che non è adesso, alle forze dell’ordine.«Tutti devono capire che cosa è la violenza sulle donne e devono imparare a riconoscerla».

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